La Nobile Provinciale è tornata: oddio è ancora un po’ ‘barnabotta’, come si dice a Venezia di un’aristocrazia ancora non al massimo dello splendore, ma il Lanerossi Vicenza Calcio è finalmente uscito dal tugurio. Ci sono voluti quattro anni molto difficili per arrivare all’epilogo lunedì scorso, un finale completamente diverso dalla semi-corsa del 2020 quando, promossi per grazia ricevuta dalla maledizione sanitaria, non seppe poi reggere l’impatto con la serie superiore.
Una giusta gioia
Questa volta il bagno di felicità, arrivato alle 22.20 del 16 marzo in anticipo di sei giornate dal termine del campionato, è legittimo a tutti gli effetti e per tutti gli affetti. Una gioia consumata sobriamente dai tifosi vicentini (quasi tutti attesi dal lavoro il giorno dopo) che si sono limitati, dopo aver dato vita ad una grande coreografia sugli spalti, a pochi strombazzamenti e a sparacchiare qualche minicicciolo non gradito tuttavia dal giudice sportivo che ha multato di 600 euro la società di largo Paolo Rossi.
Il Lanerossi e quella Coppa aspettata 4 anni

L’appuntamento per la prossima sbornia biancorossa è fissato in occasione dell’incontro casalingo con il Brescia: domenica 29 alle 14.30 il Lane riceverà ufficialmente la Coppa destinata alla squadra vincitrice del campionato.
Lanerossi a senso unico

Un torneo, quello biancorosso, che ha ‘bruciato’ l’erba dei campi centrando una promozione con tanto anticipo come nessun altro aveva mai saputo fare. Il Vicenza di questa stagione è stato un automa dal meccanismo perfetto dove tutti gli ingranaggi hanno risposto al millimetro senza sbavature: grande merito a Fabio Gallo che ha regolato le rotelle (giocatori, società tifosi) del robot riuscendo a capire dove stavano le parti prese a martellate e arrugginite dalle gestioni precedenti quando i meccanici si chiamavano Mimmo Di Carlo, Cristian Brocchi, Francesco Baldini, Francesco Modesto, Dan Thomassen, Aimo Diana, Stefano Vecchi.
È il calcio signori!
E’ il calcio che mette alla fine tutti davanti alle proprie responsabilità: il Vicenza ha conquistato ciò che più desiderava proprio di fronte a Vecchi che lo scorso anno aveva quasi fatto l’impresa sbattendo il naso ‘solo’, si fa per dire, sulle partite cruciali. Come quella sul campetto della Virtus Verona capace di ricacciarti nel pozzo proprio nel momento in cui ne stavi uscendo convinto di averla portata a casa.
Renzo Rosso a caccia di soci

Ora viene il bello: questa volta si tratta di costruire una compagine in grado di reggere magari domandoli, gli urti della categoria superiore. Lo sa soprattutto la famiglia Rosso, proprietaria del circo: nonostante manchi oltre un mese al termine del torneo sta perfezionando apposito businness-plan. “Di aziende ne ho create molte – ha spiegato in questi giorni Renzo – e so bene come fare.
Tutti sanno quanto la nostra famiglia ha investito in questi anni: pensiamo di avere dato un grande contributo alla città soprattutto in termini sociali. La cosa che mi onora di più è l‘impatto con i giovani, abbiamo quattromila bambini che ogni giorno si allenano con i nostri colori; li tiriamo via dalla strada e fanno sport sano. Senza dimenticare che sette giocatori del nostro settore giovanile sono in nazionale”. Per dirla con il patron, insomma, il Lanerossi Calcio si avvia a diventare una impresa ‘modello’ anche per le altre società”.
Lanerossi di tutti
Ribadendo un concetto già espresso in passato Rosso, parlando con i giornalisti in settimana, ha spiegato di “avere sempre voluto” che la squadra non fosse un patrimonio personale ma appartenesse più in generale alla città e alla provincia. Così il fondatore di Otb, la società titolare del Vicenza, ha già bussato ai portoni di Confindustria Vicenza per condividere l’idea con altri, ulteriori, imprenditori. “Sarebbe un altro esempio per gli album di storia sportiva”.
Il futuro del mister

Dietro ai coriandoli, nel frattempo, non tutto sembra andare per il verso giusto: da fonti interne al Vicenza emergono sussurri relativi al rinnovo del contratto dell’allenatore Fabio Gallo. Il tecnico, 55anni, che ha guidato il Vicenza in B, lo scorso anno aveva realizzato la medesima impresa con l’Entella. Nessuno aveva tagliato prima un simile traguardo. Secondo alcune voci Gallo, forte dall’aver chiuso la pratica con sei giornate ‘anticipo’ avrebbe chiesto alla proprietà di rivedere l’importo del ‘premio promozione’ sottoscritto al momento dell’ingaggio.
Il Lanerossi e la mano di Stefano Rosso

La richiesta sarebbe tra le mani di Renzo e Stefano Rosso che sull’argomento avrebbero idee diverse. La soluzione non sembra tuttavia lontana anche perché lo stesso Renzo ha elogiato pubblicamente il figlio Stefano, presidente della società. “E’ stato lui – ha spiegato il patron – a scegliere Ds e allenatore. L’organizzazione avrebbe voluto altre persone ma lui si è battuto per volere questi due professionisti. Complimenti”.








































































