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Democrazia! Parliamone insieme a guerra e affidabilità

di Roberto Tumbarello
Febbraio 26, 2023
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Democrazia! Parliamone insieme a guerra e affidabilità
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Chi non si innamora della democrazia e di tutte le sue componenti non è una persona normale. Democrazia! Solo in quella condizione sociale destra e sinistra, fascismo e comunismo, conservatori e progressisti, laici e cattolici sono rispettati e hanno diritto di propagare la propria idea. Tutti siamo responsabili del meccanismo sociale che ci concede libertà e benessere. In questo momento storico, però, c’è una parte della società che si schiera contro gli Stati Uniti, che, invece, sono l’icona che rappresenta i diritti primari di ogni individuo, indipendentemente dal colore della pelle, dall’ideologia politica, dalla fede religiosa e persino dall’orientamento sessuale.

Democrazia! Guerra ed emigrazione

Allora come mai molti non possono sopportare Zelensky, presidente di un paese aggredito, definendolo un fantoccio nelle mani degli americani? Quando ero un ragazzino e arrivavano i film sulla conquista del West, mi sorprendevo che lo stesso popolo che ci aveva aiutato a sconfiggere il nazifascismo e che, col Piano Marshall, ci aveva sfamati nel dopoguerra, avesse sterminato Apaches, Sioux, Cheyennes e tutte le altre tribù di nativi. Crescendo capii che la crudeltà non era delle istituzioni USA, ma delle circostanze. Non era una persecuzione ma la difesa degli emigranti che occupavano le terre da coltivare per creare la civiltà in un territorio deserto. I nativi si ribellavano perché in quelle terre scorrazzavano da secoli e credevano che appartenessero a loro. Bloccavano, così, la crescita della nuova nazione e il progresso sociale. Le tribù difendevano quel territorio facendo stragi di coloni e il 7° Cavalleggeri interveniva per proteggere le famiglie, che, soprattutto dall’Irlanda e un po’ da tutta Europa si trasferivano nel nuovo continente e poi nel Far West, una terra vergine, dove ognuno aveva diritto a un appezzamento di terreno da coltivare.

Si vis pacem, para bellum?

Con gli stessi intenti di giustizia e di sicurezza, gli USA sono pure intervenuti in Europa, in Corea, nel Vietnam, nella repubblica dominicana, in Cambogia, nel Laos e dovunque i regolari governi li hanno chiamati in soccorso del terrorismo o di gruppi armati di facinorosi. Ora intervengono a difesa dell’Ucraina, che non è aggredita dall’URSS, con cui Vauro e altri male informati simpatizzavano, ma dalla dittatura di Putin, che è un’altra cosa. Ogni gruppo di famiglia, seppure viaggiando in carovana, si armava per respingere eventuali attacchi di briganti o agguati di tribù indiane. Purtroppo, tre secoli dopo, è rimasta agli americani la mania di possedere un’arma. Ogni cittadino di qualsiasi età e ceto ne possiede una, talvolta di dimensioni esagerate, addirittura più adeguata alla guerra che alla difesa personale, che custodisce in auto e a casa.

Democrazia! Non legge del Far West

Ormai quest’abitudine non serve più alle persone normali per difendersi ma agli esaltati per uccidere. Data la facilità con cui si possono acquistare pistole, fucili, mitra e persino bombe a mano o ordigni bellici, certi pazzi, che negli USA purtroppo sono numerosi, se ne servono per scaricare le proprie frustrazioni uccidendo innocenti indifesi. Sono, infatti, frequenti le stragi di alunni nelle scuole, di anziani nelle case di riposo, di spettatori riuniti a cinema e a teatro, nelle feste di quartiere. Mentre la gente si diverte, può apparire improvvisamente il folle che scarica a caso una serie di pallottole che uccidono decine di innocenti. Ma, nonostante i numerosi e continui lutti, la legge del Far West non si cambia. Non si riesce a limitarne la facilità di acquisto perché la lobby delle armi è talmente potente da convincere la politica – o corromperla – a mantenere le medesime abitudini per incrementare l’industria che dà lavoro a milioni di persone in tutti gli stati della federazione.

