La tendenza economica del territorio, gli scenari futuri e le sfide quotidiane delle piccole e medie imprese. Sono i punti cardine che hanno fatto da cornice al “Xmas party” dei soci di Confapi Venezia e Treviso, evento intitolato “Imprenditori eccellenti: premiazione dei soci di Confapi Venezia e Confapi Treviso”, che ieri ha riunito oltre 200 imprenditori al Move Hotel di Mogliano Veneto.
Alla presenza di professionisti, responsabili aziendali e istituzioni del territorio è stato presentato il panorama macroeconomico globale ed europeo grazie alla sinergica collaborazione con il Centro Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
Zecchinel e Fraccaro sull’evento di Confapi Venezia e Treviso
«Questa – hanno affermato Marco Zecchinel e Luca Fraccaro, rispettivamente presidenti di Confapi Venezia e Treviso – è stata, ancora una volta, l’occasione per ribadire quanto le piccole e medie imprese siano il cuore del tessuto socioeconomico del territorio. Abbiamo davanti a noi sfide fondamentali come quella della competitività, data la presenza di costi e rincari, a cominciare da quelli dell’energia, che in Italia sono ancora troppo alti per le attività. E poi la tassazione, il costo della manodopera e i casi di cassa integrazione sul territorio. Senza dimenticare – concludono– la questione del personale: le figure ricercate dalle aziende sono tante e il gap, in tutti i settori, è ampio. Su questa strada c’è ancora tanto lavoro da fare».
Confapi Venezia e Treviso premiano gli imprenditori

Nel corso della serata, come orami di consueto, sono stati premiati gli imprenditori che maggiormente si sono contraddistinti nel corso dell’anno per coraggio, visione e passione, dimostrando che fare impresa significa anche costruire valore per l’intera comunità. Tra questi coloro che hanno investito nel personale, ampliato gli stabilimenti produttivi, apportato innovazioni di prodotto o servizio, oppure che si sono espansi verso nuovi mercati. Un’attenzione particolare è stata riservata alle imprese femminili con l’attività del Gruppo Donne all’interno di Confapi e alle attività del Gruppo Giovani.
Cipiccia al convegno di Confapi Venezia e Treviso

“Le PMI continuano a investire in tecnologia, ricerca e sostenibilità per restare competitive – commenta Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo -. Come banca siamo impegnati a sostenere questo percorso, offrendo alle imprese gli strumenti finanziari e la consulenza specializzata necessarie per realizzare investimenti strategici e integrare l’artigianalità e la tradizione con le nuove tecnologie. Insieme a Confapi accompagniamo le PMI in queste scelte di crescita, fondamentali per rafforzare la competitività, attrarre talenti e affermarsi sui mercati internazionali. Nei primi 9 mesi del 2025 abbiamo erogato circa 3,5 miliardi di euro a famiglie e imprese del Nordest.”
Particolarmente attesto è stato lo studio presentato da Intesa Sanpaolo, che ha consentito di stilare i punti cardine delle prospettive economiche. A prendere la parola è stato Giovanni Foresti, del Research Department dell’istituto bancario.
Estratto dallo studio Research Department Intesa Sanpaolo
Tensioni geopolitiche, dazi e le reazioni delle imprese italiane. La centralità del capitale umano
L’economia italiana mostra segnali di resilienza alle numerose tensioni e crisi geopolitiche in atto, potendo contare sulla forza del proprio sistema manifatturiero, l’ampia capacità di risparmio delle famiglie e la solidità del sistema bancario. Nel 2026 l’evoluzione dell’economia italiana e del Nord Est potrà beneficiare del recupero del potere d’acquisto delle famiglie che si dovrebbe tradurre in maggiori consumi. Inoltre, tassi di interesse più contenuti consentiranno agli investimenti di tornare a crescere, soprattutto tra le imprese più innovative e guidate da giovani. Una spinta agli investimenti potrà venire poi dall’incremento di spesa dei fondi del PNRR che subirà un’accelerazione nel biennio in corso.
L’analisi di Intesa San Paolo

Secondo le analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo, l’impatto dei dazi sul sistema manifatturiero italiano potrà essere mitigato dalla elevata qualità dei prodotti italiani e dalle strategie di diversificazione e innovazione delle imprese riguardanti i mercati di sbocco dell’export italiano.
Grazie a un’indagine interna condotta presso le strutture della banca che si occupano di supporto all’internazionalizzazione è stato poi possibile individuare le risposte delle imprese ai dazi americani. Emerge una forte reattività delle imprese italiane e del Nord Est che stanno cercando nuovi clienti in altri mercati, diversificando sempre più i loro mercati di sbocco. Al contempo, evidenzia l’interesse da parte degli operatori italiani ad aprire nuove filiali commerciali e produttive proprio negli Stati Uniti.
Prospettive e competitività

In prospettiva sarà sempre più importante la gestione dei rischi che caratterizzano l’attuale contesto competitivo, sempre più complesso e incerto. Oltre ai rischi di mercato, andranno affrontati quelli energetici, di approvvigionamento, informatici, ambientali e climatici, reputazionali. Andranno poi potenziati gli investimenti in efficientamento dei processi, innovazione e autoproduzione di energia.
Le imprese che innovano e investono in R&S ottengono significativi vantaggi in termini di produttività del lavoro: nel manifatturiero, ad esempio, il valore aggiunto per addetto di queste imprese supera di 40mila euro circa quello delle imprese senza attività di innovazione. I benefici sono riscontrabili in tutti i settori e per tutte le dimensioni aziendali. Esiste una correlazione positiva anche tra l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili o l’installazione di macchinari ad alta efficienza energetica e la produttività.
La competitività delle imprese sarà sempre più legata alla diffusione nel tessuto produttivo dell’intelligenza artificiale. Che offrirà vantaggi significativi soprattutto per le realtà che sapranno integrare efficacemente queste tecnologie in tutti gli ambiti operativi.
Confapi Venezia e Treviso e Intesa San Paolo con i giovani
Può aiutare l’ingresso di giovani in azienda. Sempre da una ricerca condotta dal Research Department di Intesa Sanpaolo emerge che la quota di imprese con investimenti in tecnologia 4.0 è pari all’84% tra quelle con giovani under quarantenni nel board. Diciassette punti percentuali in più rispetto a quelle con board composto esclusivamente da over sessantacinquenni. Più in generale va favorito l’ingresso di giovani talenti in azienda, offrendo loro opportunità di crescita professionale e di carriera. Sono, infatti, ancora troppi i giovani italiani che lasciano il nostro Paese in cerca di fortuna all’estero.
Anche nel Nord Est si può fare di più: nel 2024, la Provincia di Treviso ha perso più di 700 giovani laureati tra 25 e 40 anni. Lo stesso è avvenuto nella Città Metropolitana di Venezia, con un saldo negativo di 550 giovani laureati.

















































































