Il trevigiano Paolo Ruffilli con il romanzo Fuochi di Lisbona (Passigli Editore) è il vincitore della 69° edizione del Premio Pisa di narrativa 2025, proclamato all’unanimità dalla giuria composta da Athos Bigongiali, Alberto Casadei, Concetta D’Angeli, Roberto Filippini, Lorenzo Greco, Giovanni Nardi.
Il premio Pisa

Il Premio Nazionale Letterario Pisa è una prestigiosa istituzione che ha tra i suoi fondatori personaggi come Leonida Répaci, Mario Soldati, Walter Pedullà, e che ha visto premiati per i loro romanzi scrittori come Alberto Moravia, Umberto Eco, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini. L’attenzione è sempre andata a un tipo di narrativa di qualità, di grande ricchezza di contenuti e di straordinario impegno stilistico. Cosa che di nuovo risalta nella scelta del romanzo di Ruffilli, “persuasiva opera di un autore, mosso, anche, dall’ammirazione per un grande autore del Novecento, Fernando Pessoa, scelto come coprotagonista della storia.
L’io narrante si muove sulle tracce dell’amato poeta nella città di lui, Lisbona, e qui si innesca una vicenda d’amore, parallela a quella vissuta da Pessoa stesso, di cui Ruffilli cita, da lui stesso tradotti, vari passaggi. Nel gioco del doppio amore/passione, ne scaturisce un’opera molto originale, nel suo percorso e nella sua struttura, nei suoi passaggi e nelle vicende raccontate, un testo, dunque, che riesce, in modo sorprendente, a porsi come felice narrazione con sensibili intuizioni poetiche”.
Ruffilli premiato per Fuochi di Lisbona

La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 22 novembre alle ore 17 presso la Sala delle Baleari del Comune di Pisa, in collaborazione con il Consiglio Regionale e a cura del Gruppo Artistico Letterario “La Soffitta”.
L’autore

Ruffilli, romagnolo da cinquant’anni a Treviso, insegnante di lettere nei licei, consulente editoriale, traduttore di lirici inglesi, curatore di volumi su Shakespeare e di studi sui grandi poeti tedeschi, ha scritto anche saggi su Ippolito Nievo e su Carlo Goldoni. Le sue poesie sono state tradotte in molte lingue, sono nelle maggiori antologie e il poeta ha un posto di rilievo nel “Meridiano” Mondadori sulla lirica italiana del secondo Novecento.
Dalla sua prima raccolta, “La quercia delle gazze”, al premio Montale, un lungo apprendistato che gli ha permesso di elaborare una sua cifra espressiva già sul finire degli Anni ’80 con “Piccola colazione”. I critici lo hanno inserito nel filone antilirico. E, come si vede, anche scrittore raffinato come dimostra il suo ultimo libro appena premiato.


















































































Evviva!