Democrazia! Poter difendere il proprio Paese. Anche con l’aiuto degli alleati

Il Presidente Zelensky, che sta difendendo il proprio paese dall’aggressione della Russia di Putin, accusato di crimini contro l’umanità, anziché essere ammirato, è criticato e biasimato. Molti ritengono che sia stato lui a provocare la guerra. Ma se il partito della Premier alle regionali in Lombardia e nel Lazio ha avuto un successo maggiore dei suoi alleati è perché sono tutti unanimi nel difendere gli ucraini oltre che per la tendenza degli italiani di saltare sul carro del vincitore. Mentre in Forza Italia e nella Lega sono in tanti – a cominciare da Berlusconi e Salvini – dalla parte dell’aggressore. Sono anche queste posizioni elementi di giudizio degli elettori. Il dissenso nei confronti di un capo di stato che difende la libertà dei propri cittadini a costo della vita è sorprendente perché il suo pur grande paese è minuscolo in confronto alla Russia, che è il più vasto del mondo, e il suo armamento più potente. L’arsenale nucleare russo è persino più fornito, moderno e sofisticato di quello USA. Per consentire agli ucraini di difendere il proprio territorio, la Nato e altri paesi come l‘Italia li riforniscono di armi. Ma, per evitare un ampliamento del conflitto, impongono la condizione di usarle solo per difendere i confini, non per aggredire il territorio russo. Quindi, sono destinati a subire.

E’ ora di parlare di pace. E se interviene la Cina?

 Se la guerra dovesse durare – come sembra – ancora per molti mesi, gli sforzi economici che stiamo facendo per aiutare l’Ucraina, peseranno sui cittadini italiani ed europei. Molti si chiederanno: Ma in campagna elettorale non si era detto: Prima gli italiani? Per di più le sanzioni progettate per danneggiare la Russia, sembra che colpiscano di più la nostra economia che la loro. Eppure, l’Unione Europea ne sta progettando altre. Inoltre questi provvedimenti aizzano Putin in modo da prevedere una guerra ancora più lunga e crudele, per la gioia dell’industria delle armi, che non è nei progetti italiani. Oltre che alla difesa della libertà e dignità degli ucraini – credo che Putin si sia ormai tolto dalla testa di invadere altri paesi – l’Italia dovrebbe guidare le trattative e far capire agli altri membri dell’Unione Europea che il vero traguardo è la pace non la resistenza. Basta con le sanzioni. Diamo il via allo studio di progetti per una pace equa e onorevole con cui ognuno rinunci a qualcosa. Finalmente si è svegliata la Cina che, con voce più autorevole degli altri paesi, afferma che la guerra è durata fin troppo ed è il momento di smetterla. La Cina, che non aveva preso le parti di nessuno dei due contendenti, ha, anche per la sua potenza, più voce in capitolo e probabilmente comincerà una trattativa di pace più autorevole.

Un tempo gli italiani – e credo tutti i cittadini del mondo – prendevano le difese del più debole

Nella lotta tra il gigante e Golia, tifavano per il pastorello armato solo di fionda. Adesso – chissà in base a quale mutazione genetica – si tifa per il più forte. Persino i bambini che si affacciano alla vita tifano per la Juventus che ha la squadra con più campioni. Un tempo era pure la società più seria. C’è chi è disposto a tutto per un selfie con un leader politico qualsiasi, seppure non suo beniamino. Tanti cittadini – tutti gelosi di chi percepisce un reddito senza dover lavorare – hanno votato per Fratelli d’Italia perché d’accordo con la Meloni che abolirà l’assistenza ai disoccupati, senza rimorso per molta gente, che non trovando lavoro non avrà di che mangiare. Per nutrire i propri figli, anche chi non ne ha la vocazione, dovrà adattarsi a delinquere. Aumenteranno, quindi, rapine, furti e scippi. Con un costo per lo Stato superiore al contributo sociale che risparmierà. Stiamo attraversando tempi particolarmente duri nei quali non è facile vivere, né per la politica governare.

C’è la guerra a due passi da casa. Dov’è la Democrazia!

