Partire dal territorio per contribuire al futuro della politica agricola europea. È questo il significato della partecipazione di Agrifondo Mutualistico Veneto e Friuli Venezia Giulia all’incontro svoltosi nei giorni scorsi a Bruxelles in occasione della presentazione dello studio della Banca Mondiale dedicato agli strumenti di gestione del rischio in agricoltura nell’Unione europea. Un appuntamento promosso a livello europeo per riflettere su come rafforzare, nella futura PAC, gli strumenti a tutela del reddito e della continuità produttiva delle imprese agricole.
L’importanza di essere a Bruxelles

A Bruxelles, Agrifondo ha portato non una riflessione teorica, ma un’esperienza concreta, costruita sul campo in anni di lavoro accanto agli agricoltori. Un’esperienza che affonda le proprie radici nel Veneto e che trova nel territorio, fortemente vocato alla viticoltura e da sempre sensibile ai temi della difesa attiva e passiva, uno dei suoi punti di forza più rappresentativi.
Codato a Bruxelles con la sua esperienza

È proprio dai territori del Veneto, e in particolare da quelli dove la viticoltura ha raggiunto elevati livelli di specializzazione, che è maturata negli anni la consapevolezza di quanto sia indispensabile affiancare alle coperture tradizionali strumenti mutualistici moderni, capaci di affrontare non solo le avversità atmosferiche, ma anche i rischi fitosanitari e, sempre più, le instabilità economiche e di mercato. Questo approccio è coerente con il quadro normativo e operativo che ha consentito ai soggetti gestori di fondi mutualistici di strutturarsi come strumenti specifici di supporto alle imprese agricole. “Essere a Bruxelles per portare la nostra esperienza – dichiara Filippo Codato, direttore di Agrifondo Mutualistico Veneto e Friuli Venezia Giulia – ha significato rappresentare un percorso nato nei territori e costruito ascoltando i bisogni concreti degli agricoltori.
Dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia è arrivato in questi anni un contributo importante alla crescita di strumenti mutualistici innovativi. Oggi questa esperienza può offrire indicazioni utili anche nel dibattito europeo sulla PAC futura, perché la gestione del rischio sarà sempre più una leva strategica per garantire competitività, sostenibilità e tenuta economica alle imprese agricole”.
L’importanza di Agrifondo Mutualistico

L’esperienza di Agrifondo Mutualistico nasce infatti da un percorso costruito nel tempo, anche attraverso lo sviluppo di fondi dedicati alle fitopatie della vite, ai seminativi e alla stabilizzazione del reddito in specifici comparti, con un’impostazione che integra conoscenza tecnica, raccolta dati, gestione amministrativa, attività peritale e supporto diretto agli aderenti. Nei documenti di lavoro del fondo emerge chiaramente come questa esperienza sia stata progettata e sviluppata a partire dai fabbisogni reali delle aziende agricole del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, con un forte coinvolgimento dei Condifesa e con particolare attenzione ai contesti viticoli e ortofrutticoli più esposti ai nuovi fattori di rischio.
La presenza a Bruxelles ha dunque rappresentato qualcosa di più di una semplice partecipazione a un convegno internazionale. Ha rappresentato il riconoscimento del valore di un modello maturato nei territori, che oggi viene osservato con interesse anche in sede europea perché capace di tradurre la mutualità in uno strumento operativo, vicino alle imprese e concretamente utilizzabile.
L’esperienza di Agrifondo importante a Bruxelles per rafforzare gli strumenti europei di gestione del rischio

Nel corso dell’evento, la Commissione europea ha sottolineato che lo studio della Banca Mondiale intende offrire analisi e raccomandazioni per rafforzare gli strumenti europei di gestione del rischio oltre il 2027, in un contesto segnato da crescente volatilità climatica, economica e geopolitica. La riflessione avviata a Bruxelles punta quindi a una PAC più efficace anche su questo fronte, capace di rendere gli strumenti di gestione del rischio più attrattivi, accessibili e coerenti con i bisogni reali delle aziende agricole.
In questo scenario, l’esperienza portata da Agrifondo assume un valore particolare: dimostra che l’innovazione non nasce soltanto nei centri decisionali europei, ma può nascere anche da territori organizzati, competenti e capaci di fare rete. Il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, sotto questo profilo, hanno saputo esprimere un modello avanzato, fondato sulla collaborazione tra imprese agricole, strutture consortili, tecnici, mondo della ricerca e istituzioni.
Il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: per affrontare le sfide dell’agricoltura europea servono strumenti sempre più solidi, semplici ed efficaci

Ma serve anche non perdere il legame con i territori, perché è lì che i rischi si manifestano in modo concreto ed è lì che si costruiscono le risposte più credibili. L’esperienza vissuta da Agrifondo Mutualistico nella capitale europea conferma quindi la validità di un percorso nato dal basso, cresciuto grazie alla capacità di ascolto e di organizzazione del sistema agricolo veneto, e oggi capace di offrire un contributo autorevole anche alla riflessione sul futuro della gestione del rischio in Europa.







































































