In zone grigie di qualche metropoli del nostro tempo e del nostro emisfero, nel buio di un sotterraneo condominiale può nascondersi un fanatico nemico dell’umano: fantasie malate che azzardano progetti letteralmente sovrumani. Non è letteratura, ma cronaca. Autore del tutto il Dr Kim.
Il Dr Kim e il racconto di The Body care

Un’esplosione brucia tutto, così di certi esperimenti segreti rimangono solo ceneri e tizzoni fumanti. Ma non è stato così nella storia che raccontiamo oggi, e che ha potuto venire alla luce della realtà quotidiana. Il merito, anzi la fortuna è del famoso mensile plurilingue “The BODY care” che si pubblica a Singapore.
La Variante Kim

Si tratta di una curiosa impresa editoriale che riesce a far convivere scienza e società, con la propensione al sensazionalismo che diventa spesso scoop internazionale, che nel nostro caso va sotto il titolo di “Variante di Kim”. Il mensile non rivela la prima fonte d’informazione, ma il contorno della situazione ci consente di scoprire una realtà fortemente manipolata.
Kim medico e artista dall’oscuro segreto

Si parte dalla morbosa attenzione che un medico e artista coreano, il Dr Kim di Seul, ha avuto per il corpo umano sottoposto a tatuaggio che era, all’inizio della sua carriera una forma di pittura corporea, un’occasione “per esprimere ogni tipo di emozioni”. Ma l’estetica non bastava all’immaginazione di Kim: si poteva, anzi si doveva fare di più. Così si è inventato la trasfigurazione della pelle che nelle sue intenzioni, lo avrebbe reso ricco e famoso nel mondo.
Kim e le sperimentazioni

Ma era andato oltre “sconfinando nell’illegale e anche nell’illecito” come ha scritto “the BODY”: Kim aveva “bestializzato l’umano”. A dimostrazione, la rivista ha pubblicato la documentazione, cioè i disegni originali del medico, nei quali si vedono donne seminude con testa di Medusa, di gatta e di cerbiatta; uomini con zanne al posto dei denti, artigli metallici e il volto coperto da musi di leopardo, leone, orango; altri maschi umani con il torso coperto di scaglie iridescenti.
Kim non si scompone

Mostruosità selvagge che rispondevano alla domanda: cosa vorresti essere? E Kim rispondeva mascherandoli e sottolineando le diverse animalità come fossero i veri caratteri delle persone modificate. Il risultato era una galleria di ibridi, ovvero persone non più totalmente umane ma creature “nuove”, manichini di carne da esibire come fenomeni da circo, o peggio, come attrazioni in salotti miliardari.
Una festa per celebrare gli esperimenti di Kim


Per la prima esibizione di alcune creature è stata scelta una festa carnevalesca; in seguito le location sono stati i bar, il grande mercato di Seul, varie fermate d’autobus: la gente applaudiva quelle maschere umane che erano le più originali viste fino ad allora. Ma un giorno una ragazza “gazzella” è svenuta durante una sfilata e al pronto soccorso non sono riusciti a liberarla dalla maschera e quindi a salvarla: la testa d’animale non era di cartapesta ma parte integrante del corpo, quasi una seconda pelle: era la rivelazione della variante di Kim.
La morte della donna gazzella e la scomparsa di Kim


La morte, inspiegabile, della ragazza, è stata la peggiore pubblicità che Kim potesse augurarsi, e nello stesso tempo la ragione della sua incriminazione per manipolazione illegale della sacralità del corpo umano. In quella occasione, un’alta autorità religiosa ebbe a scrivere che “l’edonismo sfrenato non può modificare la Creazione”. Al processo il Dr Kim non si è presentato e da allora lo cercano in tutto il mondo.
Bologna celebra Collodi

Nei giorni scorsi, alla Children’s Book Fair di Bologna è stata presentata la mostra I vestiti nuovi di Pinocchio, dedicata alle illustrazioni ispirate al celebre burattino. La mostra sarà inaugurata nel 2027 – in occasione del bicentenario della nascita del suo autore – Carlo Collodi, e presenterà un’antologia di illustrazioni ormai classiche, a cui si aggiungeranno ventiquattro tavole inedite, selezionate in un concorso internazionale fra oltre cinquecento di autori di tutto il mondo. La mostra si terrà nell’ambito delle “Eccellenze italiane” e viaggerà ovunque, ospite degli Istituti italiani di cultura.
Il segreto di Pinocchio

I bambini, quelli di oggi e di sempre, fanno tante domande, spesso spiazzanti per noi adulti, curiosità che emergono da una fantasia nascente e perciò senza limiti. Ma parlando di Pinocchio, nessun bambino perderà tempo a chiedersi come faccia un burattino tutto di legno a parlare, a correre, a mangiare ecc. Non gli interessa sapere quei particolari: lui accetta acriticamente quello che scrive l’autore.
È la forza della poesia che muove quel “figlio” di Geppetto, o forse è una magia. Pinocchio è, semplicemente, quello che è: un burattino vivente. E l’energia che lo anima è il suo segreto.
La vera natura di Pinocchio

Anche noi adulti, però, non indaghiamo troppo a fondo sulla natura di Pinocchio, creatura artificiale inventata in pieno Ottocento e arrivata alla nostra epoca con un tesoro di istintiva umanità di cui l’ha dotato il suo creatore.
Forse non ci pensiamo, ma Pinocchio ci provoca, oggi più di ieri. Pensate: un burattino, cioè una forma vivente artificiale, concluderà le sue Avventure trasformandosi in un bambino in carne e ossa, cioè naturale. È il trionfo della metamorfosi, a cui dovremmo guardare con particolare attenzione. Perché oggi l’artificiale sta contagiando velocemente il naturale grazie a una Intelligenza non umana che non è tanto incline a somigliare all’uomo, quanto, piuttosto, decisa a farci diventare come lei, macchine autonome super dotate, potenti, creative: ma sempre macchine, quindi manipolabili.
Siamo tutti Pinocchio

Tornando a Pinocchio, dobbiamo ammettere che ci somiglia molto, è un personaggio nel quale possiamo specchiarci senza orgoglio e senza vergogna. Addirittura, ci supera con la sua diversità: nasce dal cuore e dalle mani di un uomo, senza il ruolo di una madre (la Fatina ce lo ricorda); è agitato da una profonda inquietudine; muore impiccato ma risorge; è mascalzone ma generoso e coraggioso fino alla temerarietà. Nasce da un artigiano e il suo corpo ricorda un’opera d’arte. Come tutti i personaggi forti, osserva il saggio, anche il fantastico burattino toscano descritto dal Collodi suscita sentimenti contrastanti, ma alla fine ciascuno di noi scopre di avere in sé un Pinocchio con cui convive.
Silenzi

(poesia)
I
Il silenzio qui è spazio sacro
denso, trasparente, custodisce
parole d’una lingua antica;
chiara una voce intona
i vespri nella luce calante.
II
L’edicola si chiude a guscio
piena di parole usate a milioni
che, come perle, si addormentano.
Tacciono, prigioniere nel buio,
verrà l’alba e le libererà.
III
La luna galleggia nella densità
del silenzio urbano, un tessuto
di pause e di sonorità umane:
musica, voce, commozione
sulla nascente notte di aprile.
Anonimo 26







































































