Non solo calcio, anzi. Lo sport italiano in questa estate 2025 si sta confermando a livelli d’eccellenza mondiale in almeno 5 discipline “minori” che poco hanno a che fare con il “folber” peraltro in crisi di risultati sia a livello di Nazionali che di club con due sole eccezioni nell’ultimo quadriennio: l’Europeo vinto dagli azzurri di Mancini a Londra nel 2021 e l’Europa League conquistata dall’Atalanta lo scorso anno. Tutto il resto sono state briciole.
Il calcio resta la gallina dalle uova d’oro nonostante i grandi risultati degli sport “minori”

Eppure dal pallone non si può prescindere visti i numeri dell’ultimo ReportCalcio diffusi nei giorni scorsi dalla Figc: l’italica pedata segna un + 5% di tesserati (saliti a un milione e mezzo a fine 2024) e soprattutto del +9,6% di impatto sul Pil nazionale con 12,4 miliardi di euro e 140.877 posti di lavoro creati. Insomma il calcio è una grande industria che garantisce un decimo del Prodotto interno lordo italiano. Più che un’industria è un sistema che va sicuramente migliorato, ma anche tutelato per consentire poi al Coni di investire in 3 settori fondamentali: promozione dell’attività sportiva, impiantistica e formazione di tecnici.
Sport “minori” ad altissimi livelli

A livello agonistico i risultati dicono che il Coni sta operando bene con discipline che primeggiano a livello mondiale: in primis il tennis, ma sicuramente anche la pallavolo, il basket (soprattutto a livello giovanile), l’atletica, il nuoto e la scherma. Se vogliamo anche gli sport invernali che fra pochi mesi vedranno la vetrina olimpica dei Giochi di Milano-Cortina con tanti azzurri protagonisti (e speriamo vincenti).
La cinquina al top

Fra le discipline dove il Tricolore sventola più in alto c’è da oltre un anno il tennis, di cui abbiamo più volte parlato e che non si limita al “fenomeno Sinner” e alle due Davis vinte dai maschi e alla Billie Jean King Cup femminile: abbiamo 3 italiani nella top 20 e ben 9 nei primi 100 Atp con addirittura 11 giocatori entrati nel tabellone principale di Wimbledon. Nessuna Nazione riesce neppure ad avvicinare questi numeri record.
Ma sono veramente sport “minori”?
A livello Top nel Mondo c’è anche il Volley femminile che dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 ha visto le azzurre di Julio Velasco dominare la Nation League (la terza vinta negli ultimi 4 anni) e l’Imoco Conegliano vincere tutto a livello di club. L’Italvolley femminile – forte di 29 successi consecutivi – è multietnica e invincibile, ma anche i maschi di Fefè De Giorgi sono la squadra da battere in ogni competizione internazionale.
Il movimento sta continuamente crescendo e appassiona sempre di più: in questa stagione la Serie A femminile ha portato nei palasport la bellezza di mezzo milione di spettatori e gli ascolti tv sono in costante aumento.
Quell’under 18 d’oro aspettando Poz

Del basket abbiamo scritto le scorse settimane dopo il trionfo europeo dell’Under 20 a Creta, c’è poi l’Under 18 maschile che sta facendo sognare i tifosi nella rassegna continentale in Serbia e le azzurre della Nazionale maggiore arrivate al bronzo europeo in Grecia.

Infine c’è il quintetto di Pozzecco pronto a giocarsi un ruolo di primo piano all’Eurobasket di fine agosto.
Nuoto tra gli sport “minori” dove eccelle il Nordest

E veniamo al nuoto che da 25 anni è un’autentica fucina di medaglie per l’Italia. Il quarto di secolo di successi è stato festeggiato ai Mondiali di Singapore proprio in questi giorni: fu infatti ad Atene 2000 che arrivò il primo oro olimpico con Domenico Fioravanti e da lì in vasca non ci siamo più fermati. Questa settimana, sempre nella rana, abbiamo celebrato il titolo mondiale di Simone Cerasuolo (peraltro simile a Sinner negli esordi sportivi: ha cominciato con il calcio dove era una vera promessa). Per finire ieri Chiara Pellacani: arriva il bronzo nel trampolino da 3 metri, è la sua terza medaglia nel Mondiale di Singapore.
In piscina il Veneto sforna campioni a ripetizione anche nel dopo Pellegrini (la Divina resta primatista di titoli mondiali con 11 medaglie) con il thienese Thomas Ceccon, oro olimpico 12 mesi fa nel dorso, che è la punta di diamante, ma una lunga schiera di giovani talentuosi alle sue spalle. La medaglia d’argento della staffetta 4×100 sl – davanti agli Usa – vedeva ai blocchi di partenza 3 veneti su 4 frazionisti: oltre a Thomas, infatti, hanno fatto l’impresa e polverizzato record l’altro vicentino Carlos D’Ambrosio e il cittadellese Manuel Frigo.
Anche la giovane atletica regala emozioni

