Dalle colline della Marca di San Martino Colle Umberto dove si produce un ottimo e rinomato Prosecco alle colline toscane. Era stato invitato ad una cena con altri ex calciatori nella sua Marca Trevigiana per cenare assieme e ricordare quel meraviglioso calcio che non c’è più ma che non vogliamo affossare. Pin era stato intervistato per ben due volte da www.enordest.it (https://www.enordest.it/2023/02/26/celeste-pin-il-mio-perugia-di-pablito-e-castagner/ e https://www.enordest.it/2024/09/01/pin-con-eriksson-si-giocava-il-calcio-del-domani/ ).
Gli allenatori di Pin


Lo aveva fatto per ricordare due grandi allenatori che lo avevano allenato in due periodi diversi, entrambi innovatori, il trevigiano Ilario Castagner e lo svedese Sven Goran Eriksson. Era molto schietto nel parlare del passato, diretto, non usava far giri di parole.
Addio Pin

Celeste Pin ci ha lasciati. C’è ancora incredulità attorno a questa morte. Con i suoi riccioli ha dominato le aree di rigore. Un giorno scherzando gli dissi ciao bomber. Lui simpaticamente replicò: “forse ti stai sbagliando, io dovevo fermarli i bomber”. Da ragazzino tifava Milan perché come molti della sua generazione era incantato dalle giocate del Golden boy Gianni Rivera. Poi la Viola entrerà per sempre nel suo cuore.
La carriera di Pin

Aveva vestito le maglie di Perugia, Fiorentina, Verona e Siena. In serie A aveva totalizzato 263 partite di cui 200 in maglia viola (268 quelle totali). Aveva giocato con campioni del mondo come Antognoni, Graziani, Galli, Oriali, Paolo Rossi, Bertoni, Dunga, Massaro e Passarella. Con campioni come Roby Baggio, Socrates, Ramon Diaz e Pruzzo e con l’attuale allenatore della Fiorentina Stefano Pioli che l’altro giorno durante l’allenamento appena appresa la notizia della sua scomparsa ha schierato la squadra in cerchio per ricordare un compagno di tante battaglie.
L’esordio di Pin

Il suo esordio il 16 dicembre 1979 niente meno che contro la Juventus. Per la cronaca vittoria degli umbri con gol di Pablito. In difesa gli fa da “chioccia” un altro compianto grande difensore Alex Frosio. Celeste litigherà dopo un corner con Roberto Bettega (forse era un destino). Il litigio proseguirà un anno e mezzo dopo allo stadio comunale di Torino, ma con risvolti diversi (aula di tribunale) rispetto al semplice scambio di “complimenti” che avviene spesso nelle aree di rigore. Per nove anni indossò la casacca viola, arrivato nell’estate del 1982, prese il posto di uno dei più grandi e completi difensori del nostro calcio Pietro Vierchowod. Gli ultimi anni di carriera a Verona e Siena.
Ha marcato i più grandi attaccanti degli anni Ottanta

Platini, Altobelli, Pruzzo, Zico, Rossi, Maradona, Giordano, Serena e Rummenigge. C’era anche lui la notte della finale di Coppa Uefa tutta italiana persa dalla Viola contro la Juve a Torino. Era uno dei più furiosi con l’arbitro Soriano Aladren poi ribattezzato “Aladron” che in quella gara ne combinò di tutti i colori. A fine partita negli spogliatoi Celeste tuonò: “sono dei ladri. Casiraghi mi ha spinto prima di segnare”. Amava Firenze e Firenze lo amava. Ha continuato nel calcio seguendo i settori giovanili dei club fiorentini.
Dal Fiume ricorda Pin

A ricordarlo un ex centrocampista anche lui veneto, Paolo Dal Fiume che con Pin giocò a Perugia. “Un ragazzo tranquillo. Il classico stopper dal fisico prestante e dotato di discreta tecnica. Il suo curriculum parla chiaro dato che dopo Perugia andrà a Firenze non una piazza qualsiasi”. Dal Fiume di recente aveva incontrato Celeste Pin: “Un mese e mezzo fa per i festeggiamenti dei 120 anni dal calcio Perugia. Mi sembrava un po’ triste, nella vita ci sta, non sempre siamo al massimo. Sono ancora frastornato e non riesco a credere quanto è successo”.







































