Cresce l’inflazione e quindi anche le speculazioni. La società è sempre più corrotta, persino i benestanti e le persone un tempo perbene rubano. Ormai la società civile fa concorrenza alle mafie. Gli organi di sicurezza dello stato non sono ancora in grado di affrontare le emergenti difficoltà. Cresce soprattutto l’ignoranza perché, pensando sempre all’economia, non c’è più immissione di cultura. Ecco perché pochi elettori si recano alle urne. Non c’è tempo per ciò che non produce subito denaro. Da quando i genitori trascurano la famiglia – impegnati con l’amante o a fare soldi – non seguono l’educazione dei figli che crescono sbandati e senza guida. Ma per dimostrare che invece se ne occupano, quando i figli si lamentano di un brutto voto, i genitori non esitano ad aggredire gli insegnanti che tentano generosamente di sostituirsi alle carenze familiari. Così, le scuole sono diventate covi di teppisti. Ma ogni governo, anziché occuparsi della disciplina e della dignità degli insegnanti, fa riforme sui programmi che vanno di male in peggio e da cui non dipende l’educazione dei giovani. Ecco perché ogni generazione è peggiore della precedente. Non solo nello studio e quindi nella cultura, ma anche nello sport, nell’arte, nella letteratura e soprattutto in politica. Saragat, Malagodi, De Gasperi, Berlinguer, Almirante non si sono riprodotti. Ora andiamo a inquinare anche l’Europarlamento e ci facciamo pure scoprire come pivelli. Che figura! E neppure le mogli sono più di equilibrio, ma complici.

Anche un processo può essere la scusa per parlare di guerra e pace

Finalmente archiviata la pratica della minore marocchina, ormai trentenne, Berlusconi è stato assolto per la gioia di alleati e avversari. Non se ne poteva più. Si cominciò a processare un vecchietto aitante e vigoroso, ma sarebbe stato macabro condannare oggi un uomo così anziano e malandato per gli stessi comportamenti di esuberanza giovanile. Qualcuno ha pure applaudito. Inopportuna, invece, per diversi motivi, in quest’atmosfera di gaudio, la proposta di istituire una commissione parlamentare che inquisisca sull’uso politico della giustizia. Ripicca e vendetta non sono mai buone iniziative in politica. Intanto, tranne una volta – ed è verosimile che lo meritasse – se i processi non sono andati in prescrizione, Berlusconi è sempre stato assolto. Quindi, vuol dire che la giustizia, almeno per lui, in Italia funziona senza condizionamenti. Poi, c’è il pericolo che durante l’indagine il parlamento, che 13 anni fa accertò che Ruby era nipote di Mubarak – come dimenticare l’appassionato intervento convincente dell’on. Paniz? – scopra adesso di essersi sbagliato.

Democrazia! Sentire e ascoltare pareri diversi

Per di più, dopo le dichiarazioni di pace pronunciate da Letta e Bonaccini, sarebbe un’azione inadeguata indagare sull’operato della magistratura inquirente, sospettata di abusare della propria indipendenza in favore di politici perdenti. Quindi, un favoreggiamento inutile e sciocco. Sarebbe un’iniziativa ridicola e la notizia farebbe il giro del mondo. In questo momento non ci sarebbe utile. Infatti, seppure Fratelli d’Italia, per compiacenza, abbiano applaudito, non sembrano d’accordo. Intanto a Berlusconi arriva anche qualche schiaffo dal PPE, la casa europea di Forza Italia. Abbiamo tollerato la sua amicizia con Putin – dice il presidente tedesco Weber – ma ora è passato sul piano politico ed è intollerabile. Dimentica che Putin non colpisce solo obiettativi militari. Non si può dimenticare che i russi puntano i loro missili sulla popolazione civile. Oltre a dissociarsi dalle sue dichiarazioni – che assurdità colpevolizzare Zelensky – il presidente Weber ha annullato le giornate di studio del PPE previste per il mese di giugno a Napoli. Per di più, parte dei popolari tedeschi e le delegazioni dei paesi nordici premono per escludere dal PPE l’anziano leader che si giustifica: io volevo solo sollecitare la pace.