Veniamo quindi all’atletica che celebra proprio in queste ore gli Assoluti a Caorle: dopo l’abbuffata di Tokyo 2021 con i tre storici ori olimpici (alto, 100 e staffetta 4×100), l’Italia ha confermato ottimi risultati anche Parigi 2024 e ora mette in vetrina alcuni giovani di ottime speranze: Furlani e Iapichino nel lungo maschile e femminile, la giovanissima sprinter Doualla, la mezzofondista Battocletti, il triplista Andy Diaz, il pesista Leo Fabbri, per finire con il giovane “erede” di Tamberi: Matteo Sioli fresco vincitore dell’alto agli Europei U23. Insomma una squadra davvero di vertice assoluto in Europa e fra le prime del Mondo.
La scherma non tradisce mai
Nella top 5 delle discipline sportive va inserita infine anche la scherma che ha appena concluso i Mondiali a Tbilisi in Georgia: l’Italia è terza nel medagliere finale dietro Francia e Usa. I due ori sono arrivati – a conferma di una leadership di tutto il movimento – nelle gare a squadre maschili di fioretto e sciabola. Meno performanti le ragazze e maluccio la terza “arma” (la spada), ma il settore scherma – con le grandi scuole del Nordest – resta un fiore all’occhiello del nostro sport.
Sport “minori” fuori stagione

Discorso a parte, e un po’ fuori stagione in verità, è quello relativo agli sport invernali con le Olimpiadi dietro l’angolo: Cortina è alle prese con problemi organizzativi (la viabilità in primis), ma dovrebbe arrivare all’appuntamento di febbraio con le carte in regola per non sfigurare. Difficile ipotizzare un gran numero di medaglie azzurre nelle discipline più “popolari” (sci alpino e fondo), ma senz’altro i nostri atleti e soprattutto le atlete – speriamo nel recupero della leonessa Brignone – non saranno soltanto comprimari.
Popolo di sportivi & pagelle


La conclusione è che lo sport in Italia è praticato sempre di più soprattutto per merito delle famiglie più sensibili e disposte a far praticare attività ai figli, ma in piccola parte diamo il giusto riconoscimento anche al mondo della scuola che – fra mille difficoltà – fa spesso da stimolo e indirizza i giovani allo sport.
Il 10 in pagella fra le discipline olimpiche se lo meritano oggi tennis e volley, un 8 pieno va assegnato a basket, nuoto e atletica, forse solo 7+ per la scherma e in attesa di valutazione le discipline invernali. Se dovessimo dare un voto al calcio sarebbe invece uno stiracchiato 5, fors’anche meno, ma il ruolo trainante per l’economia sportiva e il suo radicamento popolare, impongono di… sopportarlo anche per la prossima stagione. A proposito: fra soli 20 giorni si va a incominciare con la prima giornata di Serie A, ma per queste tre settimane di agosto godiamoci e celebriamo come meritano gli sport cosiddetti “minori”.
Nonostante gli ottimi risultati degli sport “minori” al Coni c’è maretta e si dimette Enrico Cataldi

Notizia che nessuno si aspettava. Il superprocuratore Coni si dimette nonostante Malagò stia facendo l’impossibile per farle ritirare. Ma Cataldi, già pronto a intervenire in grossi processi sportivi sembra irremovibile. «Una decisione – spiega Cataldi – frutto di un patto scellerato che vanifica il progetto di riforma della giustizia. Ma non me ne vado per questo: all’interno del Coni c’è una lobby potente, contraria al progetto di Malagò, che è arrivata ad ottenere un pronunciamento dell’avvocatura dello stato che giudica il mio ruolo incompatibile con la legge Madia (quella che vieta a chi ha una pensione statale di avere un ruolo dirigenziale retribuito, ndr) pur non essendo io un dirigente e pur godendo della carica da prima dell’applicazione della legge.
Malagò mi ha scongiurato di restare, perché sono in ballo procedimenti importanti anche nel calcio, col campionato alle porte. Ma non ci sono le condizioni. Sapevamo, io, il presidente e i miei sostituti, che la riforma avrebbe incontrato resistenze procurandoci molti nemici. Ma qui c’è un muro che si oppone a ogni cambiamento: la giustizia è e deve restare cosa delle federazioni e nessuno super partes deve poter metterci il naso. Ho passato la vita a lottare cercando di fare giustizia e seguendo casi difficilissimi, ora mi rendo conto nello sport l’impresa è superiore alle mie forze».








































































