È stato il World Architecture Festival dello scorso anno a prevedere le tendenze architettoniche del prossimo anno. Il 14 novembre a Miami, la cerimonia di premiazione ha individuato i progetti più promettenti dei prossimi mesi, in termini di design e di sostenibilità. Philippe Fouché, dello studio sudafricano SAOTA, ha fatto parte di una delegazione di eminenti architetti internazionali, chiamati a giudicare i progetti presentati in concorso. “L’architettura è una professione in cui la funzionalità senza tempo ha la precedenza sulle tendenze, tuttavia, uno sguardo ai nostri progetti attuali rivela idee che forse non avremmo esplorato dieci anni fa: la tecnologia, il 3D e la sostenibilità dei materiali stanno cambiando la professione. In generale, sembra che il settore si stia allontanando dall’enorme complessità per passare a progetti che creano un legame viscerale con gli utenti e raccontano storie avvincenti. L’architettura deve avere un’anima, non solo una geometria”.
Tra le tendenze i tetti in simbiosi con il paesaggio

Casa de Ondas, progettata da SAOTO e Ghost Architects è una casa vacanze in Svezia di 60 m2 ed è più spaziosa di quel che sembra a prima vista, grazie a un tetto molto particolare. “Il tetto, un tempo semplice elemento funzionale, è diventato un gesto architettonico espressivo, in perfetta armonia con l’ambiente e il clima”, spiega Philippe Fouché. “Riprendendo le caratteristiche del contesto, questi tetti creano silhouette singolari adattandosi alle condizioni ambientali: fanno ombra, gestiscono l’acqua o incorniciano la vista, spesso verso le cime delle montagne o le lussureggianti chiome degli alberi”.
Giardini pensili accessibili

“Un vigneto sopra le vigne, con vista sull’universo”, dice la tenuta Sauska nella popolare regione ungherese di Tokaj. Lo studio locale BORD ha progettato due edifici circolari dalla forma contemporanea e allo stesso tempo radicati nel territorio, grazie ai tetti verdi. Al di là del design, i tetti diventano uno spazio trasformato in spazi abitativi a sé stanti, alla maniera dei giardini pensili. “Questi tetti verdi offrono inerzia termica, aumento della biodiversità, gestione efficiente dell’acqua piovana e spazio abitativo aggiuntivo, trasformando ogni superficie orizzontale in un’opportunità per ripristinare il paesaggio e arricchire la vita quotidiana”.
Nuove tendenze: pareti massicce per aperture scultoree

Il premio Edificio dell’anno del World Architecture Festival 2025 è andato alla Chiesa del Santo Redentore e al Community Center Las Chumberas, progettati da Fernando Menis a La Laguna, in Spagna. Con il riscaldamento globale che accelera la ricerca di soluzioni termiche, gli architetti stanno intensificando la loro creatività per proporre progetti resistenti ed esteticamente gradevoli. “Nei climi caldi e aridi si stanno riscoprendo i vantaggi dell’inerzia termica”, spiega Philippe Fouché, “pareti spesse e solide assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano di notte, regolando naturalmente la temperatura interna”.
NYPD 40th progettata da BIG, Bjarke Ingels Group

Progettata dallo studio danese star BIG, questa struttura ospita la nuova stazione di polizia dell’altrettanto famoso NYPD, nel cuore del Bronx . “La facciata in calcestruzzo prefabbricato alterna finiture sabbiate e lucide, in contrasto con il vetro riflettente e la rete metallica dell’esterno”, affermano gli architetti. Il vetro, ampiamente favorito per diversi decenni per il suo carattere modernista, è stato relegato in secondo piano, a favore di materiali più efficienti, ottenendo involucri solidi e pareti dense, con le aperture come elementi chiave. “Queste aperture profonde creano transizioni sorprendenti tra interno ed esterno, controllando il guadagno solare e incorniciando viste specifiche e incanalando l’ingresso dell’aria. Lo spessore stesso della parete diventa uno spazio vitale, con panchine vicino alle finestre, nicchie e zone di transizione. Il risultato è un’architettura che si adatta al clima anziché affidarsi esclusivamente a sistemi meccanici, riducendo inoltre il consumo energetico”.
Tendenze legate alla natura. Il legno lamellare incrociato (CLT)

Costruita da SAOTA in Sudafrica, questa residenza in legno lamellare incrociato “offre una vista mozzafiato sull’oceano e sulla riserva naturale di Robberg. L’edificio è stato progettato come un padiglione lineare, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale”. Conosciuto in Italia anche come X-LAM, il legno lamellare incrociato è un pannello composto da diversi strati di legno (da tre a undici) incollati tra loro secondo uno schema incrociato.
L’obiettivo è quello di aumentare la rigidità del materiale e quindi di offrire migliori prestazioni costruttive, soprattutto in termini di altezza, pur rimanendo relativamente rispettoso dell’ambiente. “Il CLT rappresenta una scelta di materiale sostenibile e un metodo di costruzione che consente di realizzare geometrie complesse con un’impronta di carbonio ridotta. Fornisce calore e consistenza naturale, consentendo al contempo processi di costruzione più rapidi e puliti, particolarmente utili in ambienti naturali sensibili dove è essenziale ridurre al minimo il disturbo del sito e i tempi di costruzione”.
Ancora nuove tendenze legate all’ambiente: la terra cruda al centro delle finiture

L’edificio One, realizzato da SAOTA a Dakar, in Senegal, è caratterizzato da terra cruda locale. La scelta di questo materiale è legata anche alla volontà di ridurne l’impatto, sia ambientale sia visivo. La terra cruda non solo è efficiente dal punto di vista termico, ma si integra bene anche dal punto di vista visivo con la diversità delle tradizioni architettoniche locali. “Questo materiale è intrinsecamente legato al sito; è letteralmente ricavato dal terreno su cui poggia l’edificio, il che riduce la quantità di materiali portati in loco e i rifiuti trasportati fuori dal sito”, sottolinea Philippe Fouché.
Complessi alberghieri integrati nell’ambiente naturale

Immerse nella foresta di Dongmingshan, queste strutture alberghiere hanno la forma di timpani di pino. Sono state progettate da GLA (uno studio cinese) per adattarsi perfettamente al terreno, proteggere il suolo e tenere gli ospiti al sicuro dagli animali selvatici. Questa tendenza è anche un’estensione di un fenomeno sempre più diffuso: l’integrazione delle strutture alberghiere nel loro contesto, per ragioni ambientali e per una maggiore connessione con la natura. “L’architettura di questi resort si fonde armoniosamente con l’ambiente circostante, che si tratti di wadi desertici, bush africano o zone costiere”.
Queste tendenze architettoniche non intendono rivoluzionare il settore, ma piuttosto esplorare un ritorno alle tradizioni

“Sebbene queste idee possano sembrare contemporanee, sono in definitiva esplorazioni di principi architettonici fondamentali e ancestrali: riparo, materialità e legame con il paesaggio, affrontati con nuovi strumenti e una rinnovata responsabilità ambientale”, conclude Philippe Fouché.















































