Intanto il governo intende sospendere il superbonus che è costato allo Stato molto più del previsto

Non gli si può dare torto se è vero che la spesa è stata di 105 miliardi di euro. Una somma enorme e mai sentita prima, che equivale a tre leggi finanziarie. Nasce il sospetto che la Premier abbia sparato una cifra inverosimile. Infatti, un anno di guerra è costato ai paesi europei per le armi inviate a Zelensky 30 miliardi di euro. In guerra, si sa, si sprecano molti milioni di dollari ogni ora. Ecco perché Forza Italia insiste per mantenere il 110% che, però, ha fatto lievitare troppo i prezzi, seppure abbia ravvivato il mercato immobiliare. Se la cifra è vera, duemila euro sarebbe il costo improbabile per ogni cittadino italiano. Come tutte le iniziative dei 5 Stelle – come pure il reddito di cittadinanza – sarebbero provvedimenti utili al paese, se concepiti e realizzati bene.

Non si approfitta della democrazia!

Gli italiani probi, che stanno giustamente a cuore dalla Premier, si accollano anche le tasse che gli evasori fiscali dovrebbero pagare. Chissà quant’è il costo individuale. Il 110% di contributo statale, cioè la ristrutturazione delle case e delle ville senza che ai beneficiari sia costato un centesimo, ha creato, qualunque sia la reale spessa dello stato, una situazione disastrosa. Un contributo dell’80% sarebbe stato un incentivo più che sufficiente. I costruttori, senza il controllo del committente, hanno applicato tariffe esagerate che nessuno ha contestato. Conte dimenticò che alcuni di questi, senza scrupoli, esultarono nell’apprendere del terremoto dell’Aquila, che fecce 300 morti e un disastro di architettura preziosa. Ma per loro contavano solo soldi non le vite umane. Adesso, però, le aziende, dopo essersi arricchite, minacciano di chiudere e centomila persone rischiano di perdere il lavoro.

La crisi edilizia frenerà la crescita del PIL

Ecco perché Berlusconi si mette di traverso sull’annullamento di quanto gli altri governi avevano deciso. Suggerisce, in sostanza, di smetterla di demolire tutto ciò che gli avversari hanno fatto prima di noi. Ma la Premier è decisa a non cedere al ricatto. Chissà come andrà a finire. La leale iniziativa dei vertici del PD di giudicare la Premier Meloni migliore di quanto si immaginasse è un riconoscimento che potrebbe normalizzare i rapporti tra maggioranza e opposizione. Vuol dire che post fascisti e post comunisti sono persone rispettabili che debbono combattere le rispettive posizioni politiche, non la loro condizione umana. L’amicizia di Almirante e Berlinguer non è stata inutile. Ovviamente la pacificazione dev’essere ancora digerita da una parte e dall’altra perché dopo una sanguinosa guerra civile e 78 anni di rancore, non sarebbe normale che da un giorno all’altro si dimenticasse. L’encomiabile iniziativa del PD, però, cambierà certamente in meglio i rapporti tra le due parti. L’amichevole iniziativa, infatti, ha raggiunto di sorpresa gli altri maggiorenti del partito. Ma, alla fine, tutti hanno apprezzato e non ci sono state vere contestazioni. Era ora che si mettesse una pietra sul passato. L’esempio dei due saggi della precedente generazione è servito a qualcosa.

La giustizia

Nella riforma della Giustizia si dovrebbe pensare a come combattere la violenza che dilaga nelle città e in provincia. Il teppismo – pare anche politico – è in aumento esponenziale. Dove le strutture pubbliche sono carenti e non corrispondono alle aspettative dei cittadini, c’è chi si ritiene in diritto di farsi giustizia da sé. Soprattutto negli ospedali, ma anche altrove, le scene di violenza sono continue. A Roma, dove mancano medici e disponibilità di ricovero nelle corsie, i parenti di chi è bisognoso di cure se la prendono con infermieri, medici e guardie giurate che, senza difese, talvolta vengono pestati persino a sangue. E seppure individuati i colpevoli le pene sono inesistenti. Bisogna aggravarle per difendere i sanitari e la loro sicurezza. È probabile che spostandosi a Roma con l’auto blu e a Venezia in vaporetto, il ministro Nordio non si sia reso conto che il traffico è diventato impossibile.

