Tempi duri per l’overtourism, ovvero sovra-turismo, oppure turismo straccione. Fate voi. É quando una comunità, oppure un paesaggio ambito, tipo Dolomiti, o la Baia dei Faraglioni nel Gargano, viene preso d’assalto in maniera sproporzionata. Come al solito è stata Venezia, ad aprire le danze, con gli sportelli e i ticket a pagamento. Un gran polverone. Si parla addirittura di inquinamento turistico. 48 mila residenti circa, vengono presi d’assalto da oltre 6 milioni di arrivi, 13,5 milioni di presenze (dati 2024). Si calcola che negli ultimi 20 anni l’overtourism sia raddoppiato.
Overtourism e le sue implicazioni
Senza approfondire lo snaturamento abitativo. Oggi metà abitazioni del centro storico sono b&b, locazioni turistiche, seconde residenze. Chi ha contribuito a questa deformazione abitativa? I veneziani, desiderosi di facili profitti? Non possono certo essere dichiarati estranei. Comunque la lamentela dei residenti superstiti sembra per ora lo sport più diffuso. Le proposte politiche, lasciano il tempo che trovano. Tra destra e sinistra sembra tornare ai tempi del mitico Giorgio Gaber: la doccia é di sinistra, la vasca da bagno di destra. La locazione turistica gestita da un residente è di sinistra, il b&b di un “foresto” è di destra.


Far pagare 100 euro ad entrata, come propone il presidente dei commercianti di San Marco, Setrak Tokazhian, titolare di una gioielleria esclusiva, é poco democratico. Educare il turista, come sermoneggia Claudio Vernier, titolare della storica gelateria Al Todaro, in un seguitissimo dibattito su fb, é più di sinistra e nazionale-popolare.

Come profetizzava negli anni Ottanta il discusso assessore al Turismo, Augusto Salvadori, che si batteva contro i saccopelisti. Fu il primo in assoluto a parlare di ticket e numero chiuso ai tempi della giunta socialista di Mario Rigo.
Quali soluzioni all’Overtourism?

Le soluzioni sono complesse. Dare la colpa al sindaco di turno, sembra la scorciatoia più ovvia. Mi ha fatto riflettere la decisione in questi giorni del primo cittadino del piccolo comune ligure di Camogli, Giovanni Anelli (centro-destra) di proibire ai turisti di mangiare la popolare focaccia in strada. Mentre, poco più in là, il famoso Sentiero dell’amore delle Cinque Terre é doverosamente a numero chiuso. Nelle Dolomiti, a Seceda, un monte sopra Ortisei, massacrato dalle code di turisti, per un selfie sul gruppo fantastico delle Odle, un privato ha messo un tornello: 5 euro a transito. Gran clamore.
Venezia è una caso particolare anche per l’Overtourism

Nel sud, per esempio, all’isola di Capri, per gli sbarchi, da maggio a ottobre, é stato introdotto il numero chiuso. Per accedere alla spiaggia dei Conigli a Lampedusa, è obbligatoria la prenotazione on-line. Nella spiaggia La Pelosa, a Stintino in Sardegna, ticket di 3,5 euro a turista.
Chi ha soluzioni per l’over-tourism si faccia dunque avanti. Il centro storico di Venezia con i suoi due mila esercizi pubblici tra osterie, bar, vendita cicchetti, movida notturna, ha snaturato la normale vita dei residenti. Ho visto dei veneziani girare per il centro con una “bagolina” (bastone da passeggio) per spostare sdegnosamente i turisti che intralciano le calli. Diciamo che non é una soluzione democratica. Fenomeno collegato: la massiccia presenza (impunita) di borseggiatori. Solo la settimana scorsa le forze dell’ordine a San Marco hanno recuperato 140 portafogli vuoti. Cento malviventi sono stati denunciati (e subito liberati) tra cui una trentina di ragazzine sotto i 14 anni. Lady Pickpocket, al secolo Monica Poli, ha raggiunto un milione di follower nel mondo.
Ridiamoci su

Non ci resta che sdrammatizzare e ridere, come fa il celebre sito Venessia.com. “Il presidente dei borseggiatori e degli scattolettisti si lamenta: turisti troppi poveri. Ingresso a Venezia solo con portafoglio pieno”.
Anche questa é una soluzione politica.







































































