È il quinto Natale per www.enordest.it, questo degli ultimi anni mi sembra il più grigio, il più difficile. Eppure il primo anno aveva l’incubo appena superato del Covid, un mondo che sembrava capovolto d’improvviso e che aveva saputo reagire e sconfiggere il nemico sconosciuto.
Un mondo incerto

Oggi l’incertezza sembra ancora maggiore, il futuro quasi non si vede, e circolano con insistenza parole che credevamo dimenticate da decenni: riarmo, nucleare, esercito da costituire, ritorno della leva obbligatoria, guerra, ancora guerra e forse, in lontananza, pace. Non siamo andati così vicino alla paura dal 1962, quando Usa e Urss si minacciarono dalle sponde di Cuba, alzando verso il cielo missili atomici. Kennedy e Krusciov trovarono un filo rosso per la pace e un Papa partito da Venezia spese le più alte parole in un mondo nel quale la guerra era allora sempre accompagnata dall’aggettivo “fredda”: c’era ma non si combatteva con le armi.
Il ritorno di vecchi fantasmi

Questa è un’altra cosa e non è lontana da noi. La Russia di Putin un giorno di tre anni fa ha invaso col suo esercito l’Ucraina, stato indipendente, e da quel momento il mondo non è più stato lo stesso. L’Europa ha incominciato a riavvertire paura, nuovi e vecchi fantasmi si agitano in un cielo sempre più scuro. Nomi che sembravano depositati per sempre nelle pagine dei libri di storia si sono riaccesi, hanno trovato sostenitori inattesi, personaggi disposti a cavalcare onde che sembravano affondate nel tempo.
America e Russia

C’è un’America completamente cambiata col ritorno di Trump, decisa ad allontanarsi dall’Europa, persino ad accusarla di essere un continente di parassiti. C’è una Russia che non accetta confini europei, che non gradisce la Nato ai limiti, che colpisce e non accetta condizioni. Anche per Putin l’Europa è ininfluente e i suoi politici sono “porcellini” che obbedivano al vecchio presidente Usa, Biden. Per la verità, è un’Europa confusa che insegue disordinatamente l’ambizione di sedersi con pari dignità al tavolo del mondo. Si pagano incertezze vicine e lontane ed errori colossali, come quello che per bloccare tutto basta un solo Stato di traverso.
Un mondo che confonde vittime e carnefici
Intanto, il mondo cammina in un processo nel quale si gioca spesso a confondere carnefici e vittime, a girare le carte in tavola, ad aprire e chiudere trattative che non portano da nessuna parta, ad assecondare spesso le ragioni degli uomini più ricchi del mondo. Senza dimenticare l’orrore del 7 ottobre in Israele e anche ciò che è seguito sino all’annientamento di quella che avrebbe dovuto essere la Palestina. La supposta pace si è rivelata una tregua neppure troppo rispettata, visto che a Gaza si continua a morire ogni giorno di pallottole, di fame, di malattia.
Uno strano Natale
Per questo è un Natale indecifrabile, che fa dimenticare anche i problemi italiani con le contraddizioni di un Paese come il nostro nel quale tutto è sicuro e un attimo dopo è in discussione. Un Paese nel quale la democrazia rischia di dipendere da un elettorato che per più della metà non va a votare e nel quale i referendum su argomenti anche fondamentali vengono usati come l’elastico perché ritornano sempre indietro. Dove non si fa caso all’inverno demografico e si sprecano, invece, energie persino per togliere dall’Inno Nazionale quel “sì” che era l’unica cosa che i nostri calciatori sapevano gridare bene per far capire che erano italiani. Quasi come se ogni volta si dovesse cantare per un referendum: oggi un sì, domani un no!
Un mondo in cui tutti, almeno a Natale, dovremmo essere più buoni e invece…

È tempo di Natale, dicono che le cose si aggiustano sempre. La leggenda racconta che tutti diventano più buoni, che le guerre si fermano, che si trovano regali sotto l’albero e biglietti con buoni propositi per il domani e che si regalano occhiali per vedere il futuro più limpido. Ma è giusto una leggenda. La realtà è più amara, spetta a noi correggerla e farla assomigliare il più possibile al sogno di un mondo migliore. Basterebbe un mondo nel quale buongiorno voglia dire davvero buongiorno.
Buon Natale a tutti i nostri lettori.
Vignette di Luciano Marini detto Elme

















































































