Venezia è la città che tutti sognano di vedere almeno una volta nella vita; una città straordinaria dalla bellezza sorprendente sospesa com’è tra cielo ed acqua, nella quale le emozioni e la sorpresa si susseguono incalzanti e diventa difficile non esserne rapiti. Questa specialità si riduce a nulla quando si affrontano problemi comuni a molte altre realtà urbane, in cui flussi imponenti di turisti quotidianamente entrano ed escono dagli spazi, ristretti ed affollati, nei quali si mescolano visitatori affascinati e distratti, abitanti affrettati e innervositi, lavoratori pendolari in eterna lotta con gli orari ed i mezzi di trasporto. Il fascino della città, la sua inevitabile attrazione diventa allora terreno fertile per chi voglia approfittare di zaini e borsette portate senza cautele da persone la cui attenzione sia rapita dalla meraviglia che li circonda. Il fenomeno del rubare a turisti e passanti è presente da qualche lustro in tutti i centri storici italiani ma sta assumendo contorni di allarme sia per la sua regolarità e pervasività che per i toni sempre più accesi ed aggressivi dei suoi autori che, con arroganza e violenza non solo verbale, accampano diritti e tutele quasi rivendicando la legittimità della loro presenza.
Come rubare a Venezia

Gli autori di questi odiosi reati – i cui effetti psicologici e materiali sulla tranquillità delle vittime sono ben più gravi del danno materiale arrecato – sono spesso cittadini del Est Europa con prevalenza di giovani donne spesso minorenni, che giocano sulle alchimie dei rimbalzi giuridici per assicurarsi l’impunità.
Nel corso della loro attività possono essere compiuti diversi reati, dal furto con destrezza alla violenza privata, dalla violazione dell’ordine di allontanamento alla rapina impropria ed altri ancora, con la costante della continua presenza tra le calli ed i pontili veneziani alla ricerca della vittima di turno. Alcuni di loro sono ormai volti noti ai commercianti e residenti e sono in guerra aperta con i “cittadini non distratti” che quotidianamente ne contrastano la presenza anche pubblicando sui social i loro volti ed imprese, nella speranza di mettere in guardia le potenziali vittime.
Shakira, l’esempio

La più nota delle borseggiatrici è Shakira che ha trascorso la metà dei suoi 25 anni tra le calli veneziane, collezionando una sessantina di denunce di vario genere, per le quali però non risulta aver mai ricevuto condanne definitive che siano riuscite a fermarla.
Tra ripetuti arresti e violazioni delle diverse misure di prevenzione Shakira ha assunto quali una dimensione paradigmatica del fenomeno, rappresentandone le difficoltà e contraddizioni.
Rubare a Venezia? C’è anche chi la fa franca
A seguito dell’ennesimo arresto, il tribunale di Venezia l’ha appena condannata con rito abbreviato. Con la riduzione di pena di un terzo, ad un anno di reclusione per la violazione della misura di prevenzione dell’allontanamento da Venezia. Ossia non per la commissione di reati ma per non aver rispettato l’ordine del Tribunale di Prevenzione di non ritornare in città per due anni. Ordine che aveva violato venendo pertanto arrestata ai primi di agosto
Con la condanna di venerdì la giovane donna è tornata comunque libera. Con l’ordine di non entrare nella provincia di Venezia pena l’arresto per scontare la condanna. Effetto di una misura di prevenzione che, almeno sul piano teorico, potrebbe essere più efficace delle condanne penali, peraltro molto difficili e complicate.
Rubare a Venezia. Adesso le vittime rischiano la denuncia se filmano o fermano il ladro
Per il contrasto del fenomeno, oltre alla costante ed attenta attività di tutte le forze dell’ordine sostenute da cittadini sempre più stanchi della situazione, si sta cercando di realizzare un sistema combinato di misure giudiziarie e di polizia – tra le quali le misure di prevenzione del questore –. Che possano davvero incidere sul fenomeno, reso più aggressivo e complicato da varie riforme penali, la cosiddetta Cartabia in primis. Con le modifiche al Codice Penale introdotte nel 2022 – attraverso il decreto legislativo 150 Riforma Cartabia – si è stabilita la procedibilità a querela del furto. Rendendo nei fatti non perseguibile la maggior parte dei reati di questo genere commessi nelle città d’arte, anche per chi venga colto sul fatto.
Una città più ammirata che amata

La situazione ha assunto contorni di complessità e pervasività preoccupanti in tante parti del paese. Nella realtà veneziana fatta di un tessuto urbano estremamente delicato e complesso nel quale persone ed attività sono per forza di cose concentrate in spazi limitati con grandi flussi turistici, è arrivata a livelli di allarme. Per la quotidiana pacifica convivenza di persone ed attività economiche.
La necessità d’intervenire sulla gestione della sicurezza della città ha ormai anche questo aspetto, sempre più invadente ed odioso. Che aggiunge difficoltà ulteriori a chi vive in una città spesso più ammirata che amata.







































































