Tratti gentili e coinvolgenti posti al servizio di una volontà ferrea e decisa, quella di essere sempre dalla parte della comunità, dandole il massimo nel rispetto delle necessità e delle regole.Questa la scia che Gaetano Bonaccorso lascia in laguna, dopo oltre due anni da questore di Venezia per intraprendere una nuova avventura a Bologna.
“Ho dato tutto quello che potevo dare, metto al servizio della comunità il mio lavoro con serenità e fiducia, con la consapevolezza di lasciarla in ottime mani”.
Il saluto a Bonaccorso voluto da Darco Pellos

La conferma della positività del suo apporto è nella numerosa partecipazione degli operatori e dei rappresentanti istituzionali ai diversi momenti di saluto che si sono articolati in questi giorni, ultimo dei quali la cerimonia che si è svolta in Prefettura, alla presenza delle massime autorità civili e militari, voluta dal prefetto Darco Pellos.
Un momento di cordialità ed emozione inconsueta in questi casi, fatto di partecipazione umana alle parole di commiato di Bonaccorso che ha voluto ricordare tutte le persone e le istituzioni con i quali ha lavorato, in un territorio che ho percorso quasi fosse un luogo fiabesco dal fascino surreale, senza però mai dimenticare i problemi reali della città e senza mai perdere di mira l’obiettivo di garantire la sicurezza di tutti i cittadini.
Il percorso

Un percorso compiuto con gli apporti diretti degli operatori del territorio e dei collaboratori della questura, ringraziati uno per uno, e con l’apporto indiretto – fatto di sacrifici, comprensione e preoccupazioni ricorrenti – della famiglia, inestricabilmente connessa a questa particolare attività lavorativa.
Le parole di Bonaccorso, essenziali e dirette, hanno saputo toccare le corde di chi condivide gli sforzi per garantire quotidianamente la sicurezza della collettività, senza attendersi particolari comprensioni e riconoscimenti ma con la convinzione della necessità di farlo.
Il discorso di Bonaccorso

Donne e uomini che si sono ritrovati nelle parole di commiato di Bonaccorso. Particolarmente apprezzate per essere state pronunciate in una circostanza ufficiale, nelle quali spesso prevale una conformistica formalità priva di spessore umano.
“Abbiamo superato ostacoli che inizialmente sembravano insormontabili” ha affermato il questore. Ricordando il particolare legame con il prefetto Pellos. Che, da parte sua, ha sottolineato come “abbiamo avuto la fortuna di avere avuto un grande questore, una persona di valore e con dei valori e io sono il più rammaricato di tutti, perché perdo una spalla”. Una forte intesa professionale ed umana che li ha fatti definire come la strana copia che – con tutta la città di Venezia – ha fatto il suo lavoro nel campo della sicurezza ha aggiunto il questore.
Il commiato

Giovedì scorso aveva incontrato riservatamente i collaboratori e il personale della questura. Esprimendo le sue emozioni per aver vissuto questa esperienza veneziana. In una città “che ho amato dalla prima volta che l’ho vista e nella quale ho sognato di poter lavorare”. Capendo ed apprezzando la sua “inarrivabile bellezza e la sua straordinaria complessità”. Grazie all’aiuto ed al sostegno personale e professionale dei propri collaboratori, dei quali ha elogiato professionalità e dedizione.
Cosa ha fatto Bonaccorso

Durante l’incontro il questore ha ripercorso i principali risultati della sua esperienza alla guida della polizia veneziana esprimendo un rammarico, contenuto e gentile come suo stile, per non aver potuto realizzare alcune delle opere previste in provincia al servizio della collettività.
In primis il nuovo presidio di polizia in terraferma, la cosiddetta questura di Marghera via Ulloa. Per la quale sono state risolte tutte le questioni preliminari e ci si avvia a iniziare i lavori, in un percorso di ridefinizione delle strutture di sicurezza della città di terra che contribuirà a cambiarne il volto. Assicurando risposte più adeguate alla comunità e agli operatori.
IL lavoro che l’ha reso più orgoglioso

Bonaccorso è riuscito, però, ad avviare operativamente una nuova struttura, inaugurata con una breve cerimonia in questura. La nuova sala operativa interforze predisposta in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano – Cortina. Che verrà utilizzata per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza durante la manifestazione con la partecipazione congiunta di tutte le forze dell’ordine.
La sala, allestita con i più avanzati livelli di tecnologia informatica e collegata con gli altri sistemi operativi presenti sul territorio, contribuirà all’operatività nel corso delle prossime olimpiadi invernali. Per le quali Venezia costituisce uno degli hub principali.
La consegna delle medaglie

Bonaccorso ha voluto, infine, condividere con il personale della questura anche una semplice ma sentita cerimonia di consegna delle medaglie di commiato al personale di Polizia in quiescenza. Simbolico legame di gratitudine per il lungo e onorevole servizio svolto per il bene della collettività.
Il futuro di Bonaccorso e chi lo sostituirà

Gaetano Bonaccorso lascerà Venezia in questi giorni per diventare questore di Bologna, città nella quale vive la famiglia. Dalla quale arriverà Antonio Sbordone che il prefetto Pellos ha assicurato verrà accolto con lo stesso entusiasmo e clima di concreta e serena collaborazione che si è realizzata nella città lagunare.







































































