Peripezie a Mantova
E’ sempre emozionante ed emozionale, per noi, andare a fare domande in sala stampa, ovunque, qualunquemente. Allo stadio Danilo Martelli per Mantova – Spezia è stata soltanto la nostra terza volta, da accreditati, avevamo debuttato un anno fa, con la Salernitana, di pomeriggio, con un bel raccontone sul popolo granata. Di recente il Catanzaro, idem, con un regalo imprevisto, una bella multa, gratuita. Ovvero avevamo parcheggiato per la tangenziale o giù di lì, verso l’impianto, nessuno però ci ha detto che dalle 22,30 ci sarebbe stata la rimozione, addirittura.
Il comandante di serata ha chiamato la collega sul posto: “Manda via il carro attrezzi”. Il guidatore voleva a tutti i costi i 70 euro: “Non te ne vai se prima non paghi. Sennò ti porto via la macchina”. Casualmente era straniero, non è stato facile sottrarsi, pur avendo, appunto, l’ok del capopattuglia.
Peccato che il comando polizia municipale non abbiamo accettato le nostre istanze e non abbia voluto revocarci la contravvenzione.
A Mantova in ritardo
Torniamo a domenica, allora. Siamo arrivati tardi, entrando allo stadio proprio nel recupero, già sul 4-1.
Abbiamo filmato la curva Te, da fuori l’audio, già, dei cori più belli. E poi il deflusso, la festa della tifoseria virgiliana, rinfrancata dalle tre affermazioni di fila, con il ritorno in zona salvezza.
Gli allenatori
E’ stato un piacere interrogare gli allenatori, Davide Possanzini e Roberto Donadoni. Dell’ex milanista eravamo interlocutori privilegiati, a Parma e meno spesso al Bologna. E poi due gregari, il difensore Cella, miglior calciatore piacentino del momento, in assoluto, e Luca Vignali, spezzino in maglia bianca, come solo altri due, uno è Francesco Cassata, un piccolo fuoriclasse, per la categoria, già ammirato a Sassuolo e al Cittadella.
Ha collaborato Silvia Gilioli

















































































