A Cona si tirano i conti. Bilancio del raccolto dei seminativi: perdite fino al 20/30% per il mais e del 15% per il frumento e la soia. Danni provocati dalle piogge primaverili sulle semine di frumento e attacchi di funghi e cimice al mais
L’analisi di Salvan, presidente maiscoltori di Cona

“Per quanto riguarda il frumento, è stata un’annata particolarmente sfavorevole per l’andamento climatico avverso nel periodo invernale/primaverile; le piogge primaverili hanno avuto un effetto dannoso in modo particolare nel periodo della fioritura provocando il fenomeno dell’aborto fiorale – spiega Antonio Salvan, presidente maiscoltori di Cona –. La conseguenza è stata una produzione che nella nostra zona è stata di circa il 10-15% inferiore alla media. Per quanto riguarda il mais, alla semina primaverile anticipata (fine marzo e primi aprile) è seguito un periodo di piogge intense che ha creato problemi alla nascita del seminato ed ovviamente ha ritardato la seconda parte delle semine a fine aprile primi maggio, non più ideale per una buona nascita e sviluppo della pianta.
Semine così a scalare, unitamente al problema della risorsa idrica, ci fanno pensare che avremmo dei danni nella produzione compresi tra il 20 e il 30%. Un fenomeno che per la prima volta si è registrato in maniera abbastanza consistente è, oltre ai soliti attacchi di piralide e diabrotica, quest’anno si sono presentati anche degli attacchi di cimice. Anche la soia ha sofferto dell’andamento climatico avverso che ha comportato un ritardo nelle semine. Per entrambe le colture, mais e soia, dopo le abbondanti piogge primaverili, è seguito un periodo di siccità e nelle zone dove non è stato possibile irrigare (in modo particolare per chi ha seminato la soia di secondo raccolto) il raccolto presenta una flessione di produzione attorno al 15/20%.
Frumento, buona qualità con rese di circa 60 quintali per ettaro. Mais e soia, perdite nelle aree prive di irrigazione

“Mediamente noi registriamo una produzione di grano (secco) che si attesta sui 60 quintali per ettaro per il grano (secco) e sui 95 quintali per ettaro per il mais (secco) – continua Antonio Salvan, presidente Consorzio Maiscoltori di Cona -. L’annata 2025, per il grano (frumento), la potremmo definire normale, con una produzione di qualità, ma scarsa nelle rese. Per il mais e la soia la produzione è stata influenzata dal periodo di siccità estivo: una produzione comunque inferiore anche dove è stato possibile irrigare (con perdite fino anche al 20%), mentre dove non è stato possibile, si è registrato un calo notevole delle produzioni anche fino al 30%.
Raccolto 2024, un ricavo completo di oltre 6 milioni di euro per oltre mille aziende associate di Cona

Il Consorzio Maiscoltori di Cona, fondato nel 1965 dagli agricoltori per gli agricoltori, comprende attualmente mille aziende associate ed ha scopo mutualistico, perché non fa né utili né perdite e il bilancio si chiude a zero. A luglio 2025 il ricavo complessivo relativo al raccolto 2024 è stato di circa 6.206.424 di euro. Gli acquirenti dei cereali prodotti fanno parte dell’industria di trasformazione.
“Anche in questa annata è stata comunque confermata la validità della strategia commerciale del consorzio, basata sulla vendita programmata del prodotto che viene immesso nel mercato nei momenti più favorevoli, riuscendo a valorizzare al massimo la quantità a disposizione conferita dai soci -evidenzia Nazzareno Augusti, segretario di Confagricoltura Venezia per l’area di Chioggia e di Cona -. A conferma del buon lavoro constatiamo un aumento dei soci che danno fiducia al consorzio affidando il loro raccolto.”
Prezzi stabili, ma costi in continuo aumento soprattutto per energia e prodotti necessari all’agricoltura

“La situazione internazionale influenza l’andamento dei mercati perciò i prezzi sono sempre pressoché statici- aggiunge Salvan -, mente i costi continuano ad aumentare. La situazione geopolitica attuale influisce negativamente sui prezzi di mercato sia dei prodotti agricoli, ma in particolar modo sul costo dell’energia e dei prodotti necessari all’agricoltura. La PAC continua a vedere eroso il suo contributo e ciò comporta una sofferenza in particolare nel comparto cerealicolo.”
La UE vieta fitofarmaci e OGM utilizzati però per i prodotti extracomunitari che arrivano sulle nostre tavole

“Siamo in una situazione disastrosa, in particolare per le piccole e medie aziende – prosegue Salvan –. Questi effetti porteranno a diverse problematiche sia a livello nazionale che globale. Per le aziende rimane il grave problema di poter usufruire di mezzi tecnici adeguati alle esigenze delle colture: l’orientamento comunitario e nazionale, che continua a togliere principi attivi da poter utilizzare, dimostra che non c’è la volontà di far proseguire gli agricoltori nella loro attività, non si capisce perché i prodotti extracomunitari, per i quali gli agricoltori possono usare prodotti vietati nella nostra Unione Europea, entrano nel nostro paese e sono tranquillamente commercializzati e consumati senza limiti. Cosi pure vale per gli OGM, noi non possiamo produrli, però i nostri concittadini possono consumare prodotti che li contengono provenienti dall’importazione extraeuropea.”
Sementi non aggiornate per il risparmio della risorsa idrica, nuovo appello per lo sbarramento al cuneo salino

“Ci teniamo a sottolineare un danno importante legato alla mancata ricerca di varietà più resistenti e che richiedano un utilizzo più mirato della risorsa idrica. – riprende Salvan -. Che cosa si intende? Le grandi aziende sementiere oggi fanno poca ricerca in comunità europea, prediligono piuttosto la ricerca a livello mondiale, che prevede anche il miglioramento genetico. Noi purtroppo risentiamo di questo fenomeno e ci troviamo a usare sementi non particolarmente aggiornate, mentre il resto del mondo usa sementi più performanti.”
Stefano Tromboni analizza la situazione di Cona

“I problemi da affrontare sono molti e gravi in particolare in un contesto di crisi internazionale e di cambiamenti climatici che alternano periodi di siccità ad alluvioni – commenta Stefano Tromboni, presidente Confagricoltura Venezia -. Per l’area di Cona e Chioggia resta rilevante la questione del cuneo salino, opera prevista da anni, ma purtroppo non ancora realizzata. Le nostre aziende ne risentono sempre di più. Gli agricoltori hanno realizzato opere per il risparmio idrico, ciononostante, in particolare alcune aree, come dimostrato anche dai raccolti di questa stagione, la risorsa idrica scarseggia o comunque non è a disposizione di tutte le aziende.”

















































































