Un duello appassionante, una rivalità che continuerà negli anni e che ha già visto 17 incroci sui campi da tennis: Sinner-Alcaraz è ormai il “derby dei campioni” anche se l’intelligenza artificiale – bontà sua – lo definisce “il derby del Mediterraneo” (sic, provate a digitare i due nomi sull’IA ed esce questa assurdità). In concreto è una sfida che va oltre il semplice agonismo per diventare un confronto tra due diversi stili di vita, due filosofie di gioco e – ahinoi – di confronti social da record sia in termini numerici sia ovviamente economici. Per entrambi si viaggia oltre i 6 milioni di follower con media manager scatenati ogni giorno alla ricerca di news e curiosità acchiappa-clic, quindi con l’attenzione rivolta soprattutto alle goliardate, alle gaffes e al gossip.
Sinner-Alcaraz e le loro personalissime sfide
A noi nostalgici dello sport giocato interessano ben altri numeri, ovvero quelli sul campo: lo spagnolo è ancora in vantaggio 10-7 (ma ci sono anche tre esibizioni che porterebbero il computo sull’11-9). Dopo la sconfitta di Montecarlo e complice il problema fisico al polso destro Carlitos ha ceduto lo scettro del tennis al nostro Jannik. Negli ultimi 2 anni “Sincaraz” (altra terribile definizione social!) è andata in scena 7 volte anche in questo caso è ancora avanti Alcaraz 4-3, ma senz’altro il tris di ko è stato alquanto doloroso. Non tanto l’ultimo sulla terra rossa monegasca quanto il 3-1 sull’erba di Wimbledon (4-6, 6-4, 6-4, 6-4) e il 2-0 alle Atp Finals di Torino (7-6, 7-5) giocate sul veloce.
Appuntamento al Foro Italico

E proprio sulla diversità delle superfici ha puntato lo spagnolo salutando il rivale alla fine del match di domenica scorsa: “Cemento, erba e terra rossa: mi hai sconfitto dappertutto. Ma mi prenderò la rivincita la prossima volta”. Che probabilmente sarà al Master 1000 di Roma salvo sorprese: Madrid è ancora in dubbio per entrambi. Al Foro Italico lo spagnolo vinse lo scorso anno (7-6, 6-2), ma Sinner rientrava dai 3 mesi di stop per la vicenda Costebol.
I precedenti illustri sulle “due ruote”: ciclismo e moto
Negli sport individuali la rivalità Italia-Spagna è sempre stata di grande livello. Nel ciclismo, ad esempio, ci sono stati duelli spettacolari fra Vincenzo Nibali e Alberto Contador fra il 2010 e il 2017: la rivalità tra lo “Squalo dello Stretto” e il “Pistolero” è stata segnata da grandi tatticismi, ma pure attacchi improvvisi. Nel 2011 lo spagnolo vinse il Giro, ma fu poi squalificato per doping; nel 2014 Nibali si impose al Tour proprio davanti a Contador dopo epici duelli. Entrambi hanno comunque vinto tutti e tre i Grandi Giri (d’Italia, il Tour e la Vuelta), sfidandosi spesso sulle rampe delle montagne dei Pirenei e su quelle italiane con uno stile di corsa aggressivo che ha coinvolto milioni di appassionati.
Da Sinner-Alcaraz a Valentino Rossi e Marc Márquez
Ancora più aspra la rivalità sulle piste del Motomondiale fra Valentino Rossi e Marc Márquez che in questo caso è stato anche uno scontro tra generazioni (classe 1979 il nostro, 1993 lo spagnolo): un duello nato come un rapporto di stima visto che Márquez dichiarò di aver ammirato VR46 fin da bambino, ma poi esploso nel 2015 con un punto di rottura avvenuto a Sepang. Sulla pista della Malesia ci fu il celeberrimo contatto al settimo che ha segnato una pietra miliare nella storia della MotoGP: Marc cadde e Vale arrivò poi terzo, ma fu retrocesso all’ultimo posto e nel Gp conclusivo di Valencia dovette partire in fondo e lasciò il titolo a Marquez. Ancora oggi, i tifosi sono divisi tra la perfezione metodica dell’italiano e la sfrontatezza dello spagnolo con quell’episodio che fa ancora discutere
Sinner-Alcaraz è storia recente: i numeri della loro superiorità

Ma ora eccoci approdati sui campi da tennis con un appassionante duello: la superiorità dei due campioni è imbarazzante per i rivali. Il terzo del ranking Atp – il tedesco Zverev – è staccato di quasi seimila punti in classifica, un abisso: non li raggiungerebbe neppure vincendo i prossimi 3 Slam (Parigi, Londra e Us Open). Prima della finale di domenica Sinner e Alcaraz avevano vinto lo stesso numero di titoli (26) ed erano rimasti per lo stesso periodo di tempo (66 settimane complessive) al vertice del ranking.
Sinner-Alcaraz sfida infinita
Ora la bilancia pende verso il campione altoatesino, ma è curioso ricordare che all’inizio fu il contrario: la loro prima sfida (spesso non conteggiata perchè non del circuito Atp) si giocò il 2 aprile di 7 anni fa ad Alicante, in Spagna. Lo spagnolo 16enne e Sinner con un anno di più, ma ancora acerbo minorenne allocato a Sanremo da Riccardo Piatti: erano i trentaduesimi di un anonimo Challenger. Il secondo incrocio (primo ad alti livelli) fu due anni dopo, nel 2021, al secondo turno del Masters 1000 di Parigi. In entrambi i casi vinse Alcaraz: un risicato 7-6 7-5 in Francia.
Sinner-Alcaraz tra Wimbledon e Umago
Nel 2022 eccoli al sedicesimi di Wimbledon e prima vittoria di Jannik in 4 set. Pochi mesi dopo la sfida in finale a Umago ed ecco il bis italiano: 6-7, 6-1, 6-1 con gran rimonta di Sinner. Delle 16 sfide prima di domenica era stata l’unica vittoria del nostro Campione (la Volpe rossa) sulla terra battuta.
Montecarlo ha dunque segnato la definitiva svolta nel suo gioco?

Pare di sì, ma il team di Carlos medita la rivincita e i problemi fisici potrebbero averlo limitato. Proprio sulla tenuta fisica – a giudizio degli esperti – si decideranno le prossime sfide: le più ambite sono senz’altro quelle dei prossimi due Slam ovvero il Roland Garros (dopo la beffa 2025 con i 3 match point sciupati e la sconfitta al quinto di Jannik) e poi di Wimbledon, il tempio del tennis. Alcaraz non giocherà a Madrid, mentre Sinner è in dubbio anche se è volato in Spagna.








































































