L’Australia rinuncia a ospitare la sua prima partita della serie A italiana, Milan-Como. Dopo 280 milioni di dollari virtualmente generati dalla mediaticità della notizia nel mondo. Peccato, era una bella occasione di ricchezza facile, per la serie A. Saranno contenti i demagoghi, Xavier Jacobelli e molti altri. Servono soldi, per tornare la lega più ambita dai calciatori, per comprare stelle straniere a metà carriera, non a fine, come Modric e tanti altri. Quindi per arrivare a questo si può chiudere gli occhi sullo stadio non pieno a Ryahd, non serve fare gli schizzinosi, anzi ne arrivassero di soldi esotici. E adesso si può cercare denaro altrove.
Il precedente

Il precedente della lega volley costretta dagli arabi a rinviare la supercoppa, da settembre a fine febbraio, addirittura. In teoria l’Arabia Saudita ha ancora speranze di organizzarla, a Dammam, ma a due mesi dalla nuova data ancora non esistono certezze. Si erano verificati “buchi amministrativi”, inoltre non sono state rispettate scadenze da parte degli organizzatori sauditi, portando a un “pasticcio” logistico per i club italiani. Il rinvio comporta un tour de force per le squadre, che si trovano a dover affrontare impegni ravvicinati (mondiale per club e Coppa Italia).
I commenti sul perchè non si può giocare in Australia

Il commento del Governo della Western Australia e del Presidente della Lega Calcio Serie A sull’impossibilità di completare il progetto della partita Milan-Como a Perth:
• I piani per ospitare a Perth la prima partita di un Campionato europeo mai giocata fuori dai confini nazionali sono stati annullati di comune accordo.
• La decisione è stata presa a causa di sopraggiunte sanzioni calcistiche e condizioni onerose.
• L’offerta ha generato oltre 280 milioni di dollari in esposizione mediatica globale per il Western Australia.
I piani per ospitare a Perth la prima partita ufficiale di un Campionato europeo fuori dai confini nazionali sono stati annullati, in seguito all’accordo condiviso tra la Lega Calcio Serie A e il governo del Western Australia.
Il comunicato stampa

«Entrambe le parti- si legge – hanno preso questa decisione a causa dei rischi finanziari che non è stato possibile contenere, delle condizioni di approvazione onerose e delle complicazioni dell’ultimo minuto al di fuori del loro controllo». E ancora: «La partita proposta sarebbe stata la prima volta in cui una gara di Campionato europeo di alto livello, valevole per l’assegnazione di punti, sarebbe stata giocata al di fuori dei confini nazionali, rappresentando un’opportunità unica per la Western Australia di scrivere la storia del calcio internazionale».
Come spiega la nota «La proposta era stata approvata da tutte e 20 le Società della Lega Calcio Serie A, dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dall’Unione delle Associazioni Calcistiche Europee (UEFA). Tuttavia, le onerose condizioni aggiuntive imposte dalla Confederazione Asiatica di Calcio (AFC) per autorizzare il match non potevano essere soddisfatte senza rischi finanziari per il governo della Western Australia e per la Lega Calcio Serie A.
Governo e Lega hanno provato tutto per giocare in Australia

Il Governo e la Lega Calcio Serie A «hanno esplorato ogni opzione praticabile per portare lo storico incontro nell’Australia Occidentale. L’analisi della candidatura di Perth rivela che, da aprile, ha già generato oltre 280 milioni di dollari in termini di visibilità mediatica globale, con la città australiana ampiamente discussa dai principali media internazionali negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Italia, Indonesia e Francia.Il Cook Government rimane impegnato ad assicurarsi importanti eventi internazionali che apportino un ritorno economico allo Stato, contribuendo a diversificare l’economia e a promuovere i settori del turismo e dell’ospitalità nell’Australia Occidentale».
Si gioca a San Siro

La gara di Serie A inizialmente prevista l’8 febbraio a Perth verrà giocata a San Siro e recuperata alla prima data utile nel già fitto calendario di Serie A. Il match tra i rossoneri e la squadra di Fabregas era stato inizialmente programmato in Australia a causa dell’indisponibilità di San Siro che ospiterà la cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina.
Il ministro Abodi sul giocare in Australia: “Troppa leggerezza”

