“Lo avevo sentito al telefono pochi giorni prima dello spareggio contro la nazionale turca per accedere ai prossimi campionati del mondo. Poi purtroppo il ricovero con la massima urgenza e la morte. Non riesco ancora a crederci”. Adelio Moro è vicino al traguardo dei 75 anni. E’ stato un buon centrocampista dall’ottima visione di gioco, ha militato in entrambe le società calcistiche milanesi in serie A ed è stato uno dei protagonisti di una lunga serie di successi in provincia, ad Ascoli, sempre nella massima serie.
Moro e la telefonata a Lucescu

La telefonata, precisiamo l’ultima telefonata, di cui parla all’inizio è all’amico Mircea Lucescu, l’allenatore rumeno morto il 7 aprile scorso. Per ben sei anni l’allenatore bergamasco ha lavorato con il maestro romeno. Come iniziò questo sodalizio lo spiega lo stesso Moro: “Ero amico di Gino Corioni ex presidente del Brescia. Un giorno mi dice: “vuoi fare una bella esperienza. Vieni ad allenare con Lucescu, da lui imparerai tante cose”. Moro era in possesso del patentino di allenatore, il tecnico rumeno arrivò come D.t.. Corioni con la sua attività aveva rapporti di lavoro con la Romania e si innamorò calcisticamente di Lucescu. “Lui era già un grande allenatore conosciuto in tutta Europa. Gli ho fatto da vice per sei anni, cinque a Brescia e uno a Reggio Emilia”. Un’esperienza importante visto poi la carriera di Lucescu.
Moro ha parecchi ricordi del grande allenatore che girò mezza Europa

“Un grande sia come persona che come allenatore, uno dei più grandi in Europa. Dove è andato ha vinto. Era già avanti nei metodi di allenamento già oltre trent’anni: il possesso palla che fanno adesso, lui lo insegnava nel 1990. Un grande studioso, lui faceva giocare solo a calcio”.
Moro e dal punto di vista caratteriale? L’ex allenatore non ha dubbi

“Una persona buona, ha aiutato molte persone, era fin troppo buono. Mai diceva di no. Da lui si imparava a giocare a calcio, il gioco prima di tutto. Ci siamo sentiti dieci giorni fa viveva a Bucarest. Sto aspettando di sapere la data del funerale per portargli l’ultimo saluto”.







































































