La «laguna è il luogo ideale per uccidere. È vasta, piena di isole, isolette, barene, attracchi più o meno legali. A meno di non avere un gran colpo di fortuna, la laguna non ha testimoni a parte i gabbiani e qualche cormorano. La laguna, inoltre, sembrava carente di quell’invenzione meravigliosa per ogni poliziotto: le telecamere.».
La Laguna scenario perfetto per un delitto

Questa è la scena del delitto dove l’ispettrice Mirna Pagani, protagonista del romanzo giallo di Serena Cappellozza, Il valore delle cose (Palermo, Sellerio editore, 2025, p.26) si trova a dover indagare per risolvere l’assassinio del presidente della GoldSwim, un’azienda di punta del NordEst: Leone Bartoni, il cui cadavere, avvolto in un tappeto e con un vistoso foro alla tempia, è stato ritrovato, mutilato dai granchi blu, nelle acque delle valli a sud della Laguna di Venezia.
Un giallo classico, questo, che rispetta tutti i parametri del genere: un cadavere che compare addirittura nella prima riga, un’indagine serratissima con un’infinità di sospettati e altrettanti moventi plausibili a complicare la vita degli inquirenti, una soluzione sorprendente. Un giallo che propone due percorsi di lettura, però: non solo lo svelamento di quello che Carlo Lucarelli chiama “il mistero imperdonabile” e che ossessiona l’investigatore, ma anche e soprattutto il mondo di questo investigatore. Una donna che non è solo una poliziotta, ma anche una madre in ansia per il figlio adolescente, una figlia colma di rancore alle prese con i suoi fantasmi, le sue paure, con dei ricordi da mettere a fuoco, con degli amori complicati e una vita disordinata. Una donna che la vita ha reso rigida e poco empatica, ma che pian piano si rivela in tutta la sua fragile umanità, conquistando il lettore.
Una varietà di personaggi si aggirano in Laguna

Il titolo del libro prende spunto da una piccola mania di Mirna: l’abitudine, fin da giovanissima, di segnare in un’agendina il prezzo delle “cose”, seguito dal vero loro valore, che non sempre, anzi quasi mai, coincidono. Un esempio: la scatola di 10 sigari costosissimi (20.000 euro) che l’assassino ha rubato dopo l’omicidio, ritrovati abbandonati poco lontano. Che valore avevano per lui? Non sempre il prezzo equivale all’importanza che diamo a ciò che compriamo o abbiamo ottenuto.
I molti personaggi che popolano questa storia si muovono durante un ottobre caldissimo e rappresentano un’umanità preda di invidia, ipocrisia, rancori, odio, desideri di vendetta. Sono questi i sentimenti che possiedono i collaboratori e dipendenti della vittima e i suoi familiari: il vicepresidente dell’azienda, genero della vittima, sposato con la figliastra Lucrezia, una radical-chic dura e volitiva; la moglie di Bartoni, ex soubrette; il capocontabile, suo collaboratore da sempre, che custodisce molti segreti; una governante e un giardiniere che curano la villa dove si è consumato il delitto e che non convincono del tutto.
Leone Bartoni è un uomo descritto come «egocentrico, vanesio, megalomane, ma anche intelligente, generoso, fissato» e che poteva diventare, però, anche tirchio e cattivo all’occorrenza (p. 135). Ma tra i sentimenti c’è anche l’amore, un amore declinato in vario modo; ognuno ama a modo suo, un modo spesso distorto, malato, ma si tratta pur sempre di amore. E su questo sentimento indulge spesso l’autrice, che si interroga anche rispetto a sé stessa e alla sua storia di moglie e amante molto, molto complicata (p. 207) confrontandosi con il suo partner, l’agente Marco Angeli, forse unico personaggio davvero risolto e felice assieme al compagno Lucio, con il quale si sta per fidanzare ufficialmente.
Tra i tanti temi anche il degrado di Mestre e l’overtourismo di Venezia

Tra i temi sottotraccia si insinuano la crisi climatica, il degrado di Mestre e l’overtourism di Venezia, i movimenti animalisti, lo spionaggio industriale, lo spaccio di droga, la pandemia e le sue conseguenze soprattutto sui giovani.
Dopo molte false piste e indagini andate a vuoto, la soluzione arriverà, una soluzione che metterà a dura prova l’umanità dell’ispettrice Pagani che si troverà di fronte a un dramma umano degno del miglior Simenon. Ma la giustizia alla fine farà il suo corso? Per saperlo bisogna leggere il libro, che sarà presentato martedì 25 novembre alla libreria Il Giralibri, a Mestre, alle 18.30 (Calle Legrenzi).
L’autrice

Serena Cappellozza (1972), laureata in Lingue e Letterature straniere, insegna a Portogruaro. Il suo primo romanzo (Strada inferno, Eclissi editrice, 2023) ha catturato l’attenzione della critica. Il valore delle cose (Palermo, Sellerio editore, 2025) inaugura la serie di romanzi con protagonista Mirna Pagani.
Serena Cappellozza, Il valore delle cose, Palermo, Sellerio editore, 2025.


















































































Grazie di cuore per la bellissima recensione❤️
Grazie a lei per l’apprezzamento!