Un libro ha riaperto il dibattito: “Cento idee per Venezia”, un’analisi della realtà di Venezia e Mestre, ma anche in fondo della stessa Città Metropolitana, condotta dalla Fondazione Pellicani per capire cosa è accaduto adesso che il Duemila ha già 25 anni. Soprattutto per chiedersi cosa succederà? Cosa sarà della Venezia col centro storico intasato dall’over tourism e per contro la Mestre con i negozi chiusi in centro, Porto Marghera ridimensionato persino brutalmente rispetto al recente passato, la salvezza della città appesa al Mose che reggerà ancora qualche decennio.
Il calo di abitanti a Venezia e Mestre

E poi? Gli abitanti sono sempre di meno, ma pur sempre abbastanza per fare di Venezia e Mestre la città più grande del Veneto con una popolazione di oltre 250 mila persone. Un abitante su quattro ha più di 65 anni, uno su quattro è immigrato e lavora soprattutto nel turismo o a Porto Marghera. Ma devono vedersela con 30 milioni di visitatori, con 150 mila pendolari giornalieri. Numeri che fanno della sola Mestre la seconda città per presenze turistiche nella regione dopo Venezia!
Il dibattito su Venezia e Mestre

Ce n’è a sufficienza per aprire un dibattito sul futuro di Venezia e Mestre, per cercare di capire come diventerà la città e cosa ne sarà dei suoi abitanti. Dopo l’intervento di Nicola Pellicani, presidente della Fondazione che ha promosso il libro che ha dato il via al dibattito, e dopo Antonio Trampus, professore di Storia di Ca’ Foscari, e Maurizio Crovato, veneziano, giornalista, conosciuto volto della Rai, storico delle isole della Laguna, Marco Mestriner, veneziano classe 1990, laureato in Economia, manager nel settore privato e pubblico, presidente f.f. di Ater Venezia, Matteo Montagner, mestrino, classe 1985, project manager attivo in cybersecurity, IT governance, analisi dei processi e service design, adesso è il turno di Tommaso Santini, Ingegnere, nato a Venezia e cresciuto a Mestre. Manager di società private e pubbliche nei settori del real estate, della finanza e dello sviluppo economico. È fondatore dell’Associazione L736.
Poi Annalisa Bruni, Veneziana, per molti anni funzionaria alla Biblioteca nazionale Marciana. E’ sato poi il turno di Roberto Stevanato, 79 anni, già docente ordinario di Biochimica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, coniugato e padre di due figli impegnati all’estero. Mestrino originario, è da sempre in prima linea per la promozione socioculturale della città e la salvaguardia dei suoi aspetti storici, tradizionali e ambientali. È da tempo presidente del Centro Studi Storici di Mestre ed è autore e curatore di numerose pubblicazioni sulla storia della Città. Adesso è il turno di Ugo Bergamo, 74 anni, veneziano, politico italiano. È stato sindaco di Venezia dal 1990 al 1993 e senatore della Repubblica nella XIV legislatura.
Strategia e determinazione
Di Ugo Bergamo, 74 anni, veneziano, politico italiano. È stato sindaco di Venezia dal 1990 al 1993 e senatore della Repubblica nella XIV legislatura.

Venezia quasi a un punto di non ritorno

Venezia rischia di diventare una ex città mentre Mestre é una città incompiuta. Eppure entrambe hanno ancora enormi potenzialità.Venezia è drasticamente scesa sotto i 50.000 abitanti. Ormai la parola d’ordine e obbiettivo primario non è più purtroppo frenare l’esodo ma invertire l’andamento demografico di una popolazione sempre più anziana. O vinciamo la sfida di ripopolare Venezia o la città si estingue non a causa delle maree ma come comunità . Venezia non va difesa e salvaguardata come si fa in maniera nostalgica di un borgo antico ma come la piu importante città storica del futuro, una città a dimensione europea , moderna vivace e vitale in grado di valorizzare le sue bellezze artistiche e ambientali mantenendo il senso di comunità attrattiva anche per giovani a pieno titolo inserita nell’oggi e proiettata nel futuro.
Non si possono subire le trasformazioni urbane e sociali provocate da un turismo opprimente che ha sottratto gran parte delle disponibilità abitative alla residenza stabile ma bisogna guidarle . Solo rimettere sul mercato della residenza stabile minino 10.000 alloggi nei prossimi 10 anni , tornare ad almeno 80.000 abitanti entro lo stesso periodo , attrarre occasioni di lavoro qualificato in settori trainanti dell’imprenditoria privata, della ricerca , della finanza , delle istituzioni pubbliche nazionali ed europee , agevolare la vita dei veneziani anche garantendo una mobilità adeguata dedicata e una interconnessione veloce soprattutto con la vasta area metropolitana di Padova e Treviso ,offrire più servizi alle famiglie ai giovani e agli anziani può garantire reale sopravvivenza e futuro a Venezia .
Il ruolo di Mestre

Mestre deve diventare sede istituzionale e di riferimento reale della Città Metropolitana. Non può essere satellite di Venezia o parcheggio di turismo mordi e fuggi . Deve diventare città nel pieno senso della parola con una sua precisa identità e specialità in campo culturale , ambientale , occupazionale, abitativa, direzionale . Anche per Marghera si deve delineare una nuova stagione della “Città Giardino” , da simbolo del degrado , dell’abbandono e dell’insicurezza a testimone e protagonista di una efficace rigenerazione urbana per una ripresa industriale , portuale e occupazionale compatibile con un ambiente adeguatamente risanato e riqualificato . Mestre deve essere sempre di più città vitale, vivace e attrattiva in particolare per i giovani che possano scegliere di viverci trovando valide soluzioni abitative e lavoro qualificato . Deve essere frequentata e vissuta per l’essere città compiuta alla pari di Venezia e non meno delle altre città del Veneto.
Mestre e Venezia: due città sicuramente diverse, non antagoniste ma complementari le cui rispettive specialità e funzioni arricchiscono e valorizzano l’altra .L’essere due città in una , tenute insieme da una gronda lagunare di incomparabile bellezza e suggestione rispettata , riqualificata e rivitalizzata , risulterà più evidente e più utile una volta ottenuto lo Statuto Speciale per il territorio del Comune di Venezia che garantirà poteri autonomi e risorse autonome per affrontare le varie emergenze e garantire la ripresa e il rilancio di entrambe. Ci sono tutte le condizioni per fare di Mestre una città compiuta e di Venezia una città non solo con un grande passato ma con un ruolo significativo nell’Europa di oggi.















































































