Negli ultimi anni sempre un numero crescente di persone e non solo pazienti diabetici o obesi, ma persone sane, ha scelto di utilizzare farmaci sviluppati esclusivamente per il diabete di tipo 2. Farmaci che hanno segnato per questa malattia una grande forma di progresso, ma sono anche stati propagandati come anche “soluzione rapida” per perdere peso. Tra questi, i farmaci a base di sostanze come Semaglutide e simili, formule pensate ed utilizzate per la cura del diabete di tipo 2 o dell’obesità patologica, ma sempre e soltanto con compresenza di diabete di tipo 2, come stabilito dall’AIFA. In altri Paesi come gli Stati Uniti la prescrizione è indirizzata anche a soggetti obesi e alla lotta contro l’assunzione di sostanze stupefacenti, come il famoso fentanyl, piaga che attanaglia gli Usa in modo significativo; alla fine però sono diventati di fatto medicinali “di tendenza” ad uso estetico.
La loro azione farmacologica che stimola il senso di sazietà e riduce l’appetito rallentando lo svuotamento gastrico, come “via facile” per dimagrire, ha convinto persone sane, spesso spinte da modelli estetici o dal desiderio di risultati rapidi, ad affidarsi ad un farmaco ignorando i rischi reali per la salute.
Effetti collaterali spesso sottovalutati

Prendere Semaglutide o simili non è esente da conseguenze. Anche quando assunti legalmente e sotto controllo medico, gli effetti collaterali sono ben documentati: nausea, vomito, mal di stomaco, disturbi digestivi, ma anche rischi seri come infiammazione del pancreas (pancreatite), problemi biliari, renali, e in alcuni casi alterazioni della tiroide.
Una ricerca recente ha evidenziato come, in persone non diabetiche che assumono Liraglutide o Semaglutide per dimagrire, si registri un aumento del rischio di pancreatite, paralisi gastrica o blocco intestinale rispetto a chi non assume questi farmaci. Inoltre, come sottolineato da esperti, la perdita di peso non è sempre “salutare”: talvolta si riduce anche la massa muscolare, non solo quella grassa, con rischi per la salute metabolica.
Quando la medicina diventa moda e la rete inganna

L’uso di questi farmaci a scopo “estetico” e non “medicale” ha generato una domanda così elevata da aver dato spazio ad un vero e proprio mercato parallelo e prima ancora portato a ridurre le dosi destinate a chi veramente ne aveva bisogno e doveva trovare soluzioni alternative alla cura del diabete di tipo 2. Il farmaco ha molti benefici effetti su chi è un malato cronico di diabete riconosciuto dal SSN, che fornisce a suo carico questo costoso farmaco, che ha su questi pazienti anche un’azione protettiva rispetto al sistema cardio vascolare. Si ricorda che il farmaco in Italia è prescritto solo per diabetici di tipo 2 e non per la cura dell’obesità, ma solo se in concomitanza del diabete.
La presenza soprattutto nel web, fatto di acquisti online, senza prescrizione ed in taluni casi vere e proprie contraffazioni, ha innescato un vero e proprio mercato, dove chi acquista non si rende conto degli effetti collaterali del farmaco su persona sane e con la forte possibilità di incorrere nell’ulteriore rischio del prodotto contraffatto; si ricorda che il farmaco in oggetto ha un costo elevato. Dimagrire senza aver mosso un muscolo ha privatamente fatto sborsare agli italiani nel 2024, 55 milioni di euro, gratuito per il SSN per i malati cronici diabetici, ma privatamente l’acquisto di una penna di Ozempic da 1mg costa dai 130 ai 170 euro, che per i dosaggi mensili può superare i 700 euro. Per il Wegory altra versione della di semaglutide si arriva anche al 1200 euro al mese, uno stipendio medio.
L’allarme dell’AIFA

Le autorità sanitarie europee (EMA) e nazionali (AIFA) hanno lanciato allarmi sul forte aumento di prodotti illegali venduti come agonisti del recettore GLP-1 (Semaglutide, Liraglutide, Tirzepatide). Questi prodotti non autorizzati “non soddisfano gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia” e possono contenere principi attivi diversi o pericolosi. Non si tratta solo di imprudenza: spesso le confezioni contraffatte sono ingannevoli, si presentano con loghi falsi, riferimenti a certificazioni inesistenti, immagini e raccomandazioni fasulle costruite ad arte.
Il caso di Padova che scuote l’opinione pubblica

