Dall’apprendimento dei verbi essere e avere, alla costruzione di una frase, passando per l’educazione civica, la raccolta differenziata e i servizi sul territorio. Sono alcuni dei temi al centro del corso “Italiano Facile”, iniziativa partita lo scorso 12 novembre e terminata in questi giorni presso la Scuola di Formazione Professionale “Don Bosco” di San Donà di Piave.

L’attività, promossa da Apindustria Servizi nell’ambito della Deliberazione Regionale “Passi Plus” (DGR nr. 1143 del 01.10.24), ha coinvolto in queste settimane dieci donne di origini straniere, disoccupate e pronte per intraprendere una nuova vita nel nostro Paese.
Nicola Zanon e l’insegnamento dell’italiano
«L’importanza di questo progetto promosso – commenta Nicola Zanon, Amministratore Unico di Apindustria Servizi – è quello di affiancare le persone che arrivano qui in Italia insegnando loro la lingua italiana, poiché molto spesso hanno una bassissima scolarizzazione. Dopo il corso si passa a percorsi di formazione professionalizzante per l’apprendimento di un mestiere e successivamente l’inserimento in azienda, tramite tirocinio. Per noi questa è una valida occasione di sperimentare un’integrazione strutturata con la finalità di fornire a queste persone un’occupazione, aiutando al contempo le nostre aziende, le quali ci manifestano una costante difficoltà nel reperimento di nuovi collaboratori e collaboratrici».
Il commento della docente
Le docenti delle lezioni sono state Falhi Fatima Ezzahra e Claudia Bincoletto. Il titolo del progetto è “Percorsi per l’inclusione: dalla formazione al mercato del lavoro”.
«Questo corso base – spiega la docente Falhi Fatima Ezzahra – ha permesso alle partecipanti di imparare le lettere italiane, a leggere e scrivere. Ma anche di conoscere e approfondire l’educazione civica, la conoscenza del servizio sanitario nazionale, il consultorio e tutti gli enti che possono essere loro utili per l’integrazione. Abbiamo spiegato loro, essendo madri, come funziona la scuola in Italia e tutte le possibilità esistenti per i loro figli. All’inizio erano un po’ timorose, ma poi hanno apprezzato tutto il percorso: sono state molto brave. Siamo partiti con la raccolta delle parole a due sillabe fino alla formulazione di piccoli testi in stampatello grande. Nei nostri corsi l’obiettivo è quello di dar loro un’autonomia: alla fine, oltre all’apprendimento, sono iniziate amicizie che poi durano nel tempo».
Il progetto basato sull’insegnamento dell’italiano per l’integrazione
«In questo momento storico – aggiunge Massimiliano Rossi, borsista del progetto “Passi Plus” – è fondamentale utilizzare la formazione per integrare le persone, sia a livello sociale che a livello lavorativo. Il progetto ‘Passi Plus’ prevede l’utilizzo di docenti di madrelingua per favorire l’apprendimento, supportati anche dalla presenza di un tutor all’interno dell’aula. Questa è un’attività che rappresenta un punto di partenza, considerato che poi verranno inserite componenti di orientamento specialistico, di mediazione culturale e attività formative di gruppo».

















































































