Entro il Comune di Venezia/Mestre sono stati realizzati, in tempi diversi, nella “Terraferma” due parchi pubblici: nella nostra rubrica rivolta ad individuare gli elementi che hanno contribuito a definire la “Nuova Mestre”, essi verranno presi in esame l’uno di seguito all’altro, ovvero quasi congiuntamente, posto che riteniamo che i parchi pubblici possano costituire un importante elemento a quel fine. Oggi ne conosciamo uno: il parco Albanese
Il parco Albanese
Il parco denominato “Albanese”, in memoria del Commissario di Polizia Alfredo Albanese assassinato in servizio dalle Br, è tuttavia comunemente noto come parco “Bissuola”: tale circostanza appare non casuale, posto che questo parco viene raggiunto anche a piedi in pochi minuti percorrendo la via Bissuola, che ha inizio da una delle zone urbane di Mestre (vox populi, vox dei?).
Di circa 33 ettari, venne realizzato tra il 1975 e il 1980, su progetto di una “equipe” di studiosi di livello internazionale (Soc.Laris: Cagnati, Cattaneo, Gasca Queinazza), allo specifico scopo di dotare Mestre di una struttura pubblica di alto valore, secondo gli orientamenti all’epoca più avanzati, contemplanti, in particolare, l’integrazione tra una parte naturalistica e una parte strutturale. Esso può, dunque, essere considerato una “anticipazione” di quello che è stato, poi, il processo di rinnovamento, iniziato nel 1995 con la riqualificazione di Piazza Ferretto (si vedano le precedenti puntate dedicate alla Nuova Mestre).
Non è intendimento di questa rubrica riaprire il dibattito tra studiosi sulla funzione dei parchi o delle loro parti
Si vuole, invece, offrire ai nostri lettori una illustrazione fotografica, non molto ampia ma organizzata, per rendere visivamente ragione della sopraricordata “integrazione”, o se, al contrario, risulti prevalente l’una o l’altra delle due parti, quella naturale o quella strutturale.
Prima di passare all’analisi degli elementi caratterizzanti del parco, può essere opportuna una osservazione preliminare: non è noto se, nella mente dei progettisti, fosse presente anche una particolare attenzione per i “murales”. E’ certo però, come emerge dalla generalità delle fotografie, che i numerosi graffiti multicolori, non importa se spontanei o suggeriti dalle strutture stesse, hanno dato al Parco una nota che potremmo definire gioiosa.
In concreto, il parco risulta caratterizzato dai seguenti elementi:



L’accesso avviene a fianco di un piccolo edificio realizzato su palafitte infisse in un laghetto artificiale.

Proseguendo verso levante si perviene ad un lago artificiale dove i bambini possono giocare con modellini telecomandati (sullo sfondo del quale sarebbe visibile – salvo nebbia – un grande edificio comprendente molte decine di appartamenti, peraltro costruito sulla Via Casona e perciò fuori del parco).
Verso nord del parco
Proseguendo verso nord si attraversa una lunghissima serie di strutture in cemento armato, in due piani completamente aperti, dei quali non è nota quale fosse la funzione (forse favorire la crescita di piante rampicanti?), mentre aldisotto del primo piano si è venuto a formare una sorta di corridoio interrotto sul lato destro da pareti divisorie (foto n. 5,6,)


seguito da una prospettiva di alberi.

UN teatro, due piscine, campi e ristorante




Al centro del parco è presente una serie di colombaie, ma nella parte più a nord si concentrano i maggiori edifici, di buona e piacevole fattura con l’uso di materiali ecologici, vale a dire un Teatro, una biblioteca, una sala “lounge”, due piscine, campi per pallacanestro ed altro, servizio di caffè bar ristorante.
Verso levante


Sempre a nord, ma spostato verso levante, è presente un complesso giardino, suddiviso geometricamente in sezioni definite da muretti rialzati in cemento (o altro materiale). Il tutto appare molto originale e piacevole, ma scarsamente visibile a livello d’uomo.
Un parco con la pista da Skateboard


Sempre a nord risultano realizzati spazi pavimentati adibiti ad esercizi fisici anche con variazioni altimetriche per lo skateboard.
La meridiana del parco

Molto interessante e piacevole è una meridiana, costituita da una piattaforma rotonda, con la grafica di un quadrante di orologio: al centro è collocata una lancetta, verosimilmente in metallo, la cui ombra nelle giornate di sole, segna le ore.
Ingresso e uscita


Spazi aperti, immersi nel verde sono presenti più a nord, fino ad una apertura di ingresso/uscita.
Il giudizio sul parco ai nostri lettori
Saranno i nostri lettori a dire se, a loro giudizio, il principio dell’”integrazione tra natura e struttura” abbia avuto concreta e chiara attuazione, o se, invece risulti prevalente l’una o l’altra. Anticipando quanto si dirà con riferimento al Parco di S. Giuliano, avente superficie quasi doppia (74 ettari) e ultimato nel 2002, appare netta la massima valorizzazione degli elementi naturali e la riduzione delle strutture al minimo necessario per la buona funzionalità nel godimento del Parco.

















































































