Una storia di due fratelli, di talento e di ritorno alla natura: così si può sintetizzare il percorso di Giulio e Nicolò Mengardo, oggi cuochi alla guida della Trattoria La Casolana, all’interno del grande Casone della Fogolana a Codevigo. Un luogo sospeso tra cielo, laguna e terra, unico comune della provincia di Padova a essere bagnato dal mare.
L’avventura nel Casone

Qui, da giugno 2025, i due giovani chef hanno intrapreso una nuova avventura professionale, prendendo in gestione dal Comune di Codevigo il Casone Grande, riportato a nuova vita nel rispetto dell’identità del territorio grazie all’amministrazione condotta dal sindaco Ettore Lazzaro e in particolare alla sfrenata passione dell’assessore Alessandra Crocco che lo riempie di iniziative culturali, artistiche e gastronomiche.
Ritorniamo ai nostri due cuochi fratelli.
Da dove è iniziata la vostra storia? Iniziamo da Nicolò…

Sono nato a Piove di Sacco come mio fratello Giulio. Qui siamo cresciuti. Ho 35 anni e ho intrapreso un percorso di studi inizialmente distante dai fornelli: liceo scientifico e poi laurea in chimica applicata ai beni culturali alla Ca’ Foscari di Venezia. Ma la passione per la cucina era già dentro di me da ragazzo, quando rientravo da scuola e iniziavo a sperimentare ai fornelli, preparando piatti per me perché i miei genitori erano al lavoro. Facevo poi da mangiare per gli amici, diventando presto il cuoco “di compagnia”. Questa mia passione, a poco a poco, ha prevalso su ogni altra strada, portandomi a lavorare tra ristoranti, trattorie e servizi catering fino all’approdo definitivo alla Fogolana.
Invece Giulio?

Quasi la stessa storia. Sono più giovane, ho 32 anni, ma – a differenza di mio fratello – ho seguito un percorso un po’ più lineare verso la cucina, anche se non ho frequentato l’alberghiero. Però dopo le scuole superiori mi sono formato al corso di cucina superiore di Creazzo, in provincia di Vicenza, una scuola d’eccellenza guidata tra gli altri anche da Alajmo. Da lì ho proseguito il mio cammino in diversi ristoranti del territorio, anche stellati, affinando tecnica, precisione e sensibilità verso la materia prima.
Qual è il vostro contributo professionale nel Casone della Fogolana?

Ci siamo messi insieme proprio qui, possiamo dire che il nostro incontro professionale avviene oggi alla Trattoria La Casolana, in questo casone suggestivo, immerso nel silenzio della natura lagunare, affiancato da altri tre edifici tradizionali che compongono un piccolo borgo rurale unico nel suo genere. La trattoria è aperta da mercoledì a domenica tutte le sere, e la domenica anche a pranzo. Una cucina di territorio, con i nostri prodotti che noi elaboriamo con rispetto delle materie prime.
Grazie anche al sostegno dell’amministrazione comunale promuoviamo serate a tema. Come quelle del radicchio, delle zucche, degli asparagi di Conche e così via. La nostra è una cucina che parla della nostra terra e della laguna attraverso piatti sinceri, costruiti con ingredienti locali e con la complicità dell’ambiente circostante.
Quindi dal Casone e dalla vostra trattoria La Casolana partono interessanti iniziative…


Diventano serate cultural – gastronomiche e la dott.ssa Mariuccia Zanni, esperta in scienze dell’alimentazione, spiega in alcune serate a tema cosa i clienti mangiano. E in questo casone possono nascere delle nuove idee… L’altra sera era ospite il sindaco di Galzignano Terme Riccardo Masin. Qui è stata lanciata l’idea con il nostro sindaco Ettore Lazzaro di “gemellare” il comune di Codevigo con quello dei Colli Euganei…
Per i lettori di http://www.enordest.it, Giulio e Nicolò hanno scelto di raccontarsi attraverso una ricetta che unisce dolcezza e carattere: il risotto con zucca e liquirizia. Un risotto che racconta i fratelli Mengardo: radici solide, tecnica affinata e una cucina che sa osare, ma con rispetto. Proprio come la loro storia
Risotto con zucca e liquirizia

Ingredienti (per 4 persone). 320 g di riso Carnaroli, Brodo di gallina, 200 g di crema di zucca, Burro e parmigiano per la mantecatura, Un bicchiere di vino bianco per sfumare, 20 g di polvere di liquirizia, Un cucchiaio di aceto di mele, sale qb
Preparazione. Arrostiamo la zucca in forno fino a ottenere una polpa morbida e saporita, quindi riduciamola in crema. Tostiamo il riso in casseruola, sfumiamo con il vino bianco e aggiungiamo gradualmente il brodo di gallina. A tre quarti della cottura uniamo la crema di zucca, continuando a mescolare. A fuoco spento mantechiamo con burro e parmigiano, quindi completiamo con qualche goccia di aceto di mele per dare freschezza. Impiattiamo e spolveriamo la superficie con un velo di liquirizia in polvere, che esalta la dolcezza della zucca e dona al piatto un finale aromatico e sorprendente.
Il vino in abbinamento

Un buon abbinamento a questo piatto può essere un Pinot Grigio delle Venezie Doc della Cantina Ae Cavane. Un vino locale, un giusto tocco di sapidità e mineralità che al palato ben si accompagna al risotto con la zucca.


















































































Si può dire che sono nati in casa e che coltivano le tradizioni culinarie della nostra comunità VENETA. Dobbiamo conservarli !! Non è facile trovarne!! Auguri infiniti