Dal 2020 ogni anno, puntuale, prima delle festività natalizie, Neos Edizioni dà alle stampe un’antologia di racconti dedicata a narrare il Natale a Venezia, scegliendo ogni volta un tema o una suggestione diversa. Il sesto volume, appena pubblicato ha come sottotitolo Musica sull’acqua, ed è naturale che accadesse perché, come scrivono le due curatrici, Elisabetta Tiveron e Caterina Schiavon, «Venezia è un città musicale: per la sua conformazione unica, così facile alle armonie sonore spontanee», come ad esempio lo sciabordio dei remi, il ritmo dei passi sui masegni, i ritocchi delle campane dei suoi tantissimi campanili, i gridi dei gabbiani e l tubare dei colombi, le sirene quando c’è nebbia o l’acqua alta. Ma anche per «la sua storia, a cui la musica si intreccia prepotentemente.» (p. 5).
Gli autori

Ai sedici autori che hanno partecipato al progetto è stato chiesto dunque di scrivere un racconto ambientato a Venezia durante il Natale che contenesse, nella trama, un riferimento musicale. Come sempre ne è uscito un puzzle composito per stili, periodi storici, generi e atmosfere davvero interessante. I luoghi della musica Veneziana non potevano mancare: due autrici si sono ispirate al fascino dell’Istituto della Pietà, fondato con decreto del Senato della Repubblica di Venezia nel 1346, sorto per sopperire al diffuso fenomeno dell’esposizione dei bambini illegittimi, che per secoli ebbe un importante ruolo nel panorama culturale veneziano ed europeo. Ricordiamo che dal 1703 al 1740 Antonio Vivaldi vi prestò la sua opera in qualità di maestro di violino, di coro e di concerti, rendendo celebre l’orchestra delle “Figlie di Choro” dette “le Putte” della Pietà.
Il Natale a Venezia visto dagli autori

La pianista Nilla Patrizia Licciardo, nel suo Un danno relativo, dai tratti autobiografici, ci racconta di una musicista che entra nella chiesa della Pietà per le prove del Concerto di Natale e viene sorpresa e turbata dal pianto di un bimbo nell’adiacente orfanotrofio. Esplorando le cantorie, riflette sulla storia di Zanetta, un’orfana allieva di Vivaldi, sulla capacità della musica di trasformare l’abbandono in successo, sperando che accada la stessa cosa a quel bimbo. Mentre Michela Fregona nel suo Vivace con fuoco immagina che durante l’Avvento un giovane violinista, che detesta le Quattro stagioni di Vivaldi privilegiando invece le sue composizioni meno conosciute ed eseguite, sempre alla Pietà si trovi a dover fare delle scelte che lo costringono al compromesso.

Il violino è protagonista anche di altri racconti. Nel brano di Isabella Albano, intitolato Accadde a Venezia, una ragazza siede sulla panchina rossa alla Giudecca e ricorda il primo incontro dei nonni, Ilaria e Alberto. La storia narra di come Ilaria, dopo un abbandono, fu consolata dal violino di Alberto la Vigilia di Natale, dando inizio al loro amore.
A volte basta un violino

Anche nel racconto di Francesco Zanolla, Il concerto delle ombre, compare il violino.Nel dicembre del 1755 una giovane deperisce in modo misterioso a causa, sembra, del suo precettore, abile violinista: egli sta prosciugando le sue energie vitali con armonie nefaste e vibrazioni dello strumento che incidono sul sistema nervoso. L’Archiatra imperiale Gerard Van Swieten riuscirà a capire come salvare la ragazza da morte certa.

Claudio Ellero, nel suo Il violinista, narra di un profugo, sopravvissuto al naufragio in cui ha perso moglie e figlia, che trova rifugio a Venezia e viene accolto da una donna che gli restituisce dignità e voce facendogli riparare il suo violino. A Natale, suonando l’Inno alla Gioia davanti al rio di San Boldo, trasformerà il dolore in musica e speranza.
Perchè Venezia è musica

Oltre a Vivaldi nel libro troviamo un riferimento a Galuppi nel racconto di Gabriella Bosmin, Il maestro cambia casa, nel quale immagina che un piccolo ritratto del compositore prendendo vita riesca ad assistere al concerto di Natale nella Basilica di San Marco, dove le sue musiche risuonano tra le cupole dorate.

La cifra del fantastico è utilizzata anche da altri due autori. Nel suoi racconto La strada di casa Gianlugi Bodi narra di un uomo morto che vaga a Venezia nella vigilia di Natale, cercando la strada di casa, appunto, e la moglie che ha molto amato. Guidato da un bambino misterioso e seguendo la musica dei ricordi ritroverà finalmente la pace.