Il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha commentato la notizia al termine del Cdm: «Milan-Como? Le cose poi vanno come devono andare. Ne prendo atto, anche perché sono attore interessato e per certi versi so rispettare i ruoli, mi sento di rappresentare non solo l’interesse degli organizzatori ma anche e soprattutto gli interessi dei tifosi, una componente indispensabile, insostituibile, la ragione del successo del calcio. Il rispetto nei loro confronti non passa attraverso una dichiarazione di intenti ma per la trasformazione da intenti in fatti».
Il ministro ha poi aggiunto: «Capisco l’esigenza di internazionalizzazione, di incremento dei ricavi. Dobbiamo un po’ tutti dare ogni supporto perché si possano liberare risorse finanziare per mettere in condizione il calcio di esprimere tutto il potenziale. Questo è stato oggettivamente, si è buttato il cuore oltre l’ostacolo con una certa leggerezza». Abodi ha sottolineato che «prima di parlarne per mesi, partendo dall’origine dell’idea, forse bisognava partire per il soggetto finale che avrebbe dovuto porre delle condizioni. Quindi recuperiamo questa partita che non era certamente persa. Ho ricevuto anche messaggi di tifosi italiani in Australia in questi giorni, quindi nessuna polemica».
La dichiarazione del Sport and Recreation Minister, Rita Saffioti

“Il nostro Governo ha lavorato a stretto contatto con l’AC Milan e la Lega Calcio Serie A. Ed eravamo certi che questo primo evento mondiale avrebbe avuto luogo a Perth. È deludente, ma è la decisione giusta: non eravamo disposti a esporre la Western Australia a un livello di rischio inaccettabile. Questo progetto è stato preparato per 12 mesi. Abbiamo fatto tutto il possibile per portarlo a termine. Ma la politica calcistica, le questioni legali e la burocrazia sono stati un ostacolo. Non c’era un manuale da seguire, perché non era mai successo prima in nessuna parte del mondo. Abbiamo intrapreso questo progetto per gli enormi vantaggi economici che avrebbe portato al nostro Stato. E per il contributo che avrebbe dato alla crescita del calcio mondiale in Australia.
È importante sottolineare che non è stato effettuato alcun pagamento. E che il Western Australia non ha subito alcuna perdita in questo processo, poiché non è stato finalizzato alcun accordo. Sappiamo che negli ultimi sei mesi Perth è stata al centro dell’attenzione dei principali media mondiali e degli ambienti calcistici europei come mai prima d’ora. Il che rappresenta un’ottima visibilità per il nostro Stato e per la nostra reputazione per ospitare eventi di livello mondiale. Il nostro rapporto con la Lega Calcio Serie A e il Milan è più forte che mai. E desidero riconoscere la loro professionalità e la loro fiducia in Perth e nel Western Australia durante tutto questo processo”.
Il commento del Presidente di Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli

“Nonostante la Lega Calcio Serie A avesse seguito puntualmente e correttamente il complesso iter autorizzativo, durato diversi mesi, attraverso l’approvazione dei Club partecipanti, dell’Assemblea di Lega Calcio Serie A, del Consiglio Federale FIGC, dell’ UEFA Executive Committee, della Federazione Australiana, e avesse accettato perfino condizioni sportive assai poco condivisibili imposte dalla Asian Football Confederation (AFC), a fronte di un’escalation di ulteriori e inaccettabili richieste sopraggiunte nelle ultime ore da parte dell’AFC nei confronti della Federazione Australiana e di conseguenza del Governo della Western Australia e della Lega Calcio Serie A, è diventato impossibile disputare la partita Milan – Como a Perth il prossimo 8 febbraio.
Nell’esprimere rammarico per l’epilogo di questo progetto, continuiamo ad essere fermamente convinti che questa conclusione sia un’occasione persa nel progetto di crescita del calcio italiano a livello internazionale. Che priva peraltro i tantissimi tifosi della Serie A all’estero di vivere il sogno di assistere dal vivo a una partita della loro squadra del cuore”.
Ha collaborato Silvia Gilioli















































































