Il ruggito prima della gara era stato più da Tigrotta che da Regina della giungla ovvero “Tigre di La Salle” come la chiamano nel Circo bianco per il suo carattere forte e le origini valdostane: “Sono al via solo per testare la mia mente, il mio corpo e la mia gamba” aveva detto alla vigilia. Ma Federica Brignone, una volta al cancelletto di partenza, si è trasformata resistendo al dolore e arrivando sesta assoluta a soli 1”23 dalla vincitrice, l’austriaca Scheib. L’impresa sportiva dopo 290 giorni di sofferenza e soprattutto di sforzo fisico e mentale straordinario: l’infortunio che le ha distrutto il ginocchio sinistro (piatto tibiale, testa del perone e crociato anteriore) è avvenuto infatti il 3 aprile dell’anno scorso nel gigante di fine stagione in Val di Fassa. Poche ore dopo l’intervento chirurgico a Milano e quindi la lunga e difficile rieducazione.
La Tigre in recupero

Il recupero atletico ovviamente non è ancora completato, impossibile tornare ad avere lo stesso tono muscolare e quindi la stessa forza dopo un’operazione tanto delicata e a 35 anni di età dopo 20 di agonismo ad alto livello. Lo dico per triste esperienza dopo essermi rotto il piatto tibiale e la testa del perone: ho frequentato palestre e fisioterapisti per oltre due anni e mezzo: “Lo sci è da escludere per lei, ma lo è per chiunque abbia fratture di questo tipo” avevano sentenziato tutti i medici dello sport e gli ortopedici. E anche dopo il crash della Tigre si era temuto per la sua carriera mettendo in dubbio la ripresa agonistica. Invece lei è tornata.
Il rientro della Tigre

Teatro dell’impresa è stata la pista di Plan de Corones che le ha fatto dire: “Quale posto migliore di San Vigilio di Marebbe poteva esserci per il ritorno? Sono in Italia, a casa. È qualcosa di speciale già esserci dopo quello che mi è successo quindi tutto ciò che verrà sarà comunque fantastico”.
Fantastico lanciarsi in una prima manche straordinaria (solo 1”36 dalla migliore) per poi ripetersi due ore dopo nella seconda e avvicinare ancora di più il podio (77 centesimi dal terzo posto). Ma la classifica contava davvero poco, l’obiettivo resta infatti la gara olimpica di gigante a Cortina in programma domenica 15 febbraio: poco più di due settimane per tentare il miracolo, ma già poter esserci è un risultato straordinario. Ne sa qualcosa un campione che ama e conosce lo sport – e anche lo sci – come Jannik Sinner.
Sinner e il messaggio a Federica

“Quello che ha fatto e quello che sta ancora facendo Federica Brignone, a prescindere dai risultati, nessuno riesce a farlo. So bene quanto ha speso in palestra per recuperare”. Il campione altoatesino ha seguito tutto da Melbourne dove sta giocando gli Australian Open e ha accomunato la 35enne fuoriclasse valdostana a Sofia Goggia definendole atlete fuori dal comune: “Ci sono fenomeni come lei e appunto come Sofia, che hanno qualcosa in più. A Federica auguro solo il meglio per i Giochi Olimpici”.
Ricevere un messaggio di questo tenore da Jannik offre ulteriori stimoli alla Brignone che peraltro in famiglia ha chi le è da esempio visto che è figlia d’arte. Sua madre è la grande sciatrice azzurra Ninna Quario, ex colonna della valanga rosa insieme alle compagne Magoni, Zini e Giordani. Anche il fratello minore Davide è un ex sciatore ed ora è il suo allenatore. Federica dunque la gara più importante l’ha già vinta: è rientrata e può competere ancora ad alti livelli. Sarà quindi protagonista dell’evento olimpico di Milano-Cortina che inizia il 6 febbraio e chissà che riesca a migliorarsi.
La carriera della Tigre di La Salle