Mauro Rugger, invece, ne L’estrazione, immagina un personaggio distopico, l’Agente 239 del “recupero anime”, Fabrizio Dandolo, che la Vigilia di Natale, infestata dalla musica onnipresente e ossessiva di Last Christmas, ha l’incarico di estrarre l’anima di un caso irrisolto, un caso che riserverà delle sorprese.


All’autobiografia si ispirano invece i racconti di Daniela Rossi e Ilaria Serra. La prima in Passeggiate sonore mette in scena una passeggiata per la città ripercorrendo i luoghi legati al suo passato. Ricorda il presepe natalizio del padre esposto sulla vetrata di casa e gli eventi musicali storici che hanno animato campi e canali. La seconda, in Miracolo a Natale, racconta di un gruppo di otto donne che si riunisce presso il Circolo ARCI sfidando il gelo di una sera di dicembre per le prove del coro. Attraverso le loro voci queste donne ritrovano la perduta anima di Venezia, fatta di antiche canzoni di barcaioli, canti di lavoro e cori storici.

Molte donne raccontano una Venezia in musica
Non poteva però mancare l’amore nel clima magico del Natale e lo si ritrova nel racconto di Philippe Apatie, Cos’è successo alla Gioconda?. Una musicista, soprannominata, appunto, “La Gioconda” dai compagni di scuola, è insoddisfatta della sua vita da single. Una sensitiva le consiglia di cercare l’amore a Venezia e questo la porterà in città sotto Natale. Un incontro che sembra promettente si interrompe per un dono inaccettabile che la farà fuggire.

Anche in Driving Home for Christmas di Diana Chiarin si parla di una storia d’amore. Una storia finita, però, che rende triste una donna veneziana proprio la vigilia di Natale. La canzone che dà il titolo al racconto, ascoltata per caso, riaccende i suoi ricordi e la spinge, tra un vinile, un pandoro e un piccione maleducato, verso la sorella che l’aspetta. Un anno dopo, la protagonista riuscirà a ritrovare la serenità comprendendo che “tornare a casa per Natale” significa, prima di tutto, stare bene con se stessa.

Nell’antologia non mancano, tra i protagonisti, i religiosi. Nel racconto Milagros di Elisabetta Baldisserotto una giovane suora filippina appena giunta a Venezia, rovescia, distruggendola, la spesa del convento destinata alla cena della Vigilia e teme di essere giudicata male e rispedita a Manila. Durante la Messa di mezzanotte, sarà la sua la voce pura e limpida, elevata in un canto, a permetterle di farsi perdonare dalla madre superiora e dalle consorelle.

Lorenzo Bottazzo, invece, nel suo L’organo, immagina un giovane seminarista abruzzese, Gaetano, che viene mandato a Venezia per inaugurare a Natale il nuovo organo della chiesa di San Gurian, ma durante la messa solenne lo strumento misteriosamente non emette alcun suono, mandando a monte la celebrazione. Ma la sua storia non finirà lì.
Anche le due curatrici in gioco tra Venezia e musica

Anche le due curatrici del volume, come sempre, hanno partecipato con un loro racconto. La Barcarola di Caterina Schiavon ha preso la forma di un testo teatrale dove una giovane squattrinata è assunta come maschera al Teatro La Fenice di Venezia per l’allestimento, sotto Natale, dell’atto veneziano de I racconti di Hoffmann.

Elisabetta Tiveron, nel brano intitolato Eco, ha scelto come protagonista Sofia, una pasticcera impegnata nella sua routine di lavoro. Un uomo misterioso a bordo di una barca, una mattina all’alba, le regala una “musica della laguna” prodotta da fili di conchiglie, metafora di una città che è come un’orchestra di suoni che si rincorrono. Il giorno di Natale, Sofia riceverà un dono inatteso che le confermerà la realtà di quell’incontro.
Anche la struttura del libro, coerentemente, si richiama alla musica: è suddiviso infatti in quattro parti: le Note di programma, un’Overture, quattordici Movimenti, un Finale.
L’antologia

Natale a Venezia. Musica sull’acqua. Antologia a cura di Elisabetta Tiveron e Caterina Schiavon. Racconti di Isabella Albano, Philippe Apatie, Elisabetta Baldisserotto, Gianluigi Bodi, Gabriella Bosmin, Lorenzo Bottazzo, Diana Chiarin, Claudio Ellero, Michela Fregona, Nilla Patrizia Licciardo, Daniela Rossi, Mauro Rugger, Caterina Schiavon, Ilaria Serra, Elisabetta Tiveron, Francesco Zanolla, Torino, Neos Edizioni, 2025.








































































Recensione accuratissima! Grazie!
🙂
Bella recensione, puntuale e dettagliata come al solito.
Grazie!
Ma che attenzione! Che maestria! Grazie!🤩