E’ andata. Il Bologna non ha quasi chances di vincere con due gol di scarto a Birmingham, siamo sotto al 5% di possibilità, considerato il valore della quarta dalla Premier league. Potrebbe vincere con un gol di scarto, giocarsela sino alla fine ma davvero anche soltanto raggiungere i tempi supplementari è quasi impossibile. Idem per la Fiorentina, che giocherà il ritorno al Franchi ma deve recuperare 3 reti, contro la 14^ del calcio inglese. Può segnarne uno, due, ma è più facile a quel punto che subisca una rete dal Crystal Palace piuttosto che realizzarne un 3°. Occorrerebbe arrivasse alla fine, proprio. Quel che è successo su entrambi i campi, nei quarti dell’altra Europa. Tre anni fa, l’Italia aveva per la prima volta 5 semifinaliste sulle 3 coppe, ovvero 5 su 12 squadre, stavolta quasi certamente non ne avrà. Nessuna squadra italiana nelle semifinali europee. Non accadeva dal 2018/19.
Nessuna squadra italiana. Ecco i motivi

Sarebbe stata diversa se i match fossero finiti senza recupero, 1-2, con il gol di Rowe, difficile da marcare, per l’Aston Villa, e sul 2-0 per i londinesi. Le percentuali in quel momento, di qualificazione, erano di 10% per entrambe le italiane. Il Bologna poteva pareggiare, perlomeno, considerato il gioco, i due legni, il vantaggio annullato per fuorigioco non così netto. Il problema è stata la tenuta difensiva, con l’uscita sbagliata da Ravaglia, con l’errore di Heggem, in compartecipazione con Miranda. Nel recupero un rimpallo e la doppietta di Watkins, finalista agli Europei con l’Inghilterra. I viola dovrebbero salvarsi, con il +5 sulle terzultime, potevano puntare di più sull’Europa league, giunti a questo punto, Vanoli in panchina non aveva nessuno per girarla, nel secondo tempo, tuttavia ci stava un gol, come dice de Gea, sul 2-0.
Nessuna squadra italiana nelle semifinali europee ma anche troppi gol subiti
Resta la sensazione di un calcio italiano fragile sul piano difensivo, con una marea di gol subiti durante le eliminazioni, i 6 totali subiti dalla nazionale con la Norvegia, i 5 presi dal Napoli in Olanda con il Psv, idem dalla Juventus a Istanbul con il Galatasaray. Sempre cinquina, ma fra andata e ritorno, dall’Inter con il Bodo Glimt. I 10 in totale incassati dall’Atalanta. Sono caterve di reti, per un calcio italiano che ha perso la sua proverbiale tetragonia. Con Donnarumma al posto di Ravaglia, magari il Bologna avrebbe pareggiato 1-1. L’Aston Villa è un’ottima squadra e uno dei tecnici migliori al mondo, Unai Emery. Alla vigilia gli abbiamo chiesto cos’hanno in comune questi rossoblù e la squadra mito che vinse la coppa dei campioni nel 1982? C’era Gordon Cowans, poi regista anche del Bari, in serie A.
Unai Emery e la nostra intervista
E poi della sua carriera straordinaria, con il record di 4 Europa league, con due squadre differenti, tre con il Siviglia, una con il Villarreal. Gli manca giusto una finale di Champions…
“In Italia molte squadre giocano uomo contro uomo, non solo il Bologna – spiegava -. La nostra storia ci responsabilizza. In Europa ho vinto anche perchè ho rispettato le competizioni”.
Vista da vicino – e anche per la compostezza -, somiglia un po’ a Francesco Guidolin.
Al centrale difensivo Matty Cash avevamo chiesto le analogie fra la mancata qualificazione ai mondiali della sua Polonia e dell’Italia
Con il 3-0 sul Celta Vigo, il Friburgo dovrebbe essere in semifinale di Europa league. In Conference, lo Shakhtar Donetsk attende il Crystal, l’altra avrà per la prima volta il Rayo Vallecano, spagnola, 3-0 all’Aek Atene, e probabilmente il Mainz, tedesca mai a livelli così elevati, 2-0 allo Strasburgo.
In Champions si viaggia verso Atletico Madrid (2-0 a Barcellona ma le chances non vanno oltre il 65%)-Arsenal, 1-0 a Lisbona con lo Sporting. Il Liverpool non ha oltre il 25% di possibilità di rovesciare il 2-0 subito a Parigi dal Saint Germain e il Bayern a Monaco con il 2-1 di Madrid ha il 75% sul Real Madrid.







































































