Venezia è oggi spesso una vetrina che ospita eventi pensati altrove, mentre le sue industrie culturali faticano a emergere. Eppure esistono eccellenze straordinarie, come il Teatro La Fenice, dove centinaia di professionisti – artisti, artigiani, tecnici – producono ogni giorno cultura di livello internazionale. Ma per “Cultura” si intende un termine ben più vato; è fare impresa, sfruttare lo Statuto speciale, la leva fiscale, riportare l’imprenditoria a svilupparsi nel Comune.
Venezia è cultura anche imprenditoriale


Durante la serata sarà presentato un libro fotografico unico di Marco Sitran, frutto di 18 mesi di lavoro dietro le quinte di un teatro d’opera, in spazi normalmente invisibili e riservati esclusivamente agli addetti ai lavori. Un racconto inedito di una comunità che rende possibile l’eccellenza della Fenice. Una sezione è dedicata ad Aqua Granda, opera che rievoca l’alluvione del 1966, evento che ha segnato profondamente la storia recente di Venezia e il suo progressivo svuotamento.
Perchè è necessario parlare di Cultura

Serve una svolta: uno statuto speciale per la cultura a livello europeo, in attesa di un pieno riconoscimento della specificità di Venezia anche a livello nazionale. Senza strumenti adeguati, la città resta schiacciata tra overtourism e lavoro povero. La leva fiscale deve essere usata per attrarre residenti, imprese culturali e lavoro qualificato. La Biennale di Venezia è una risorsa, ma non può occupare tutto lo spazio: serve una rete tra le realtà culturali, più collaborazione e più intelligenza diffusa. Meno turismo di consumo, più rispetto per chi vive la città ogni giorno. Venezia non è un museo: “è la più antica città del futuro”, come l’ha definita la stessa Biennale, costruita sull’acqua e sui ponti.
Come fare. Ce lo spiegano Gian Angelo Bellati, Marco Sitran, Cesare Peris, Maria Valentia Vanceo e Roberto Quintavalle. A moderare il dibattito Edoardo Pittalis





Ma per diventare davvero una città del futuro deve anche diventare una metropoli reale: oggi il territorio è frammentato in 44 comuni che vanno messi in rete con trasporti efficienti e una governance più chiara e rappresentativa. La Città Metropolitana deve essere uno strumento vero di sviluppo, con una legittimazione democratica diretta dei cittadini. Già oggi i finanziamenti europei in ambito culturale permettono la nascita e la crescita di imprese sul territorio: nel corso della serata verranno presentati casi concreti di accesso ai fondi internazionali.
Come una Fenice

Venezia è una Fenice: può risorgere solo se torna a essere una città viva, abitata, intelligente e capace di costruire futuro.








































































