Una tela lunga quanto un campo da calcio, alta come un uomo, e capace di raccontare il mito greco con la forza dell’acqua: è “Hydor, il mito dell’acqua”, la mostra personale di Betty Vivian in corso a Treviso presso la sala Convegni di Ca’ dei Carraresi, ospite della Fondazione Cassamarca, visitabile gratuitamente fino al 30 novembre.
L’opera centrale di Betty Vivian

L’opera centrale, una tela continua inedita di 40 metri per 1,60, è un evento eccezionale per dimensioni e intensità. L’iniziativa nasce dall’invito dell’Associazione Ex Allievi del Liceo Canova, con il patrocinio della Fondazione Cassamarca e del Liceo Classico Antonio Canova, come contributo culturale alla città.
La kermesse si è aperta con il saluto del presidente della fondazione Cassamarca e dell’Associazione Ex Allievi del Liceo Canova, avvocato Luigi Garofalo, che ha fatto gli onori di casa, e della preside del Liceo Canova professoressa Mariarita Ventura. I ragazzi del Liceo hanno fatto letture dell’Odissea e di altri classici. La chiusura della cerimonia è stata affidata alla celebre e amatissima attrice e appassionata di arte e pittura, Mita Medici, ospite speciale dell’evento.
Perin introduce l’arte di Vivian

Profonda e coinvolgente la spiegazione dell’opera da parte dell’autrice e dello storico e critico d’arte Siro Perin: davanti a questa distesa pittorica, tutto comincia a scorrere, l’acqua diventa metafora della vita, della trasformazione, della memoria. Da Oceano e Teti fino a Ulisse, passando per Dafne, Aretusa, Narciso, le Nereidi, Scilla e Cariddi, ogni figura mitologica emerge e si dissolve in un paesaggio liquido, dove il blu, il turchese e il verde acqua si fondono in dissolvenze oniriche.
“Hydor” è un invito a lasciarsi trasportare dalla corrente del mito, a entrare nel movimento lento e infinito del mondo, dove ogni riflesso diventa eterno.
Dice la Vivian: “Vedere i ragazzi muoversi tra le onde di questa tela, ascoltare le loro domande, cogliere i loro sguardi stupiti, è per me la più autentica forma di riconoscimento. L’arte vive davvero solo quando incontra occhi nuovi.»
Architetto Vivian, da dove nasce l’idea di “Hydor”?

“Hydor nasce da un desiderio profondo di raccontare il mito greco attraverso il linguaggio dell’acqua. Volevo creare un’opera che non si guardasse soltanto, ma che si attraversasse. Una tela che scorresse come un fiume, dove ogni figura mitologica emergesse e si dissolvesse in un paesaggio onirico.”
Un’opera di dimensioni monumentali. Come ha reagito Treviso?



“Con grande generosità. La Fondazione Cassamarca ha accolto il progetto con entusiasmo, offrendomi uno spazio prestigioso come Ca’ dei Carraresi. È la prima volta che Treviso ospita un’opera pittorica di questa portata, e sento che la città ha risposto con curiosità e affetto.”
Vivian, si registrano centinaia di visitatori ogni giorno…



“Proprio così! Solo stamattina ho accompagnato più di cento persone, ed è stato un vero piacere. L’entusiasmo era contagioso: applausi, complimenti, e qualcuno mi ha persino chiesto se tengo corsi di pittura. Mi ha profondamente toccato. È in momenti come questi che sento tutta la generosità e la curiosità che animano questa città. Una gratificazione che va oltre il lavoro: è un abbraccio umano.”
Durante l’inaugurazione, gli studenti del Liceo Canova hanno letto l’Odissea. Che ruolo hanno avuto i giovani in questo progetto?

“Fondamentale. Grazie all’Associazione Ex Allievi e al progetto di alternanza scuola-lavoro, gli studenti del Liceo Classico Antonio Canova partecipano attivamente alla mostra. Credo profondamente che l’arte debba dialogare con le nuove generazioni: sono loro i custodi del futuro. Vederli muoversi tra le onde della tela, ascoltare le loro domande, cogliere i loro sguardi stupiti… è la forma più autentica di riconoscimento che un artista possa ricevere. E c’è un legame particolare che mi lega al Canova: ho proprio voluto dedicare la mostra al mio papà, ex canoviano, recentemente scomparso, che mi ha sempre sostenuto nella vita artistica.”
Vivian, un messaggio finale per chi visiterà “Hydor”?












“Lasciatevi trasportare. Come scriveva Eraclito, ‘non si può discendere due volte nello stesso fiume’. Eppure, davanti a ogni onda, riconosciamo la nostra forma che scorre. Hydor_ è un invito a entrare nel movimento lento e infinito del mondo, dove ogni riflesso diventa eterno.”
Chi è Betty Vivian

Betty Vivian, nata a Treviso, è architetto e artista. Fin da bambina si dedica al disegno e alla pittura, vincendo il suo primo concorso a sei anni. Dopo il Liceo Classico e gli studi in Architettura a Venezia, si forma artisticamente con Giò Ferrante e alla Scuola Internazionale di Illustrazione di Sarmede. Trasferitasi in Brasile con la famiglia, approfondisce la pittura con il Maestro Daniel Tavares, esperienza che segna profondamente la sua poetica. Oggi vive e insegna Arte a Treviso. Le sue opere sono state esposte in sedi prestigiose, tra cui la Biennale di Venezia, Art Dubai, San Paolo e Rio de Janeiro. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti








































































