“La mia infanzia è durata moltissimo e non so se sia davvero finita!” Citazione suggestiva, incipit dello splendido libro fotografico di Marco Sitran che ci porta nel magico universo dei bambini e dei loro giochi nei campi di Venezia. Un titolo perfetto che si avvale di una preziosa veste editoriale: PUTÈI, La Toletta – edizioni. Tantissimo pubblico durante la presentazione alla Scuola Grande di San Marco e parterre d’eccezione, tra i presenti anche il Candidato Sindaco Andrea Martella.
Il termine Putèi ha un suono dolce e armonioso quanto il suo significato

Nell’autorevole Boerio, dizionario del dialetto veneziano, la parola Putèlo si riferisce all’età tra l’infanzia e l’adolescenza. L’occhio fotografico dell’autore illumina in profondità questo fondamentale periodo creativo segnato da frammenti di vita gioiosa tra i masegni della città. Incantesimo che sembra appartenere ad un’altra era geologica. Il lato sconosciuto del pianeta terra, quello del “c’era una volta”.
Once upon a time è l’incipit di tutte le favole

Quelle più belle durano per sempre, come la memoria dell’infanzia, stagione privilegiata che segna il nostro futuro di adulti. Se non modifichiamo la rotta rischiamo di perdere questo privilegio per sempre. Attraverso le immagini possiamo scoprire il ruolo prioritario dei bambini che, come scrive l’autore: giocano, corrono, occupano lo spazio, lo rendono vivo. Senza di loro – senza famiglie, senza comunità – la città si svuota, diventa scenografia, perde senso.
Le dichiarazioni dell’autore

Ha giustamente sottolineato che la presentazione del volume si è tenuta nel luogo più simbolico della città: dove nascono i figli di Venezia – e dove sono nati anche i miei tre figli – abbiamo parlato di futuro. Non in astratto, ma partendo da ciò che manca oggi: spazio per il gioco, case per chi vuole restare, lavoro che non sia piegato alla monocultura turistica. Venezia non si salva da sola. Venezia si salva solo con quelli che la abitano.
Chi è Marco Sitran

Marco Sitran è un protagonista del tessuto culturale cittadino, avvocato specializzato in diritto internazionale, appassionato di libri, fotografia e viaggi e un costante impegno civico e politico. In questo nuovo libro i testi accompagnano le immagini in un caleidoscopio di sensazioni perdute, ma nello stesso tempo tangibili. Putèi nasce da un’idea di Michele Alassio grande fotografo, conosciuto a livello internazionale per i suoi reportage artistici e paesaggistici. L’infanzia descritta da Marco Sitran è uno spazio libero, senza distinzioni sociali: campi, calli e masegni diventavano luoghi di crescita, incontro e scoperta”.
Il futuro nei putèi

Queste fotografie superano i confini della pura bellezza analizzando le trasformazioni del tessuto cittadino a partire dagli anni ’80, sino all’era digitale. Il futuro è certamente negli occhi dei bambini ma le città di oggi, spiega l’autore, sembrano congiurare contro il gioco spontaneo, quello che insegnava a misurarsi con gli altri, a inventare mondi. La libertà del gioco è stata sostituita dall’organizzazione del tempo. Tutto è programmato. Svanisce la magica scoperta della vita con i suoi giochi dai nomi leggendari: Ghè, Tacco e stampine, Mosca cieca, Campanón.
Parterre d’eccezione per i putèi

Platea corale e partecipata con interventi significativi coadiuvati dall’editore Giovanni Pelizzato. Dai saluti di Mario Po’ direttore della Fondazione Scuola Grande di San Marco, a tante voci rappresentative dell’anima culturale cittadina: Ugo Bergamo, Gian Angelo Bellati, Lorenza Lain, Mara Rumiz (Emergency), lo scrittore Andrea Barina promotore dell’associazione Poveglia, Sergio Pascolo professore ed emerito urbanista IUAV, Massimo Stefanutti presidente del Circolo Fotografico La Gondola, Egidio Bertaggia e la storica Tiziana Plebani. L’artista Serena Nono, l’attore e regista Gianni De Luigi, il campione olimpico di canoa Daniele Scarpa e Antonio Seguso autore del bellissimo racconto d’apertura che inizia come una favola “C’erano una volta i campi veneziani, e c’era una volta il mio campo”. Eccone un frammento:Oggi Venezia, sospesa su un mare che sembra volerla riprendere, resta meravigliosa, ma si è trasformata in un malinconico museo a cielo aperto.
Il parere di Andrea Barina

Gli scatti di luce di Marco Sitran si armonizzano e trovano riscontro in altri testi che accompagnano le immagini. Queste le sensazioni dello scrittore Andrea Barina: La mia infanzia alla Giudecca è stata un’infanzia libera. Noi si viveva in campo. E quel Noi era un Noi di comunità, di fratellanza, di pericolo e spensieratezza. L’impronta dei masegni sulle ginocchia era un segno indelebile e caratterizzante.
Bellati e il suo appello

Gian Angelo Bellati lancia un segnale di consapevolezza che dovremmo tutti cogliere, dai semplici cittadini agli amministratori consapevoli “I bambini sono il vero cuore di una città: da loro capiamo se esiste un futuro, e quanto sarà luminoso…È questa la forza dell’opera di Marco Sitran: guardare Venezia attraverso gli occhi dei Putèi, restituendoci una città ancora capace di stupire”.
Ugo Bergamo e i putèi come promessa per il futuro

Interpretazione in armonia con quello che scrive Ugo Bergamo, che invita a riflettere sul vero volto della città “In queste pagine Venezia appare non come reliquia, ma come promessa, è la più antica città del futuro, e i putèi ne sono il segno: piccoli custodi di una speranza che ancora ci riguarda”.
Attraverso la poesia dell’immagine Putèi trasmette il desiderio di viaggiare in questo mondo perduto

C’è il gioco che rimane e quello che scompare, in una città proibita che oltre a perdere i suoi abitanti, sempre più spesso li dimentica. Un libro indispensabile per la custodia della memoria che rappresenta anche un’ottima strategia per noi adulti, sintetizzata in uno dei capitoli: Appunti per Tornare Bambini a Venezia.








































































Dott.ssa Elisabetta come non condividere questa frase: “I bambini sono il vero cuore di una città: da loro capiamo se esiste un futuro, e quanto sarà luminoso…
Certo far crescere un bambino a Venezia è qualcosa di magico, si cresce nella cultura, nel bello, tra gente speciale. Le foto che sono a corredo all’articolo ci mostrano la bellezza a disposizione dei putèi. In altri articoli ci ha raccontato il valore delle scuole, istituti iper comprensivi che accolgono gli alunni per l’intera giornata. Bambini andate a nascere a Venezia avrete un percorso di vita fantastico.