“Uomini, uomini, uomini di m… Voi siete uomini di m…”. Ma perchè cantare così, contro la Reggiana, prim’ancora che la serie C sia scritta? Soprattutto, perchè esporre i giocatori, lo staff, i dirigenti al pubblico ludibrio, all’insulto a caldo? Passi a certe latitudini, al sud, dove la cultura in teoria, molto in teoria, è inferiore. O almeno, per evitare malintesi, esistono meno divertissments rispetto al calcio, ma a Reggio Emilia, no. Da una città che da sempre si proclama diversa, superiore, come diritti civili, come tutto.
Si può anche retrocedere ma l’insulto non ci sta mai
La Reggiana potrebbe persino chiudere all’ultimo posto, ma la dignità delle persone non va ferita, per nessun motivo. Finchè fosse un “a lavorare, andate a lavorare”, passi, ma quelle parole no. L’a lavorare l’abbiamo sentito da I Petali, il centro commerciale alle spalle dello stadio Mapei, mentre eravamo a caricare un telefono, davanti alla tribuna c’era la contestazione durissima, dopo l’1-3 con il Pescara.
Evitare il confronto a caldo

Come nel 2-2 con la Recanatese, in serie C, con Aimo Diana, e come nello 0-4 con il Cosenza, nella stagione di Alessandro Nesta. Che poi il traguardo sia stato tagliato, poco importa. Il punto non è passare attraverso lo slo, ovvero Giacomo Giovannini, l’uomo che per la Reggiana si occupa del rapporto con i tifosi, il punto è evitare quel confronto a caldo, tanto più con quei toni.
Più dell’insulto conta la vicinanza alla squadra

Direbbe Enrico Cerri, di Gradoni granata, gruppo facebook: “Se facessero come dici tu, sarebbero tutti medici, non ultras”. Ecco, aboliamo quel momento, quel “vogliamo parlare subito alla squadra”. Ma anche alla ripresa degli allenamenti. Se proprio vogliamo farlo sia un “Noi ci siamo, sempre e comunque. Siamo convinti che diate tutti il massimo, sino alla fine. Così non va da tanto tempo, ma provateci ancora, sino all’ultimo”.
Adesso c’è il Padova
Poi la Reggiana ha superato la Carrarese per 2-1 e in questa domenica sarà ospite del Padova. Che si gioca le chances di salvezza diretta, mentre gli emiliani puntano ai playout. Il nostro ragionamento sugli insulti a caldo parte da lontano. Ne avevamo parlato a margine di Modena-Monza, facendosi persino trascinare, nella difesa dell’ex tecnico dei gialli Paolo Bianco, ora vicino a salire in serie A con i brianzoli. Lì erano provocazioni da parte di una tifoseria che non aveva perdonato al tecnico la crisi di due anni fa.
L’insulto anche alla Fiorentina

Le contestazioni sono state rituali per la Fiorentina, quest’anno, più volte inchiodata dai tifosi a quel confronto. E’ capitato al Torino, dopo le 6 reti subite dal Como, per due volte, con l’allenatore Marco Baroni. In serie B al Bari. La situazione è degenerata a La Spezia, ultimo da solo ora, dopo la sconfitta a Carrara, nonostante il ritorno in panchina di Luca d’Angelo, uno che meritava la serie A da tempo, per le finali playoff raggiunte con il Pisa e gli stessi liguri.
Il caso La Spezia

Nel lunedì di pasquetta, 50 ultras spezzini si radunano al centro sportivo ‘Bruno Ferdeghini” con l’intento di contestare squadra e dirigenza al rientro dalla vicina trasferta. La situazione è rapidamente degenerata in scontri con la Polizia, intervenuta per impedire ai tifosi di raggiungere i giocatori. Il gruppo ha agito con particolare aggressività, utilizzando aste, bastoni, oggetti contundenti e materiale pirotecnico. Il bilancio è di 10 feriti, 9 del reparto mobile di Genova e uno della Digos. “Azione violenta e organizzata, che ha messo seriamente a rischio l’incolumità degli operatori impegnati nel servizio di ordine pubblico”.
Insulto e violenza

Le immagini raccolte sul posto dagli agenti e dalla scientifica hanno permesso di individuare alcuni responsabili. Due sono stati arrestati, per concorso in violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e travisamento. E’ il classico a cui assistiamo noi, che da anni raccontiamo le curve. Occhiali a specchio, giornalisti e riprese lontane, fuorilegge, per andare oltre la legge, il più possibile.
La Reggiana non è ancora spacciata
La Carrarese ha perso a Reggio Emilia, dicevamo, eppure siamo riusciti a raccontarne i tifosi, anche un capo ultras storico, appunto evitando di inquadrarlo, fra l’altro fatica a muoversi, con una gamba in disordine da tempo e non è stato facile per lui raggiungere la curva ospiti. E’ andata bene dal momento che fra reggiani e carrarini, come vogliono farsi chiamare, c’è un gemellaggio storico.
L’uscita del pullman della Carrarese e di alcuni giornalisti e dei pr dei gialli.







































































