Venezia era la sua città e lo sarebbe sempre stata. Si può nascere altrove, ma quando incontri il tuo luogo dell’anima sai che devi abitarlo. È stato così per Domingo de la Cueva straordinario artista orafo. Dalla sua Cuba aveva scelto un’altra isola per vivere e creare autentici capolavori presenti nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo. Era nato a L’Avana nel 1934 e ci ha lasciato in questi giorni, il 16 agosto. Domingo era anche un grande amico, di quelli che stupiscono e hai sempre voglia di incontrare. Magnetico e affascinante, colto e ironico, brillava come i suoi gioielli. Nella sua casa alla Giudecca potevi incontrare anche Sir Elton John che aveva l’affaccio proprio su quel giardino incantato tra rose, ortensie e il verde azzurro della laguna.
La creatività di Domingo de la Cueva ha radici lontane e avventurose

Attratto sin da bambino dall’arte e dal disegno, nel desiderio di ampliare l’orizzonte della sua ricerca intraprende un viaggio su un mercantile diretto ad Amburgo. Decide di proseguire per l’Italia. Venezia è l’approdo preferenziale grazie all’eccellente facoltà di Architettura. Frequenta anche la scuola d’Arte dei Carmini, è il preludio di un percorso strepitoso che lo porterà ai vertici della grande oreficeria.


Nel ’64 vince il Primo Premio per le Arti decorative alla Biennale. Gioielli che sono vere sculture, spesso indossati da celebri personaggi come Elizabeth Taylor, la regina Margherita di Danimarca, Paloma Picasso che rivelerà di essere stata molto influenzata nel suo lavoro dall’opera di Domingo. Ci sono alcune immagini seducenti di Paloma che indossa i suoi gioielli e nient’altro. Uno scatto di John Loring, direttore artistico di Tiffany la immortala sulla terrazza della Casa dei Tre Oci nel 1967. In quegli anni Domingo abitava proprio in questo palazzo che era un vero cenacolo artistico culturale.
I gioielli di Domingo de La Cueva hanno il fascino e il mistero di un pianeta sconosciuto


I suoi celebri Totem cosparsi d’oro e pietre preziose sembra arrivino da lontani sistemi stellari, architetture in movimento, surreali e al tempo stesso rinascimentali grazie alla sapiente lavorazione e all’accostamento cromatico abbagliante. Ecco cosa ha scritto di lui Peggy Guggenheim: I fantastici gioielli di Domingo de la Cueva appartengono a tutte le epoche e sono vivissimi. Tanto che si ha la sensazione che da un momento all’altro possano spiccare il volo”.
Frase che piacerebbe molto anche a Gagarin.
La mia conoscenza

Avevo l’abitudine di fare gli auguri a Domingo citando qualche avvenimento particolare legato al suo giorno natale, il 12 aprile. Un giorno ho sottolineato che festeggiava il compleanno nella Giornata Mondiale dei viaggi dell’Uomo nello Spazio, proclamata dall’ONU per celebrare l’impresa di Yuri Gagarin. La sua riposta mi ha illuminata come una navicella che rientra nell’atmosfera terrestre. L’immagine di Gagarin aveva colpito la sua fantasia, ispirando un gioiello realizzato per celebrare l’impresa, una splendida spilla in argento dal titolo: First man on space – Primo uomo nello spazio – omaggio a Gagarin”. Una creazione piena di alchimia dal bagliore simile al plenilunio, l’argento fa pensare allo spazio, ai crateri, ma nello stesso tempo è fluido come un oceano in movimento.
C’è un giallo in Danimarca

Domingo mi raccontò che espose il gioiello a Copenaghen in una prestigiosa Galleria d’Arte alla presenza della Regina di Danimarca e di tanti ospiti illustri. Il giorno dopo l’inaugurazione tornò a visitare la mostra una signora avvolta da un grande cappello e occhialoni scuri. Nonostante l’aspetto misterioso, riconobbe la moglie dell’ambasciatore americano in Danimarca. La salutò lasciandola libera di ammirare nuovamente le opere esposte e solo più tardi scoprì che la signora aveva acquistato la spilla dedicata a Gagarin. In tempi di guerra fredda e lotte per la conquista dello spazio la donna misteriosa avrebbe potuto causare un vero incidente diplomatico.

Ma il potere taumaturgico dell’arte non ha confini è necessario come la vita stessa. Anche per questa ragione Domingo ci mancherà sempre, come amico e come ambasciatore di pace e di bellezza.








































































Che ritratto meraviglioso di questo artista e uomo così speciale !
Dott.ssa Elisabetta Venezia è sempre la capitale mondiale della cultura e attrae come una lampada nella notte artisti e amanti delle varie arti. Ho letto con interesse il suo racconto e la sua amicizia con Domingo de la Cueva. In particolare mi è piaciuta la definizione di Peggy Guggenheim che definisce l’arte dell’artista trasversale alle varie epoche. Guardando le foto ho apprezzato questa raffinata arte orafa e l’amore dell’artista per Venezia e l’isola della Giudecca.
Carissima Elisabetta, ho avuto il piacere e l’ onore di averlo conosciuto, aver parlato con lui e scambiato opinioni. L’ immagine e il ricordo di quell’ incontro a Venezia proprio nel giardino della sua casa alla Giudecca resta, indelebile, tra le cose più preziose della mia vita.
Francesco
Dear Elisabetta,
Domingo was a very gifted artist and a very special person. The artworld misses his creations. They are timeless. But more importantly — for me — he made Venice and the world a better place to be in. He was that special.
Thank you for this article and remembrance.
conoscevo Domingo da quando avevo 14 anni un grande amico di tutta la mia vita mi dispiace non sapere a chi andrà la sua meravigliosa casa alle Zitelle per quattro anni ci siamo visti tutti i giorni
Con grande tristezza lego oggi della morte di Domingo. Ci siamo conosciuti insieme a Manina, la grande pittrice austriaca, che era una adorata amica nostra. Noi possediamo qualcuni quadri di lei. Quasi tutti gli altri quadri di Manina sono eredità di Domingo.
Nel ultimo tempo o provato di organizzare una mostra a un museo in Germania.
Cosa succedera con i quadri adesso?
Io vivo tra la Germania e Venezia – Chi può aiutar mi???
Con grande tristezza lego oggi della morte di Domingo. Ci siamo conosciuti insieme a Manina, la grande pittrice austriaca, che era una adorata amica nostra. Noi possediamo qualcuni quadri di lei. Quasi tutti gli altri quadri di Manina sono eredità di Domingo.
Nel ultimo tempo o provato di organizzare una mostra a un museo in Germania.
Cosa succedera con i quadri adesso?
Io vivo tra la Germania e Venezia – Chi può aiutar mi???