E poi c’è il problema delle auto

Le città non sono state costruite prevedendo l’invasione di auto, né che si moltiplicassero così velocemente. Non riesco a immaginare come ci si muoverà tra dieci anni, quando i marciapiedi saranno trasformati in parcheggi e neppure i pedoni, oltre che le macchine, potranno più muoversi in città. So bene che non si può impedire alle fabbriche di produrne perché gli sciocchi credono che più auto si vendono più posti di lavoro aumentano. Invece, non aumenta un bel niente. Ormai la produzione è talmente informatizzata che seppure aumenti la domanda di auto, basta acquistare qualche altro macchinario per produrne milioni di altre senza assumere un operaio. Ad aumentare sono solo i dividendi degli azionisti. Il problema che dovrebbe preoccupare, però, la politica è la quantità delle auto, che il territorio non può più ospitale. Inoltre, con l’aumento eccessivo del traffico, gli spostamenti nelle ore di punta assorbono ormai ore di code costose per lo stato e i cittadini, che per di più subiscono un pesante stress.

Democrazia! E’ anche misericordia

Non si riesce nemmeno a capire se le rivelazioni di Donzelli, sui rapporti tra l’anarchico Cospito, al 41 bis, e alcuni boss mafiosi nel carcere di Sassari, rivelategli da Delmastro, erano segrete o pubbliche. Perché il ministro Nordio, poco attendibile, essendo di parte, sostiene che non sono segrete. Invece la Procura di Roma ha aperto un’indagine giudiziaria sul sottosegretario alla Giustizia per rivelazione di segreti d’ufficio. La questione è molto semplice ed è inutile girarci attorno. La stiamo complicando per creare confusione e non biasimare i propri correligionari. La gente si domanda se, andando un cittadino a chiedere al ministero della Giustizia il contenuto di quei colloqui, può ottenerli. Se è lecito, Delmastro non ha commesso alcuna scorrettezza né Donzelli ha tradito la confidenza dell’amico e coinquilino. Se no, forse non c’è grave reato, sono, però, entrambi colpevoli di una grave leggerezza politica. Quindi, persone di poca affidabilità. Ecco perché fa male la Premier a fare quadrato attorno ai due confratelli d’Italia che non mettono il governo sotto buona luce. Seguiamo con particolare attenzione la salute dell’anarchico. che, con lo sciopero della fame, in tre mesi ha perso 40 kg. Pur non essendo mafioso è giusta per lui l’applicazione del 41 bis, considerato un terrorista, quindi ugualmente pericoloso. Ma se gli sospendessero il provvedimento, lo stato non denuncerebbe debolezza né clemenza, ma misericordia. Perché in condizioni fisiche così debilitate Cospito non può nuocere, quindi il 41 bis è superfluo, anzi sembra un accanimento.

Quante cose dobbiamo ancora imparare sulla democrazia!

Nessuno dei due deputati intende dimettersi dagli incarichi governativi su pressione delle opposizioni. Lo fa, invece, la sottosegretaria all’Università Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia, dopo la condanna definitiva per peculato a un anno e mezzo di reclusione. Aveva usato soldi pubblici per spese private quando era consigliere regionale del Piemonte. Forse non si doveva neppure candidare, essendo stata già condannata in appello. E poi, perché inserirla addirittura nel governo? Per rispondere a queste domande scoppia una rissa tra il partito della Premier e Forza Italia. Si rinfacciano i rispettivi pregiudicati. Per chiudere la polemica, la Meloni invita l’amica a dimettersi, ma fa quadrato attorno a Donzelli e Delmastro. I fedelissimi non si toccano. Ma, se colpevoli, non conviene difenderli perché, è vero che in politica è il numero a determinare la forza, ma il comportamento è quello che gli elettori apprezzano o biasimano. I conservatori inglesi – non i laburisti – non hanno esitato a sfiduciare da Premier Boris Johnson, il loro politico migliore, solo perché non si era comportato bene al tempo del Covid. Organizzò una festa tra amici, vietate in quel periodo ai cittadini, nella sua residenza al n. 10 di Downing Street. Noi purtroppo non siamo ancora a quel livello di civiltà.

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Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello

Giornalista, laureato in Giurisprudenza. Per tanti anni portavoce in Italia del Consiglio d’Europa, è esperto in Comunicazione e Diritti umani.

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