Cantieri aperti anche nei giorni di festa, strade ristrette o interrotte, rumori continui e mezzi pesanti in transito e tanto inquinamento nell’aria e nelle gallerie, mentre residenti, turisti e operatori del settore cercano di muoversi tra deviazioni e sensi unici alternati. Manca davvero poco dall’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, nei territori coinvolti la sensazione è che la tabella di marcia ufficiale non racconti tutta la realtà.
Il countdown di Milano-Cortina davanti alla basilica

Di fronte alla Basilica lungo il Corso Italia campeggia il countdown, manca poco al 6 febbraio… ma come è la situazione? Il Corso Italia, insieme ad una frequentatissima passeggiata dello struscio, insieme alla storica Cooperativa, offre ai visitatori, il modo di lustrarsi ulteriormente gli occhi con apertura di nuove boutique di lusso che hanno scelto la location sicuramente nell’attesa del numero di avventori da ogni parte del mondo.
Il lavori non si fermano

Ed è proprio in questo contesto lussuoso che durante le recenti festività natalizie, in diverse zone del Bellunese e lungo alcuni assi viari strategici per i collegamenti olimpici, i lavori non si sono fermati. In un periodo che avrebbe dovuto rappresentare un momento di respiro per le Comunità locali si è trasformato invece in un’ulteriore prova di convivenza forzata con cantieri ormai permanenti. Tra rallentamenti e chiusure parziali, il prezzo più alto ovviamente lo hanno pagato soprattutto i residenti e i pendolari del lavoro e quelli che hanno un’attività messa in difficoltà dai cantieri aperti.
Una situazione che non nasce oggi
Inchieste già documentate da note trasmissioni e testate nazionali relativamente a come molte opere legate ai Giochi accumulino ritardi, varianti progettuali e aumenti di costo rispetto alle previsioni iniziali. In alcuni casi si tratta di interventi considerati strategici, che avrebbero dovuto essere conclusi o in fase avanzata, ma che risultano ancora lontani dal traguardo.
La gestione dei lavori per Milano-Cortina

Il nodo non è solo tecnico gestionale, è anche politico e amministrativo. La governance delle opere appare frammentata: commissari straordinari, enti locali, società pubbliche e imprese private si intrecciano in una catena decisionale lunga e opaca. Se i cronoprogrammi definiti saltano, individuare responsabilità precise diventa difficile se non impossibile, mentre la comunicazione ufficiale parla di “avanzamenti” e “accelerazioni”.
Intanto, sul territorio, la distanza tra annunci e realtà si allarga

I cantieri restano aperti, i disagi si accumulano e le Comunità locali iniziano a chiedersi quale sarà l’eredità concreta di questi Giochi: infrastrutture davvero utili o opere imposte, realizzate in emergenza e pagate nel tempo.
Ma quanto costa Milano-Cortina?

La domanda ora non è più quindi se le Olimpiadi si faranno, ma semmai a quale prezzo. E soprattutto: chi si assumerà la responsabilità se la corsa contro il tempo dovesse lasciare dietro di sé territori stanchi, infrastrutture incomplete e promesse non mantenute?
Un’Olimpiade ancora in work in progress

Secondo monitoraggi pubblici, inchieste giornalistiche e analisi di osservatori indipendenti, a poco dall’inizio dei Giochi solo una parte delle opere legate a Milano-Cortina 2026 risulta completata. Se il Villaggio Olimpico di Milano e alcuni interventi energetici sono già stati consegnati, restano aperti nodi cruciali come l’arena di hockey di Santa Giulia, numerose infrastrutture stradali nelle aree montane e diversi collegamenti destinati a garantire la mobilità durante l’evento.
Tutti i collaudi da fare

In molti casi i cantieri procedono con cronoprogrammi compressi, collaudi tardivi e un ricorso crescente a procedure straordinarie. Un quadro che solleva interrogativi non solo sul rispetto delle scadenze olimpiche, ma anche sull’eredità concreta che queste opere lasceranno ai territori una volta spenti i riflettori.
Il dossier

Il dossier Milano-Cortina 2026 presenta una dinamica già vista in altri grandi eventi: costi iniziali rivisti più volte e una crescita progressiva della spesa complessiva, soprattutto sulle opere infrastrutturali.
Sforati i 10 miliardi di euro previsti

Le stime ufficiali più recenti collocano l’investimento pubblico complessivo ben oltre i 10 miliardi di euro, includendo impianti sportivi, infrastrutture di trasporto, opere accessorie e costi organizzativi. Rispetto alle prime previsioni, diverse opere hanno registrato incrementi significativi, legati all’aumento dei prezzi delle materie prime, alle varianti in corso d’opera e alla compressione dei tempi.
I sovraccosti

Particolarmente critico il capitolo infrastrutture stradali e viarie, dove si concentra la quota maggiore dei sovraccosti: varianti, bypass e adeguamenti in aree montane hanno visto lievitare i costi rispetto ai quadri economici iniziali. Anche alcuni impianti sportivi simbolo dei Giochi hanno registrato aumenti rilevanti, con preventivi rivisti al rialzo nel corso dei lavori.
Spese e ritardi

