Il 27 novembre 1995 viene fondata sull’Isola di San Servolo a Venezia la Venice International University (VIU), un pool di università che ha avuto il suo primo presidente in Carlo Azelio Ciampi e che vedeva cinque atenei mettersi insieme nell’abbozzare questa idea innovativa. Molta strada è stata compiuta da allora ed il pool si è allargato fino ad includere, nella sua attuale conformazione, 21 università di tutto il mondo, dall’Australia, alla Corea, dagli Stati Uniti alla Russia, in uno sforzo congiunto di realizzare ponti culturali e di affermare solidi legami tra studenti e ricercatori di tutto il mondo.
Un centro di ricerca e di studio inserito nella laguna più famosa del mondo, che ha allargato i suoi confini e le sue prospettive sotto il forte impulso dell’attuale presidente, l’ambasciatore Umberto Vattani che ha messo a disposizione le sue esperienze internazionali per tessere una rete di relazioni scientifiche e culturali di assoluto rilievo.
Gli eventi organizzati dal VIU


Nei giorni scorsi si sono svolti vari eventi celebrativi che hanno incluso una conferenza dibattito con la partecipazione di due ministri e di varie autorità civili e militari, per dibattere di un tema molto attuale e rilevante, in particolare per la città di Venezia.
Conversazioni sull’energia, l’ambiente ed il mare è stato il tema del dibattito che ha visto la partecipazione del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, in video collegamento da Roma, e del ministro della protezione civile e delle politiche del mare Nello Musumeci, presente a San Servolo.
L’analisi dei ministri al VIU presentati dall’ambasciatore Vattani

Presentati da Vattani i due esponenti politici hanno interloquito con Andrea Rinaldo, presidente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti e con il professore Fabrizio Marrella, internazionalista di fama ed esperto di questioni marittime.
Il caso “Venezia” e il cambiamento del clima e l’innalzamento del mare

L’intervento del ministro Fratin si è focalizzato sulla rilevanza delle questioni climatiche in relazione allo stato dei mari che, con il probabile innalzamento dei livelli del medio mare, possono mettere in seria discussione intere fasce di territorio costiero a livello globale.
Una questione evidentemente vitale per una città come Venezia che coinvolge però tutta la penisola, con i suoi oltre 8000 chilometri di coste, e le fasce costiere di ogni continente, nella considerazione che le città costiere sono ovunque in espansione e già attualmente ospitano circa il 40 percento della popolazione mondiale.
Le fonti alternative

Un tema globale che si associa inestricabilmente con quello della conversione energetica e dell’utilizzo di fonti alternative, campo nel quale – secondo quanto osservato dal ministro – il nostro paese sta sperimentando varie possibilità in un ottica aperta alle diverse possibilità, dall’uso di nuovi carburanti, allo sviluppo di generatori di energia pulita più efficienti, fino alla possibilità di utilizzare un nucleare pulito ed innovativo, sul quale è molto attiva la ricerca anche nel nostro paese.
Un nucleare fatto da e per piccoli generatori di energia, non basato sulle centrali, ma distribuito sul territorio e capace di fornire energia pulita con la costanza e la prevedibilità che non può essere fornita dall’eolico o dal solare.
Il ministro ha assicurato una costante attenzione alla ricerca e alla gestione delle fonti energetiche in funzione del rispetto e del miglioramento delle risorse ambientali, evidenziando peraltro come si tratti di un percorso lungo ed aperto a tante diverse soluzioni, nel quale risulta importante non imboccare un singolo percorso quale esclusiva soluzione alle problematiche attuali; solo attraverso un costante e progressivo adattamento dato dagli strumenti che si potranno utilizzare al meglio, sarà possibile gestire questo tema cruciale ed evitare gli esiti nefasti delle attuali previsioni.
Al VIU Musumeci sottolinea il ruolo dell’Italia al centro del Mediterraneo

L’intervento del ministro Musumeci ha assunto toni più calorosi e partecipati, anche da parte dei presenti, in particolare laddove ha ricordato che il mare costituisce una delle frontiere ancora presenti, una delle sfide che possono ancora essere colte e vissute da tutti e da ciascuno, laddove non si viva come scenario stagionale delle vacanze balneari, ma sia sentito come parte integrante e viva della nostra società.
L’intervento ha evidenziato il paradosso tutto italiano di un paese semi isola posto come una piattaforma al centro del Mediterraneo nel quale il dibattito e la sensibilità per il mare è confinata agli addetti ai lavori, è conosciuta solo da chi se ne occupa professionalmente ed è del tutto estranea al resto della popolazione, che se ne ricorda da maggio a settembre, peraltro usufruendone solo senza viverlo.
Il tema del mare

Questo limite culturale è una delle ragioni profonde alla base delle difficoltà nella gestione della risorsa mare. Sia nella sua parte marittima, della navigazione e delle sue regole e necessità. Sia nella sua parte portuale ed infrastrutturale. Dibattito sempre attuale quello della rivalità tra attività portuale e sociale, come se fossero due realtà distinte.
Musumeci ha ricordato come partire dalla sensibilità per il mare, dal senso di appartenenza alle sue difficoltà ed esigenze sia il punto di partenza anche per le politiche ambientali in generale. Dato che il mare riceve gli inquinanti dalla terraferma e fornisce oltre la metà dell’ossigeno che respiriamo. E pertanto la sua salute coincide con quella del pianeta.
Il mare da molto e chiede poco: solo di essere rispettato è stato il messaggio conclusivo dell’intervento del ministro.
Marella e la questione internazionale del diritto del mare

Il professor Marrella, professore di diritto internazionale a Ca’ Foscari ed esperto delle questioni internazionali sul diritto del mare, ha ricordato come la Convenzione di Montego Bay – la carta delle nazioni unite del mare, ossia quel documento che regola i rapporti tra gli stati relativamente alle risorse marine ed ai traffici marittimi – detti regole che, nella attuale fase di tensione internazionale, sono sotto scacco ma risulta necessario implementare e completare.

La Convenzione definisce, tra l’altro, i limiti delle acque territoriali. E delle zone economiche esclusive – quelle nelle quali esercitare diritti esclusivi di sfruttamento – delle piattaforme continentali e degli stretti. Tutti temi che hanno una evidente rilevanza economico politica e che sono sottese alle nuove politiche di potenza.
Oltre naturalmente al pacifico utilizzo del mare per le sue rotte commerciali. Tema di enorme importanza considerando che via mare passa il 90 per cento delle merci in volume ed il 70 percento delle merci in valore. Perciò senza rotte commerciali sicure e condivise si blocca l’economia mondiale.
Buon compleanno VIU

Un ruolo particolare può essere svolto dalla comunità scientifica veneziana incardinata nella VIU anche per la sua particolare struttura di università globale ed interfacoltà. Nella quale infatti non sono stati previsti dipartimenti e suddivisioni accademiche, proprio per consentire l’approccio più ampio ed aperto possibile alle questioni da affrontare.
Buon compleanno VIU ed auguri di buon lavoro.
















































































