Per amore. Tutte le volte che incontro Anna Urbani De Gheltof, il suo sorriso, la timidezza meravigliata con cui guarda il mondo, penso alla passione che affida alle mani quando dipinge, tela dopo tela.
Ricordo i paesaggi dai finestrini di un treno in corsa, le Venezie minori che profumano di salso, l’esplosione cromatica dei giardini fioriti. Ogni emozione in quello sguardo, come essere nel cuore di una benedizione.
Una nuova personale per Anna Urbani De Gheltof




Oggi, che si è appena inaugurata – con la presentazione del critico Maurizio Favaretto – la sua nuova personale a Mestre, nel Palazzo della Provvederia, il miracolo si rinnova ancora una volta, e ha più che mai il sapore di una rinascita. Già il titolo dell’esposizione è significativo: Bellezza, Passione, Amore e Arte, una sintesi perfetta del percorso pittorico di Anna. Di più, del suo modo coerente (e fascinoso) di vedere la vita, godendone sempre, nella gioia e nel dolore: «Vedo Bellezza ovunque si posi il mio sguardo – dichiara – sia nell’angolo più incolto o in quello più curato (…) Vedo Bellezza fissando il mio sguardo in un altro, per raggiungerne l’anima e carpirne le emozioni più intense, più intime e profonde e svelarle, materializzandole, attraverso una molteplicità di forme e di colori, per concludere poi, alla fine, che sono, in realtà, sempre le mie».
Una mostra, questa, dedicata soprattutto ai ritratti femminili, alcuni molto recenti, altri più datati, e ad alcune piccole opere che si potrebbero definire lirico astratte. L’esposizione, che rientra nel palinsesto “Le Città in Festa” del Comune di Venezia, è organizzata dalla D’E.M. International Venice Art Gallery, in collaborazione con l’Oasi di Winofsk e la partnership di Associazione Veneziana Albergatori. La curatrice è la gallerista Elena Petras Duleba.
Vale sicuramente una visita, questa galleria introspettiva che Anna Urbani De Gheltof è riuscita a tessere, con la sensibilità pittorica che la contraddistingue. Sono una quarantina di opere di varie dimensioni, che consentono di valutare la continua sperimentazione dell’artista: i ritratti meno recenti evidenziano una modalità più lieve, un abbozzo a tratto corsivo, rapido, che privilegia la dolcezza dei soggetti ritratti; negli ultimi, realizzati in questo doloroso 2025, Anna acquisisce profondità.
Le donne




Gli sguardi delle sue splendide donne si fanno lontani, a tratti perduti in pensieri, ricordi, rimpianti. Uno su tutti, s’intitola Ti chiamerò Vittoria. È una teletta 40×50, dipinta nell’ultimo periodo, ed è emblematica nella sua semplicità formale: ad una grande, ben calibrata, profondità materica, si unisce una molteplicità di contenuti. C’è dolore nel profilo assorto, c’è una rosa assolutamente rossa a parlarci di futuri; ci sono paura e mistero. Questo va ben oltre la felicità del tratto, la gioia stillante del paesaggio.
Ci racconta la storia di un’artista che molto ha osservato, con amore, e molto ha trasposto nel proprio operare, senza copiare mai, mantenendo una cifra assolutamente personale. Con sincerità, e un certo coraggio, non seguendo le mode, mantenendo una propria integrità.
Le radici di Anna Urbani De Gheltof





Anna Urbani De Gheltof ha radici profonde nel territorio: è di origini padovane, ma ha vissuto moltissimi anni a Mestre; è stata insegnante di materie letterarie, per poi dedicarsi integralmente a dipingere: con passione, come ricorda il titolo di questa mostra; di più, si potrebbe affermare, con fede. Del resto, l’arte è sempre stata parte della sua vita: è stato lo zio, Giovanni Urbani De Gheltof, la prima guida. Un grande personaggio, già direttore a Mestre della Scuola d’Arte Napoleone Ticozzi, che ha partecipato a molte Biennali veneziane e ha realizzato, lavorando su commissione, numerose opere per Chiese ed Enti pubblici (suo è anche l’affresco sul soffitto del secondo piano della Provvederia che rappresenta proprio la città di Mestre).
«Guardo tanto» mi ha sempre detto Anna, e più che mai, questa volta, non si può che darle ragione. Soprattutto, guarda dentro, con commozione ed empatia. Sente sulla tela tutto il male e tutto il bene del mondo, ma il bene (che è speranza, come una rosa rossa appena sbocciata) vale di più.
Informazioni


Bellezza, Passione, Amore e Arte
Personale di Anna Urbani De Gheltof
Palazzo della Provvederia di Mestre (VE)
fino a Giovedì 31 Luglio 2025
Orari 10:00-12:00 / 16:00- 19:00







































































