Si è appena concluso a Senigallia il 71° Raduno dei Dalmati Italiani nel Mondo, appuntamento annuale che riunisce i discendenti della comunità zaratina sparsi in Italia e oltre i confini. Una scelta di luogo non casuale: Senigallia, città adriatica, guarda di fronte a quella Zara perduta, simbolo di dolore ma anche di resistenza culturale e identitaria.
Il programma di Senigallia

Il programma ha visto una fitta sequenza di incontri e celebrazioni. Dal Comitato Direttivo all’Assemblea Generale, la vita dell’Associazione ha vissuto un passaggio significativo con l’ingresso nel Terzo Settore, che ha comportato l’aggiornamento dello Statuto storico, nuove denominazioni e la necessità di indire elezioni per il prossimo quadriennio. Un momento di rinnovamento, che segna la continuità di un sodalizio capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
La cultura dalmata

Ampio spazio è stato dedicato alla cultura dalmata, soprattutto alle opere letterarie che nel corso dell’anno hanno riportato l’attenzione sulla vicenda dell’esodo e sul dramma di una comunità dispersa. Momento particolarmente sentito è stata la Messa della domenica mattina, quando le ragazze del Madrinato Dalmatico hanno offerto al celebrante oggetti commemorativi dell’esodo, simboli tangibili delle sofferenze patite da generazioni ormai scomparse. Ma accanto al ricordo dei “veci” zaratini si fa strada l’impegno dei figli e dei nipoti, chiamati a raccogliere l’eredità di memoria e tradizione, in dialogo con la rinata Comunità Italiana di Zara.
Il premio Tommaseo

Non è mancato l’aspetto celebrativo. Il Premio Tommaseo che ha lo scopo di onorare persone – quali studiosi, scrittori, giornalisti, artisti e ricercatori – che si sono distinte nella valorizzazione della cultura dalmata, nella tutela della memoria storica dell’esodo e nella rappresentanza degli italiani di Dalmazia, è stato assegnato al professor Alberto Rizzi. Studioso delle terre dalmate, che ha accolto con gratitudine e commozione il riconoscimento.
A completare l’evento, momenti di grande partecipazione collettiva. La Fanfara dei Bersaglieri marchigiani, il consueto concerto pianistico eseguito dalle delicate mani di Toni Concina. Le offerte raccolte in sala sono a favore del Madrinato Dalmatico per la conservazione delle tombe italiane nel cimitero di Zara. E tutti gli incontri conviviali che da sempre rendono il raduno occasione di comunità e amicizia.
Il sindaco Concina


“Così continua il nostro amore per Zara”, ricorda Toni Concina, sindaco del Libero Comune di Zara in esilio. “Un amore che si rinnova ogni anno grazie alla dedizione di tanti volontari. E che, attraverso la cultura, la memoria e il legame intergenerazionale, mantiene viva la voce di una comunità che non vuole e non può dimenticare le proprie radici”.








































































La storia di un popolo è la storia di tutti i popoli! L’importante è “ voler ricordare”! Complimenti .
Dott. Alberto Sichel, grazie per questo articolo. Io abito nella provincia di Ancona, a due passi da Senigallia e non ho conosciuto questo evento. Mi padre era militare a Zara e da lì fu poi portato in Germania dopo l’8 settembre. Per molti anni, dopo la guerra, è tornato a Zara per rivedere i luoghi che ha amato. A casa abbiamo ancora tante cartoline spedite da Zara. Spero di poter partecipare al prossimo raduno in onore di mio padre Domenico Palmolella.
Grazie a lei per le bellissime parole e per il forte sentimento che trasmette alla comunità che sono certo la aspetterà con grande entusiasmo alla prossima edizione. Con stima. Alberto Sichel
Buonasera, il dott Concina, in qualità di sindaco del Libero Comune di Zara in esilio, desidera inserirla nella mailing list a voi dedicata. Se la farà piacere, non esiti a contattarmi. Cordialmente. Alberto Sichel