Una storia di cronaca recente nel Padovano, riassume tragicamente i rischi del fenomeno: una donna di 31 anni, non diabetica né obesa, ha acquistato online quello che credeva fosse un farmaco per dimagrire (venduto come “Ozempic”). Dopo la prima iniezione si è sentita male, ha perso conoscenza ed è finita in coma ipoglicemico. Secondo le analisi tossicologiche, nel flacone non c’era semaglutide ma insulina, un farmaco completamente diverso, potenzialmente letale in una persona sana.
Il caso è stato segnalato all’AIFA e alle autorità: la vendita proveniva da un sito non autorizzato.
L’episodio ha acceso un faro sui rischi della “pharma-diet”: non si tratta solo di effetti collaterali o uso fuori indicazione, ma di vere e proprie truffe, potenzialmente mortali. Non è un caso isolato: dall’estero vengono riportate altre tragedie legate a iniezioni illegali — incluso un decesso di una donna dopo un’iniezione di semaglutide acquistata sul mercato nero. Lo stesso cantante Robbie Williams racconta come l’uso di farmaci per dimagrire abbiano compromesso seriamente la sua vista.
Perché le persone rischiano con i farmaci per il diabete?

Dietro questo fenomeno c’è un mix di fattori:
La pressione estetica ed il desiderio di risultati rapidi sui modelli di bellezza che social media e celebrità mostrano, con vistosi risultati veloci alimentando perciò l’idea della “soluzione facile”. Come si può capire forte è la tentazione di evitare mesi di dieta e palestra, quando con delle iniezioni si ottiene il tutto in poco tempo e senza fatica.
La facilità del reperimento e la disinformazione via internet facilita l’approccio all’acquisto, spesso sotto voci come “integratori dimagranti” o “soluzioni fitness”, e la mancanza di controlli reali rendono la trappola molto concreta, facendolo sembrare un rimedio semplice.
L’aumento spropositato della domanda ha generato carenze e a volte la difficoltà per pazienti diabetici o obesi “veri” diabetici ad ottenere il farmaco.
Dietro all’illusione di velocità e semplicità il fatto di iniettarsi un farmaco può sembrare meno faticoso rispetto a dieta e attività fisica, che richiedono sacrificio, impegno e costanza, ma come dimostrano i fatti, è anche molto più pericoloso, senza contare il fatto che non sono ancora noti i danni a lungo tempo dell’uso della sostanza.
Spesso la perdita di peso rapida arriva a costo di salute, stabilità e sostenibilità. I farmaci come Semaglutide o Tirzepatide, anche quando assunti correttamente, non risolvono le cause profonde di sovrappeso o obesità: non cambiano stile di vita, abitudini alimentari, movimento. Una volta sospesa la terapia, il rischio di riacquisire peso è alto.
Da allarme sanitario a questione sociale e morale

L’uso legale o abusivo di farmaci concepiti per il diabete come stratagemma dimagrante solleva questioni che vanno oltre la salute individuale. C’è un problema legale: queste molecole sono pensate per chi ha una patologia seria (diabete, obesità severa). Un uso “estetico” rischia di sottrarre risorse a chi ne ha davvero bisogno. C’è un problema di salute pubblica: la diffusione di consumi fuori controllo, di mercato nero e contraffazione può causare tragedie, mettere a rischio vite e generare un’emergenza sanitaria sottotraccia. C’è un problema infine culturale e sociale: l’idea che dimagrire significhi migliorare, che il corpo perfetto si ottenga senza fatica reale, che la bellezza possa essere comprata con un’iniezione — tutto questo merita un’indagine critica, un discorso collettivo su salute, benessere e onestà.
Domande da porsi sui farmaci per il diabete usati in modo improprio

Quanti comportamenti analoghi — ossia acquisti online non autorizzati di GLP-1 — sono stati segnalati in Italia nell’ultimo anno? Esiste un dato ufficiale da Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) o dalle forze dell’ordine?
Che impatto ha avuto questa domanda “fuori indicazione” sulla disponibilità reale di questi farmaci per i pazienti con diabete o obesità clinica?
Che ruolo giocano social network, influencer, “moda del dimagrimento” nella diffusione del fenomeno? Qual è la responsabilità dei media, e delle piattaforme di vendita?
Quali misure stanno (o potrebbero) mettere in atto le autorità per contrastare la vendita illegale, tutelare la salute pubblica e garantire equità nell’accesso ai farmaci per chi ne ha davvero bisogno?
Un film come esempio dei pericoli sull’uso sbagliato dei farmaci per il diabete
Sulla scia di questo fenomeno si consiglia la visione del film diventato un “cult” dello scorso anno con protagonista la bellissima Demi Moore che in “The Substance”, incarna proprio la tendenza di uno stile di vita fatto di sostanze che promettono di regalare come un elisir: la magrezza, la giovinezza, la bellezza, ma poi con il declino lento e graduale fino al disfacimento della persona, una volta che il corpo richiedendo sempre maggior quantità per assuefazione, finisce per andare in tilt
















































































