Stupisce subito che lo stop alla movida, ovvero l’intrattenimento notturno nei bar e locali nei centri storici italiani, sia partito da Napoli. Il prefetto, infatti, con tanto di denuncia in tribunale del Comitato di Sicurezza ha motivato che i rumori molesti danneggiano la salute dei cittadini e dei condomini che abitano sotto i locali pubblici e ha indotto il TAR della Campania, a sancire uno stop. Per il momento almeno per il periodo natalizio. Ma ne vedremo delle belle. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, è stato a lungo responsabile della prefettura di Venezia, per cui di esperienza ne aveva accumulata abbastanza.
Il TAR dà ragione ai napoletani ma anche Milano si muove

Il TAR ha dunque dato ragione ai residenti napoletani del Vomero, Chiaia e del centro di Napoli. La movida (“notte movimentata” in spagnolo, sorta dopo la liberazione del regime franchista…) danneggia la salute psico-fisica dei cittadini che la subiscono. Conseguenze immediate: chiusure locali, revoche licenze, mega-multe.
Ma non è finita qui. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si é visto recapitare nel suo ufficio, una multa da 4.700 euro che il Comune dovrà rimborsare perché 34 residenti dei Navigli, Porta Venezia e Lazzaretto (l’area classica della movida ambrosiana) hanno chiesto un risarcimento per colpa dell’insonnia a cui soffrono. “É una sentenza preoccupante”, si è limitato a dire il sindaco.
I problemi della movida

Stesso ritornello anche a Firenze. Ma l’amministrazione comunale sta valutando di obbligare la movida a emigrare nei parchi e nei luoghi lontani dal diritto alla quiete dei residenti. A Venezia e Mestre ci sarebbero già i luoghi ideali: Forte Marghera e la Marittima.
Secondo Al Overview i problemi principali della movida nei centri storici italiani sono: l’inquinamento acustico, il degrado urbano (orinatoi ovunque e immondizie..), il conflitto dei diritti (diritto alla quiete, al lavoro), la mancanza di coraggio delle amministrazioni locali che non affrontano il problema per consensi elettorali, per via di influenti esercenti e commercianti interessati al business.
La situazione a Venezia

Il Comune di Venezia, sembra invece dimenticarsi del diritto al sonno degli abitanti di Rialto, Santa Margherita-San Pantalon, Ormesini, Piazza Ferretto. Nonostante le ordinanze di impedire rumori dopo le 23, tutto sembra segnato dall’indifferenza politica e di controllo civico di polizia. Un locale di Cannaregio, ha esposto un manifesto divertente: “Attenzione avventori! Dopo l’ora prevista, in questa calle i condomini lanciano secchi d’acqua. Siete avvertiti!”. Le denunce quindi non serviranno.
Il comitato

Il Comitato anti-movida, presieduto dalla combattiva presidente Martina Zennaro, annuncia nuove iniziative. “Dopo le cause vinte a Napoli e a Milano – afferma la presidente – anche il Comitato danni da Movida Venezia ragiona sull’opportunità di fare causa al Comune per il non rispetto dell’articolo 65 del Regolamento di Polizia e Sicurezza urbana che sancisce il diritto al riposo dopo le ore 23. Sapendo che questa Amministrazione difende con tutte le sue forze solo il diritto al guadagno dei pubblici esercizi. La mala movida è un grave problema nazionale. Alcune Amministrazioni si stanno impegnando per mettere d’accordo associazioni di categoria e residenti, dopo anni di non vivibilità. Gli amministratori veneziani, purtroppo, proseguono imperterriti a far finta di controllare attività che non rispettano minimamente i regolamenti. Una città, dove è diventato impossibile vivere normalmente. Di giorno per l’over-tourism incontrollato con annessi 11 mila mq di plateatici e di notte per il disturbo causato da attività che nonostante leggi e regolamenti se ne fregano”.
E i veneziani che ne pensano? Chiedete a quelli che sono fuggiti per stare tranquilli in….terraferma.


















































































La soluzione di tutto questo è che l’ alcool non dovrebbe essere somministrato dopo le 10 di sera e la musica in ambienti non insonorizzati andrebbe vietata.
Allora forse si anticiperebbero i tempi, si tornerebbe alla cena alle 19 e alla discoteca alle dalle 21 alle 02 . Adesso un chiosco in mezzo ai condomini o un tendone sul mare tengono sveglie intere fasce di persone suonando musica terribilmente alta fino alle 6 del mattino. DEVE FINIRE.
Ci sarebbero meno Zombie in giro e piu persone