Pochi sanno che la carriera agonistica di Federica ha preso avvio dal Veneto ovvero ad Alleghe: 20 anni fa esordì infatti appena 15enne in un gigante valido per i punti FIS. Nel febbraio 2006 debuttò in Coppa Europa e vinse poi il titolo europeo juniores di speciale e gigante in Val di Fassa giungendo anche terza in SuperG. La prima gara di Coppa del Mondo è invece datata 28 dicembre 2007, a Lienz. L’anno dopo vince la prima gara FIS: il gigante di Valloire (Francia) e nello stesso anno – il 2008 – chiude 11.ma in classifica generale di Coppa Europa (sesta in quella di gigante). Quindi nel marzo 2009 ecco il primo oro iridato in combinata ai Mondiali juniores di Garmisch-Partenkirchen su 3 prove: discesa, gigante e slalom.
I primi punti della Tigre

Il 24 ottobre 2009 arrivano primi punti in Coppa del Mondo a Solden e il 28 novembre, solo alla seconda gara della stagione, sale per la prima volta sul podio: terza nel gigante di Aspen. Prime Olimpiadi per lei sono quelle canadesi a Vancouver 2010 col il 18.mo posto in gigante, ma subito dopo si migliora e in febbraio vince l’argento ai Mondiali di Garmisch dietro alla fuoriclasse slovena Tina Maze. Il 17 dicembre 2012 primo stop fisico: decide di operarsi per rimuovere una cisti al malleolo: rientra un anno dopo nel gigante di Solden, ma è solo 25.ma. L’anno successivo seconde Olimpiadi a Soci 2014: è 11. nella supercombinata, ma fuori sia in gigante che in speciale.
La prima vittoria 10 anni fa

Sembra in calo, ma invece il 24 ottobre 2015 la Tigre graffia con la sua prima vittoria in Coppa del Mondo nel gigante di Soelden. Il 19 marzo successivo ancora prima nel gigante di Aspen, davanti a Sofia Goggia e Marta Bassino, in uno storico podio tutto tricolore (unico precedente era stato a Narvik nel 1996 con Deborah Compagnoni, Sabina Panzanini e Isolde Kostner). Il 14 gennaio 2018 Federica va ancora sul podio, ma in discesa dietro a Sofia Goggia e quindi partecipa alle sue terze Olimpiadi: Pyeongchang 2018 con il bronzo in gigante, il sesto posto in Superg e l’ottavo in combinata.
Nel 2019 vince la classifica di combinata di Coppa del Mondo preludio dell’impresa nella stagione 2019-2020 con la conquista della prima Coppa del Mondo generale (prima donna italiana a riuscirci) con 153 punti di vantaggio su Mikaela Shiffrin: i suoi podi stagionali sono stati 11, con ben 5 vittorie. Ai Giochi invernali di Pechino 2022 (le sue quarte Olimpiadi) vince due medaglie: l’argento in gigante e il bronzo nella combinata. Alla fine della stagione 2021-2022 si aggiudica la Coppa del Mondo di Superg ed è 3ª nella generale. Ai Mondiali di Méribel 2023 è oro in combinata e argento in gigante, la stagione 2023-2024 la vede seconda sia nella Coppa del Mondo generale che in SuperG e in gigante; i podi stagionali sono 13, con 6 vittorie. Ai Mondiali di Saalbach dello scorso anno è oro in gigante, argento in superG ed è 10ª nella libera.
La seconda Coppa del Mondo poco prima del crash

Al termine della stagione 2024-2025 vince la sua seconda Coppa del Mondo generale, con 322 punti di vantaggio su Lara Gut, nonché la Coppa di discesa libera e quella di gigante: i suoi podi stagionali sono 16, con 10 vittorie, tra cui si conta anche il suo primo successo in libera, l’11 gennaio di un anno fa a Sankt Anton am Arlberg. Ma il 3 aprile, nella seconda manche del gigante a Moena la caduta la frattura scomposta pluriframmentata. Il resto è storia recente con una pagina ancora da scrivere alle sue quinte Olimpiadi e stavolta italiane: Milano-Cortina 2026.
Forza Federica.
















































































