“Nessuna figura, eccetto quella di Cavour, può essere accostata al ruolo che Alcide De Gasperi ebbe nella costruzione dell’Italia contemporanea”. E’ questo l’inizio della “lectio magistralis” che Gianfranco Astori ha tenuto a Pieve Tesino (paesino natale del grande statista trentino) per ricordare la figura di uno dei padri fondatori dello Stato democratico italiano, Alcide De Gasperi, scomparso il 10 agosto del 1954. Presenti al palasport di Pieve oltre 500 persone.
L’omaggio della Fondazione

La lectio degasperiana 2025 è stata organizzata dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi diretta da Giuseppe Tognon. Astori che è stato Sottosegretario ai Beni Culturali e Ambientali in quattro passati governi, giornalista e attualmente primo Consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha parlato sul tema “Più di un partito. La Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi”.
Chi era De Gasperi

Lo statista cattolico nacque nel 1881 a Pieve Tesino, in Valsugana, quando questi territori appartenevano all’Austria-Ungheria. Fu anche deputato del Parlamento di Vienna, prima che il Trentino passasse definitivamente sotto l’Italia, e suo compito principale era quello di portare le richieste provenienti dalla sua terra natale, vale a dire il Tesino. In seguito, proseguì attivamente nel suo impegno politico fino a trovarsi a guidare il paese nel momento più difficile della storia italiana: subire il trattato di pace alla fine della seconda guerra mondiale, una guerra sconsiderata dai conseguenti effetti devastanti.
Il compito era assai arduo: si trattava di trasformare un Paese impaurito e arretrato, uscito dalla monarchia e da una dittatura, in una nazione moderna e autorevole guidata da una repubblica democratica che potesse dare stabilità all’Italia.
Le idee di De Gasperi oggetto di studio

L’idea di unire tutte le varie forze politiche già presenti durante la Resistenza e poi nel dopoguerra di dare vita a una maggioranza solida sotto l’egida di una democrazia “cristiana” dai valori liberali, fu audace e vincente. Ciò allo scopo di difendere la libertà del popolo da ogni possibile ed eventuale tirannide consacrandone i principi egualitari nella carta costituzionale.
Ma il pensiero degasperiano andava oltre i confini nazionali; lo statista infatti credeva in una Unione Europea concepita come una Federazione di Stati che non abolisse l’identità nazionale di ciascun Paese, ma sopratutto dotata di un proprio esercito del tutto indipendente dalla sovranità americana: idea assolutamente attuale e moderna.
La figlia ne ha sempre mantenuta viva la memoria

Lia De Gasperi, figlia del politico italiano e scomparsa tre mesi fa, ha sempre contribuito a mantenere viva la memoria del padre raccogliendone le memorie e i messaggi politici nel libro dal titolo “Memorie di una figlia” presentato alla stampa nel corso della Lectio degasperiana . Tra i presenti il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, l’ex ministro Mariastella Gelmini, l’ex presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai, lo storico Alberto Melloni e l’ex assessore regionale e parlamentare veneto Luigi D’Agrò.
La “lectio” di Astori durata più di un’ora è ricca di notizie, aneddoti e obiettivi del grande politico italiano che è stato pure tra i fondatori dell’Europa unita. Va ricordata anche la sua figura come giornalista. Una penna raffinata dove già si intravvedevano le capacità di un uomo in grado di costruire e di progettare. Purtroppo all’epoca erano più i “distruttori” che i “costruttori” . Intendiamo Costruttori di idee e progettualità
De Gasperi e la difesa della Costituzione

Nel corso della Lectio è stato sottolineato che “non fu mai uomo del Vaticano. De Gasperi e Papa Pio XII erano portatori di sensibilità diverse. Lo statista trentino doveva confrontarsi con una Chiesa in buona parte compromessa con il fascismo: “La dittatura aveva modificato lo Stato per gli italiani”. Nel 1946 a Torino disse: “per vent’anni il cittadino è diventato una figura. Noi gli vogliamo dare una personalità umana. Siamo impegnati a sradicare il fascismo”. In un’intervista al quotidiano “Il Messaggero” nel 1952 sottolineò: “è fondamentale applicare la Costituzione e proteggerla”.
All’uomo di Pieve Tesino non sfuggiva che “la storia dimostra che nessuna precauzione di ordine costituzionale potrebbe impedire l’avvento della tirannide. Se una attiva coscienza democratica non è operante nel popolo”. Per De Gasperi, difendere democrazia e libertà significava “applicare la Costituzione, difenderla contro i pericoli interni che la minacciano”.







































































