All’ingresso del chiostro del Convento dei Frati Cappuccini del SS.mo Redentore alla Giudecca, un grande quadro posato semplicemente sull’erba: giallo, assoluto, con una colomba dipinta in alto a sinistra. S’intitola Pace e l’ha dipinto Nicola Golea che, con Serena Nono ha realizzato questo incredibile progetto: un viaggio al cuore della trascendenza, un percorso mistico fatto di luce, colore e fiducia. Ci si lascia alle spalle il fragore della Venezia turistica e i suoi riti collettivi, per immergersi in un’altra dimensione. La mostra s’intitola Cantico.
E’ nata per festeggiare gli ottocento anni del Cantico delle Creature di San Francesco, ma dopo un anno di preparazione è divenuta qualcosa di molto più articolato: alle opere di Nicola, dedicate soprattutto alla rappresentazione degli elementi naturali citati da Francesco – la terra e l’aria, la luna e le stelle, il fuoco, il vento, il sole – si affiancano i ritratti realizzati da Serena di alcune mistiche contemporanee (o in parte successive) al Santo di Assisi.
Un Cantico particolare




Lungo le pareti del chiostro, in un allestimento minimale ma felice, si alternano i volti di Caterina da Siena e Brigida di Svezia, Margherita da Cortona, Angela da Foligno, Chiara d’Assisi. Nell’interpretazione di Serena, con la sua profonda conoscenza del mondo femminile – come non ricordare le preziose Oranti di qualche anno fa – le Sante emergono in primo piano con la semplicità icastica di una visione da icone. Colorate, quasi traslucide, in un’atmosfera che recupera dalla quotidianità una dimensione metafisica. Chi erano queste donne conosciute solo per fama, e neppure sempre? Belle, ancora giovani, assunte al ruolo di Sante: l’artista va più a fondo, ci dimostra il loro ruolo rivoluzionario nell’identità filosofica del tempo, un ruolo da assolute protagoniste.
Come San Francesco

Come il Santo di Assisi, hanno spesso rifiutato i condizionamenti che la società imponeva, hanno addirittura proposto nuove regole comunitarie. Sappiamo che sono intervenute nei conflitti locali, così come nei giochi politici internazionali. Soprattutto, hanno inventato un genere letterario che parla dell’amore per Dio, e per Cristo, espresso attraverso un rapporto diretto, del tutto personale, ma anche attraverso la pratica della carità, dell’assistenza agli ultimi, della rinuncia al possesso. Come Francesco, persino più di Francesco, ardono di una passione sconfinata.
Un Cantico filosofico

Ecco perché, in questa mostra che è anche performance, riflessione filosofica sul ruolo dell’arte oggi, preghiera cantata, il cammino di queste donne si affianca ai passi del Santo di Assisi. Il progetto si è arricchito anche di un’opera musicale costruita con voci femminili che leggono stralci dai testi delle mistiche, diffusa negli spazi dell’esposizione: una creazione a cui hanno collaborato Andrea Liberovici, compositore del brano inedito e Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale, responsabile del progetto Passi Sospesi di Balamòs Teatro negli istituti Penitenziari di Venezia. Le voci registrate sono di donne che vivono e lavorano alla Giudecca, di alcune detenute ed ex detenute nella Casa di Reclusione Femminile dell’isola, che attualmente fanno parte del laboratorio teatrale di Traitsis.
Sorella Morte


Sull’altro lato del chiostro, i cieli sconfinati di Golea, le sue acque veneziane ormai celebri, l’aria trasparente e i venti; due ritratti liberi di Francesco, dolci, ingenui come li potrebbe intendere il filosofo Paul Ricoeur, strutturali all’immaginario, creatori di senso. Fortissimi Il perdono, un grande olio dedicato al ricordo di Giovanni Benzoni e i lavori che Nicola dipinge per Sorella Morte: un corpo di donna immerso in un cielo di stelle (o è un mare?) e un’esplosione rossa nell’immensità. Tecnicamente, sono opere vive, a tratti più materiche; idealmente – così come i ritratti delle mistiche – appaiono figurazioni assolute di trascendenza.
Il catalogo del Cantico

Le opere in mostra, ciascuna a suo modo, ma con un filo sensitivo che le collega tutte, sono apparizioni di ciò che abitualmente non compare o viene omesso: gioia e sangue, dolore fisico e passione scintillante, comprensione della vita che abbraccia l’infinitamente piccolo e l’immenso, epifania del sacro. Anche il catalogo dell’esposizione, che si avvale di un intervento poetico di Davide Rondoni e di notevoli interventi di matrice teologica, rappresenta uno strumento importante: oltre al Cantico delle creature, offre testi tratti dalle opere delle Sante e le loro biografie.
Informazioni
A questo grande, fondamentale lavoro di meditazione sull’amore hanno collaborato i frati cappuccini del SS.mo Redentore, senza i quali il progetto non avrebbe avuto il medesimo scenario di pace e raccoglimento. Infatti, dopo la permanenza al Convento veneziano, prevista fino al 21 luglio, Cantico si trasferirà dal 2 agosto al 26 ottobre in un luogo altrettanto significativo: il Museo della Porziuncola ad Assisi.

Cantico – Intreccio di voci
opere di Nicola Golea e Serena Nono
Installazione acustica VOCI di Andrea Liberovici
Convento del SS.mo Redentore, Giudecca, Venezia
Fino al 21 luglio 2025
Orari: 10:00-13:00 e 15:00-18:00
Catalogo disponibile in mostra








































































Ottima recensione , come sempre Francesca 😊