Agricoltura e sostenibilità intrecciate nell’obiettivo comune di creare oasi verdi a beneficio della comunità, anche grazie al progetto di una fattoria didattica. L’impegno per la sostenibilità ambientale contraddistingue le attività agricole presenti nel fondo chiuso dell’azienda Amoler, che si trova a Vetrego, una frazione di Mirano. Nel 2024 l’azienda, che conta in totale 17 ettari, ha completato la conversione al biologico basata sul principio cardine della rotazione di colture come orzo, soia, granoturco ed erba medica. Inoltre, a partire da tre anni fa in 2 ettari di terreno sono stati piantati 1100 noccioli, che inizieranno a produrre nel 2028. All’interno dell’azienda Amoler si trova anche l’agriturismo che si inserisce pienamente nel contesto di sostenibilità ecologica complessiva.
Tutela dell’ambiente, api, energia da fotovoltaico nella fattoria didattica

“Il rispetto dell’ambiente parte dal fatto che la nostra azienda è un fondo chiuso, all’interno del quale la caccia non è consentita – spiega il titolare Luca Tonello. – La nostra produzione è stata completamente convertita all’agricoltura biologica, aderendo anche agli “eco schemi” con l’adozione di pratiche agricole più sostenibili dal punto di vista ambientale e climatico. Questo favorisce l’azione fondamentale degli insetti impollinatori. Per le nostre attività inoltre produciamo ed accumuliamo energia elettrica attraverso fotovoltaico. Ogni singola azione contribuisce a condurre l’azienda nella direzione del rispetto del paesaggio e del territorio”.
La fattoria didattica, acqua e piante come per le “fasce tampone”

“Il progetto della fattoria didattica è agli inizi, ma i due temi su cui si fonda sono l’acqua e le piante, ben presenti nei nostri terreni – sottolinea Luca Tonello -. Elementi che non sono distinti ma complementari, come ad esempio nella realizzazione delle “fasce tampone”: file di alberi ed arbusti piantati a ridosso dei corsi d’acqua affinché i composti azotati provenienti dalle concimazioni agricole vengano intercettati e filtrati dalle loro radici prima che finiscano nei canali e poi in laguna”.
Progetto aperto a consorzio di bonifica e scuole

Per sostenere il progetto di fattoria didattica, l’azienda Amoler coinvolge associazioni ed organizzazioni attive sui temi della sostenibilità ambientale: Confagricoltura Venezia, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, Legambiente, Bel-vedere Lab.
“La fattoria didattica a cui stiamo lavorando beneficia di elementi che sono parte integrante del nostro paesaggio: il primo è il “percorso sensoriale”, creato all’interno di una siepe storica corredata da targhe che descrivono piante ed arbusti, un itinerario educativo fruibile anche da persone con disabilità visive e illuminato per poter essere visitato nelle calde serate estive – dicea ancora Tonello. – Il secondo è la zona umida denominata “Scolo Pionca”, creata una quindicina di anni fa dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. Il nostro obiettivo prevede di coinvolgere, oltre alle scuole del territorio, anche altre associazioni e i cittadini sensibili ai temi dell’ambiente e della sostenibilità”.
Le nostre radici per nutrire meglio il nostro futuro

“Questo progetto rappresenta un segnale forte contro la cementificazione. Trasformando il terreno agricolo in un valore sociale condiviso con la comunità – aggiunge Alessandro Isatti, segretario per Confagricoltura nell’area del Miranese. – Qui, la biodiversità tipica del territorio veneziano, fatta di siepi e stagni, diventa una lezione vivente. Le nostre siepi campestri dimostrano che il verde non è solo decorazione. Ma una vera infrastruttura ecologica: un rifugio sicuro per gli impollinatori e per i predatori naturali dei parassiti, alleati silenziosi del nostro lavoro quotidiano. La nostra missione come Confagricoltura è raccontare la tradizione agricola che per secoli ha nutrito la Serenissima. In un mondo sempre più industrializzato, abbiamo il dovere di non dimenticare il ruolo centrale della natura e l’eredità rurale. Che i nostri padri e i nostri nonni ci hanno tramandato con fatica e orgoglio”.
Il presidente di Confagricoltura Venezia sulla fattoria didattica

“Confagricoltura Venezia sarà ben lieta di essere coinvolta nel progetto. E, quindi, i nostri tecnici sono a disposizione per tutte gli adempimenti burocratici ed amministrativi per la fase di realizzazione – conclude il presidente Stefano Tomboni. – Siamo fermamente convinti, infatti, che le fattorie didattiche si confermino sempre più come un presidio educativo importante . E rappresentino, anche, un esempio di diversificazione aziendale da seguire in questo momento di crisi del settore agricolo. Aprire l’azienda ai bambini ed ai ragazzi rappresenta un investimento educativo che guarda al futuro delle nuove generazioni. Unendo anche la diffusione di pratiche che guardano alla natura come elemento da preservare e difendere”.







































































