Una folla entusiasta accoglie i Nomadi al Mirano Summer Festival, in un concerto che giovedì 10 luglio ha avvolto l’arena in pura magia. Braccia alzate e canti a squarciagola, il pubblico ha accompagnato la band dall’inizio alla fine. Nati nel 1963 all’interno del movimento beat italiano dal tastierista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio, nonostante la scomparsa del frontman Augusto nel 1992, sotto la guida di Beppe la band ha saputo rinnovarsi e ricompattarsi. Grazie a nuovi innesti, seguendo sempre la sua filosofia I Nomadi sono non solo una realtà consolidata della musica italiana, ma forse ancora di più sono la storia della musica italiana. Brani come “Dio è morto”, “Io vagabondo”, sono pilastri di una generazione che trasmette le loro canzoni da padre in figlio.
Più di 60 anni di Nomadi








A Mirano c’era il sold out con un pubblico di tutte le età che ha cantato e ballato su ogni nota. Non poteva mancare l’omaggio ad Augusto e il ricordo delle collaborazioni con Guccini. Sono i primi anni ’60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963 e il nome scelto è Nomadi, denominazione scelta un po’ per caso ma forse anche per destino! Sono passati più di 60 anni ma loro sono ancora lì: 80 concerti all’anno in tutta la Penisola con una media annuale di 1.000.000 di spettatori che comprendono bambini, genitori e nonni, creando così quello che si può definire il “ popolo nomade”. È la band più longeva in Italia e prima di loro, al mondo, solo i Rolling Stones.Il concerto a Mirano coincide con la chiusura dell’ultimo album dei Nomadi, “Live al Teatro dal Verme” che sarà disponibile in doppio CD da settembre. Un modo per festeggiare insieme al popolo nomade. A Mirano la folla impazzisce. Si parte subito con “Aironi Neri” per poi proseguire con le ultime canzoni e un’invocazione alla pace e al cessate il fuoco.
Una filosofia di vita








I Nomadi non cambiano il loro modo di essere, anche se la formazione ha spesso cambiato elementi, ma Carletti rimane l’anima di un gruppo che ormai fa parte della storia d’Italia. La band, che ha fatto della musica dal vivo la sua essenza e il suo motore creativo, propone così al pubblico un progetto carico di emozione, energia e verità. È il primo live con Juri Cilloni alla voce, che negli ultimi anni ha saputo raccogliere e rinnovare l’eredità storica del gruppo, e con la new entry Domenico Inguaggiato alla batteria, nuova forza ritmica che aggiunge freschezza e intensità al suono Nomadi.“Questo live è un viaggio emotivo che ci riporta al nostro habitat naturale: il palco,” dichiarano i Nomadi. “Siamo nati e cresciuti nei concerti, ed è lì che la nostra musica prende davvero vita. Farlo oggi, con una nuova energia e con un pubblico sempre al nostro fianco, è un dono.”
I Nomadi e il live












E Juri fa capire subito di che pasta è fatto. Il live e il palco sono la sua natura e sin dall’inizio incita il pubblico a cantare con loro. Scende con il microfono in mezzo alla folla; non si risparmia. Ha una carezza, un abbraccio, un sorriso per tutti. Sembra che i Nomadi prendano forza dall’energia che sprigiona chi li sente cantare. Non importa l’età, non importa il ceto sociale, tutti sanno le canzoni a memoria e quando Juri intona le canzoni che hanno reso famosa la banda già tra i ’60 e i ’70 l’intera Mirano canta a squarciagola. Canzoni che non hanno età, ancora attuali. Legati a un’Italia che ancora vuole essere protagonista con il sapore e il rumore del suo “Mediterraneo”. Per poi scendere nel “Paese delle favole” e ricordare la cieca furia nazista con “Auschwitz” o la voglia di scoprire il mondo di “Io vagabondo”. I Nomadi non lasciano nulla al caso. Le lacrime scendono appena intonano “Canzone per un’amica” e Juri ricorda a tutti che la strada è sempre quella, dritta, da percorrere a testa alta ma con attenzione perché il vero popolo nomade non si ferma nemmeno davanti alle difficoltà.
E Mirano li aspetta ancora








Una sera. È bastata una sera e Mirano è diventata la casa dei Nomadi. Una “Cartolina” da firmare e da appendere e conservare. Sono passati 12 anni dalla loro prima apparizione al Mirano Summer Festival. Ora il popolo nomade non vuole aspettarne altrettanti.







































