Secondo analisi di monitoraggio civico e giornalistico, gli extracosti già emersi ammontano a diverse centinaia di milioni di euro, con una crescita percentuale che, su alcune opere, supera abbondantemente la doppia cifra. Un trend che solleva domande legittime sull’efficacia delle procedure straordinarie adottate per accelerare i lavori, spesso più rapide nell’affidamento che nella realizzazione. Accanto ai ritardi, pesa notevolmente il tema delle spese.
Per Milano-Cortina le stime iniziali non hanno più valore

Il costo complessivo delle opere legate a Milano-Cortina 2026 è cresciuto progressivamente rispetto alle stime iniziali, superando ampiamente la soglia dei miliardi di euro di investimento pubblico. In particolare, infrastrutture stradali e alcuni impianti sportivi hanno registrato a varianti aumenti esponenziali, dovuti progettuali, rincari dei materiali e lavori prolungati nel tempo. Secondo monitoraggi indipendenti, gli extracosti già emersi valgono diverse centinaia di milioni di euro. Una dinamica che, a poco dai Giochi, alimenta una domanda inevitabile: chi controllerà fino in fondo la spesa e chi risponderà se il conto finale dovesse continuare a salire?
Appuntamento con le Delegazioni

Con l’arrivo a Cortina d’Ampezzo delle Delegazioni dei Comitati Olimpico e Paralimpico Internazionale, si avrà una visione più limpida sullo stato dei lavori per l’appuntamento a Cinque cerchi. Giuseppe Fasiol, commissario straordinario per le Paralimpiadi, pone la questione sui tempi. L’obiettivo, in vista della rassegna paralimpica che inizierà il 6 Marzo, resta sempre l’inclusività e l’accessibilità dei vari siti, ma – sottolinea ancora il commissario – sulla fine lavori la necessità è che vengano terminati già per le Olimpiadi, con inizio il 6 Febbraio.
Manca poco per intervenire

Un mese prima, quindi; dopo sarebbe ben difficile intervenire. Le incognite legate alle viabilità, come si è dedotto che aleggiano, come i dubbi sui tempi di realizzazione della cabinovia Apollonio – Socrepes, toccano marginalmente il settore paralimpico. In ogni caso, fa sapere il commissario Fasiol – le persone con disabilità saranno trasferite con pulmini-navetta da Cortina alle piste delle Tofane. Uno scenario già previsto. Per quanto riguarda l’adattamento del Villaggio Olimpico agli atleti paralimpici, l’organizzazione ora ha gli stanziamenti per il completamento.
Le Fonti

La fotografia complessiva sullo stato delle opere (quante opere saranno finite prima dei Giochi, quante dopo, percentuali ecc.) si basa sui monitoraggi civici più recenti di Open Olympics 2026, con dati aggiornati a gennaio 2026 (prima dell’apertura dei Giochi il 6 febbraio) e presentati anche in commissioni ufficiali locali. Il monitoraggio specifico della suddivisione delle opere (16 completate, 51 in costruzione, ecc.) e la stima dell’aumento di spesa (+157 milioni di euro) sono tratti da un report pubblicato il 15 dicembre 2025 da associazioni civiche.
Il report di “Repubblica”

Altre fonti recenti sono quelle di gennaio 2026, ove “La Repubblica” ha pubblicato un report sullo stato delle opere nella sola Lombardia aggiornato a 7 gennaio 2026. Anche Sky TG24 ha diffuso dati generali sul completamento delle opere aggiornati a dati di fine 2025. Non manca il servizio televisivo di rai tre “Report”, con un’indagine approfondita e tecnica della situazione.
L’andamento dei lavori di Milano-Cortina monitorato costantemente

I dati ufficiali vengono spesso aggiornati su portali istituzionali come quello di Simin documenti periodici pubblicati ogni 45 giorni circa, ma i rapporti civici e giornalistici più recenti risalgono principalmente a dicembre 2025 – gennaio 2026.
Sarà così? E intanto ci scappa il morto

Intanto, mentre si discute se i lavori saranno chiusi in tempo, guardando fiduciosi il video che riporta l’ottimismo dei politici, a Cortina, un vigilante è morto di freddo nel cantiere delle Olimpiadi. Alla famiglia aveva raccontato le sue preoccupazioni per le condizioni di lavoro. Ora La famiglia della vittima ha sporto denuncia, l’autorità giudiziaria ha già disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia per accertare le cause del decesso e le circostanze in cui questo è avvenuto.
















































































È da ben 6 lunghi anni che sono state assegnate le Olimpiadi a Cortina. È una grande vergogna che a 25 giorni dall’inizio è ancora tutto in alto mare. La tratta Cadore – Cortina è ancora tutto un cantiere e le strutture di Cortina sono quasi tutte incomplete. Bella figuraccia di m. davanti al mondo intero…