Eisfeld in tedesco significa “campo di ghiaccio”, termine che letteralmente ci porta tra le gelide e argentate distese delle regioni nordiche, luoghi incantati che sembrano uscire dalle favole. Ci sono artisti capaci di varcare gli orizzonti sensoriali creando percorsi inaspettati, come una pista di pattinaggio all’interno di un palazzo veneziano dove i confini sono determinati da meravigliose pareti affrescate. Siete pronti a calzare i pattini?
La seconda edizione di Eisfeld nell’anno dei Giochi Olimpici Invernali

Nell’anno dei Giochi Olimpici Invernali Milano – Cortina 2026, è stata presentata alla stampa lo scorso 13 dicembre la spettacolare installazione Eisfeld II realizzata dall’artista tedesco di fama internazionale Olaf Nicolai. Una pista di ghiaccio allestita al primo piano di Palazzo Diedo, 100 metri quadri che coprono la suggestiva sala da ballo affrescata. L’installazione, perfettamente fruibile dal pubblico che può noleggiare i pattini, viene accompagnata da una colonna sonora originale della band berlinese To Rococo Rot, diffusa attraverso sei altoparlanti collocati intorno alla pista per amplificare i movimenti dei visitatori mentre pattinano. L’opera di Olaf Nicolai è stata presentata la prima volta nel 2001 al Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo. Nata come spazio aperto e versatile, viene ora reinterpretata assemblando l’atmosfera barocca alle tecnologie avanzate per la produzione di ghiaccio artificiale.
La gioia di scivolare sul ghiaccio

L’artista rinnova il dialogo tra due concetti fondamentali: Enjoy e Survive, esplicito invito ai visitatori che va oltre la bellezza di scivolare sul ghiaccio. È una riflessione sul delicato equilibrio tra piacere e sopravvivenza, meditazione concettuale attraverso molteplici sensazioni. I pannelli luminosi collocati alle estremità delle pareti suggeriscono il percorso: ENJOY/SURVIVE I & II, due light box che indicano metaforicamente percorsi dell’anima e scelte esistenziali.
Palazzo Diedo, maestoso edificio nel cuore di Cannaregio è attualmente sede di mostre prestigiose, molti veneziani lo ricordano come scuola elementare, successivamente divenne sede del Tribunale di Sorveglianza


Dopo una lunga chiusura è stato completamente restaurato in seguito all’acquisto di Nicolas Berggruen, collezionista e filantropo. L’intervento ha restituito l’antico splendore del palazzo costruito nel XVIII secolo su progetto di Andrea Tirali. Era la residenza della famiglia Diedo una delle più potenti di Venezia. Ora ospita mostre ed eventi internazionali come sede del Berggruen Arts & Culture, fondazione benefica che approfondisce il legame tra l’arte contemporanea e il passato, l’Oriente e l’Occidente. Ospita residenze d’artista, mostre, eventi, film e performance su cinque diversi livelli con una superficie totale di 4.000 metri quadrati. Le opere traggono ispirazione dai mestieri tradizionali veneziani: affreschi, vetro di Murano, tessuti preziosi, pavimenti con il tipico design. Nel 2021, il collezionista ha acquisito anche la Casa dei Tre Oci alla Giudecca per farne il centro europeo del Berggruen Institute.
Il restauro di Palazzo Diedo ha riportato alla luce gli spazi monumentali decorati con affreschi e stucchi del XVIII E XIX secolo. Perfetto per installazioni visionarie, tra le quali si colloca il suggestivo campo di ghiaccio di Olaf Nicolai.
È fantastico che possa essere rappresentata in un palazzo del Settecento a Venezia, ha detto Mario Codognato, Direttore di Berggruen Arts & Culture

Ricordo di aver visto la pista di pattinaggio e l’installazione di Olaf in un museo a Zurigo circa venticinque anni fa. Rimasi colpito dalla sua combinazione di serietà e umorismo. L’opera prende in considerazione così tanti temi e interrogativi dell’arte moderna.
Olaf Nicolai è uno dei più importanti artisti tedeschi contemporanei

Nato a Halle/Saale nel 1962, lavora in modo concettuale cercando di liberare l’arte dalle forme classiche di rappresentazione e di mercato. Celebre per la capacità di creare paesaggi artificiali e scenari urbani. Stupisce con visioni di oggetti di consumo che ingrandisce in dimensioni monumentali e stranianti. Le sue installazioni mettono in evidenza anche l’ammirazione per i modelli matematici e gli algoritmi universali. Un simbolismo estetico che cattura l’osservatore.
Il biglietto di ingresso a Palazzo Diedo include il noleggio dei pattini
Decisamente imperdibile per chi ama questo sport e i messaggi subliminali dell’arte.
Eisfeld e l’emozione all’imbrunire

L’imbrunire si addice molto a questa favola di ghiaccio. Con le prime luci della sera Palazzo Diedo dall’esterno sembra un evanescente fondale azzurro e oro, attraverso il quale si scorgono in filigrana le luci dell’installazione e due concetti universali: “Enjoy e Survive”. Sarebbe molto bello chiedere all’artista come giudica il dibattito natalizio sull’opportunità di una pista di pattinaggio in Piazza San Marco. Ma questa è tutta un’altra storia anche se invita a cercare il giusto equilibrio tra piacere e sopravvivenza.
L’installazione
Eisfeld II di Olaf Nicolai
13 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026
Palazzo Diedo Berggruen Arts & Culture
Fondamenta Diedo, Cannaregio 2386, Venezia
www.berggruenarts.org
Aperto dal venerdì alla domenica, ore 15 – 19 (ultimo ingresso ore 18)
Durante le festività aperti dal 23 dicembre al 6 gennaio, ore 15 – 19 (ultimo ingresso ore 18) – chiuso il 25 dicembre.
Il biglietto di ingresso include il noleggio dei pattini.


















































































Le tue parole sempre più coinvolgenti !!! Complimenti!!!!
Dott.ssa Elisabetta certo che è un progetto originale realizzare una pista di pattinaggio su ghiaccio al primo piano di un palazzo storico veneziano, ma tutto quello che viene da Halle, Erfurt, Dresda, Lipsia e altre località dell’ex Germania dell’est hanno tutta la mia ammirazione. In questi luoghi abitano persone speciali e a me sarebbe piaciuto viverci. Però questa istallazione artistica veneziana, non credo che possa intendersi come una sola esperienza sportiva, sia pure a due passi dai luoghi olimpici. Credo che pattinare nel cuore di Venezia con alle pareti gli avanzi nobili di pitture, sia come entrare dentro un’opera d’arte e condividerne i segni e i movimenti degli artisti. Complimenti al filantropo Nicolas Berggruen per aver acquistato, recuperato e messo a disposizione dell’arte questo grande palazzo contenitore, complimenti anche per l’acquisto della Casa dei Tre Oci alla Giudecca che è stato oggetto di un altro articolo della Dott.ssa Elisabetta.