È una Olimpiade in rosa, su questo ci sono pochi dubbi: nel grande “film a 5 cerchi” di Milano-Cortina sono protagoniste assolute le atlete donne, anche le mamme, e non soltanto per i colori azzurri. È attrice non protagonista, infatti, un’icona mondiale dello sci come Linsdey Vonn: il suo coraggio e poi la sua sofferenza hanno fatto il giro del mondo lanciando anche messaggi positivi. Ma le azzurre non sono state certo da meno.
Le Donne d’Italia d’oro, argento e bronzo all’Olimpiade






La prima settimana olimpica ha consegnato alla Storia dello sport e anche al Mito tre straodinarie atlete con la medaglia d’oro al collo unite da un elemento che le rende ancora più uniche e leggendarie: la longevità sportiva ovvero l’età. Federica (Brignone), Francesca (Lollobrigida) e Arianna (Fontana) sono trentacinquenni, così come Dorothea Wierer argento nel biathlon a squadre. Sono quindi campionesse non più ragazzine, con una carriera colma di successi e soddisfazioni, ma che non si sono accontentate. Mai. E hanno dunque lottato contro le avversità e gli infortuni trovando la forza di essere ancora le migliori al mondo nelle loro discipline: sci alpino, pattinaggio e short track.
Il coraggio di un’atleta donna in particolare

Non è infatti soltanto la sciatrice valdostana oro del SuperG ad aver rischiato di non partecipare neppure ai Giochi. Il suo è stato certamente l’incidente più grave con tanto di due delicati interventi al ginocchio destro, ma anche le altre due “colleghe” hanno dovuto fare i conti con incidenti seri da cui si sono riprese alla grande. La pattinatrice romana Francesca in dicembre ha contratto un brutto virus che ne ha limitato l’attività (“Ho reagito solo pensando ai sacrifici fatti e per dare un esempio a mio figlio Tommaso”).

Mentre l’inarrivabile Arianna, valtellinese doc, nell’ottobre scorso si era lesionata il flessore della gamba destra in gara a Montreal e ha quindi rinunciato alle selezioni per gareggiare anche nello speed skating. Ma qui ai Giochi con un oro e un argento ha già eguagliato il record di medaglie olimpiche. Sono 13 come lo schermitore Mangiarotti e conquistate peraltro in 6 diverse edizioni ovvero dal 2006 quando aveva solo 15 anni.

Fra le azzurre medagliate e reduci da infortuni va iscritta di diritto anche Michela Moioli, vittima di un incidente in gara mercoledì e vincitrice venerdì del bronzo nello snowboard cross.
Il fratello-allenatore di Federica

Questi recuperi miracolosi certificano la grandezza delle atlete azzurre per le quali gli aggettivi si sono sprecati in queste prime giornate olimpiche. Federica Brignone è comunque la più incredibile. Le parole più toccanti per descrivere ciò che ha realizzato sono quelle della madre e del fratello, peraltro entrambi ex atleti, che hanno avuto ruoli fondamentali nel recupero della Tigre di La Salle.
Mamma e figlia e un’Olimpiade

Mamma Ninna Quario con una calma invidiabile nel parterre di Cortina a fine gara ha detto di aver “visto Federica scendere tranquilla sulla Olympia e gestire al meglio la gara. Poi ho dovuto solo aspettare… io ho aspettato fino alla 25.ma atleta scesa e non ho detto una parola. Poi ho pensato: oro olimpico? Incredibile. Non sembrava una cosa possibile”. Stesso concetto espresso peraltro dai chirurghi ortopedici che hanno operato d’urgenza Federica il 3 aprile dello scorso anno.
Cose da film


“Sono cose da film – ha detto invece il fratello Davide Brignone, suo allenatore – e io ho pianto proprio come nel vedere un film commovente”. Chissà che qualche regista trovi il modo di raccontare l’impresa di Federica e delle altre 35enni d’oro. E infatti il film sarà girato e presentato alla prossima mostra del Cinema di Venezia.
La donna più inaspettata dell’Olimpiade

La più inaspettata del trio è forse Francesca Lollobrigida che non è figlia d’arte, pur provenendo da una famiglia di sportivi, ma è parente di un mito del cinema italiano: la indimenticabile Gina. Il 16 gennaio di tre anni fa aveva pianto per la sua scomparsa: «Ciao Zia Lollo… averti conosciuta è stato un onore e mi ha riempita d’orgoglio. Essere una Lollobrigida e venir paragonata a te mi ha sempre dato una carica maggiore per poter raggiungere i miei obiettivi». Ora anche Francesca è entrata nel mito (dello sport) e lo ha fatto da mamma del piccolo Tommaso, nato proprio nel 2023. La sua perseveranza negli allenamenti con un bimbo da crescere è qualcosa di straordinario quasi quanto le due medaglie d’oro che si è messa al collo.
Frag, il segreto di Arianna è un mantra
La più medagliata del trio, Arianna la Freccia di Berbenno, ha spiegato insieme al marito allenatore, l’italoamericano Anthony Lobello che il loro segreto è racchiuso in un mantra: Frag. “Sì, Frag è un acronimo – ha rivelato la valtellinese – che significa Focus, rispetto, atteggiamento e grinta. Ce lo ripetiamo di continuo, durante un allenamento, prima della gara quando le cose sembra che vadano male. Lui mi dice Frag ed è come se tutto si resettasse”.
Il segreto del tatuaggio dell’atleta

Altra curiosità è il tatuaggio che le campeggia sul braccio destro: il giuét, un animale mitologico che ricorre nelle leggende della sua Valtellina, metà serpente metà lucertola. Ma di mitologico ora c’è soprattutto lei che peraltro sarà in gara ancora in altre 3 specialità dello short track e potrebbe superare il record di Mangiarotti che durava da un’eternità: fu stabilito a Roma 1960 quindi la bellezza di 66 anni fa in un panorama sportivo decisamente diverso.
La medaglia dell’Olimpiade che non t’aspetti

Finiamo idealmente con la stella americana Linsdey Vonn: la sua vicenda e il suo ritiro dai Giochi ha avuto anche risvolti positivi e riconoscimenti per il team di soccorritori e di medici che si sono presi cura della campionessa americana. La 41enne “regina delle nevi” vincitrice di 4 Coppe del Mondo assolute ha scritto: “Mi hanno sottoposta al terzo intervento chirurgico alla gamba ed è stato un successo. Un successo che ha un significato completamente diverso rispetto a qualche giorno fa. Sto facendo progressi e finché è così sono sicura che starò bene. Grazie per tutto l’incredibile staff medico, gli amici, la famiglia, che sono stati al mio fianco e per le bellissime espressioni di amore da parte di persone di tutto il mondo”.
I complimenti della Vonn, atleta e donna da Olimpiade
Anche ai componenti dei vari staff medici va dunque una meritatissima medaglia “olimpica” per la gestione del terribile incidente di sabato scorso grazie a prontezza, efficienza e professionalità dimostrate prima dai soccorritori di Cortina e poi dal personale sanitario del Ca’ Foncello di Treviso. Chapeau.
Il medagliere


















































































