L’idrogeno verde (prodotto da fonti rinnovabili) come leva strategica per la decarbonizzazione dei trasporti pesanti e dell’industria. “L’evoluzione dell’idrogeno pulito, prospettive dalla produzione all’utilizzo nella mobilità e nell’industria”, è il titolo della conferenza internazionale, tenutasi il 29 ottobre scorso a Marghera e organizzata dall’azienda di autotrasporto e logistica Codognotto e da Venice Sustainability Foundation (VSF) all’interno del programma ufficiale della Biennale Sostenibilità 2025.
Le prospettive in Europa e nell’Area Alpina: accelerare il trasporto pubblico e merci alimentato a idrogeno

Evento conclusivo del progetto europeo H2MA – Hydrogen Mobility in the Alps, nell’ambito del Progetto Interreg h2ma Alpine Space, la conferenza ha presentato gli esiti di tre anni di lavoro per accelerare la creazione di infrastrutture per il trasporto pubblico e merci alimentato a idrogeno.
Obiettivo: riunire istituzioni, imprese e mondo della ricerca per condividere esperienze, risultati e prospettive di sviluppo dell’idrogeno in Europa e nell’area alpina, con un focus particolare sulle iniziative sul Veneto e su Venezia.
Tra i risultati principali: uno strumento di pianificazione condivisa delle stazioni di rifornimento, strategie pilota per corridoi transalpini e una roadmap per le Hydrogen Valley a supporto di investimenti e cooperazione tra territori.
Una sessione è stata dedicata alle iniziative sviluppate nella Città di Venezia e nel Veneto, che coinvolgono mobilità urbana, progetti nei porti e negli aeroporti, produzione locale di idrogeno e innovazioni nel trasporto sostenibile.
Il progetto europeo H2MA, cofinanziato dal programma Interreg Alpine Space

Il progetto europeo H2MA, cofinanziato dal programma Interreg Alpine Space, mira a promuovere la diffusione coordinata di infrastrutture per la mobilità a idrogeno verde nell’area alpina. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra autorità pubbliche, operatori industriali e centri di ricerca di sette Paesi europei (Italia, Austria, Germania, Francia, Slovenia, Svizzera e Liechtenstein) per progettare e testare percorsi a emissioni zero, migliorare la governance e attrarre investimenti e finanza verde.
Avviato nel novembre 2022 e della durata di tre anni, H2MA ha contribuito alla creazione di una rete alpina dell’idrogeno, integrando innovazione tecnologica, sostenibilità e cooperazione territoriale.
Il partenariato del progetto in rappresentanza di sette paesi europei
Il partenariato ha compreso: leader Energy Agency of Savinjska, Saleska and Koroska Region (Slovenia); BSC, Business Support Centre, Kranj (Slovenia); Eurométropole de Strasbourg (Francia); Fondazione Lombardia per l’Ambiente (Italia); Cluster Pôle Véhicule du Futur (Francia); Città metropolitana di Torino (Italia); Climate Partner Upper Rhine Valley (Germania); 4ward Energy Research Ltd (Austria); Regione Lombardia (Italia); Italian-German Chamber of Commerce Munich–Stuttgart; Codognotto Italia (Italia).
Abbiamo incontrato Luca Farina, project manager di VSF per l’area tematica Idrogeno.

Dottor Farina, quali sono le prospettive generali riguardo la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde nella mobilità e nell’industria?

La conferenza ha presentato i risultati del progetto H2MA, che ha definito un quadro condiviso tra industria, istituzioni e ricerca per favorire la diffusione dell’idrogeno verde nel territorio alpino. Gli obiettivi principali hanno riguardato la definizione di standard comuni, l’individuazione dei siti produttivi più idonei, lo sviluppo di infrastrutture di rifornimento e la promozione di progetti pilota per la mobilità sostenibile e i processi industriali “hard-to-abate”.
6- scenario globale
Una prima mappatura sulla filiera dell’idrogeno in Veneto è stata realizzata nel 2023, cosa era emerso?

La prima mappatura della filiera dell’idrogeno in Veneto, realizzata nel 2023, ha mostrato un settore in espansione, con imprese già attive in tutte le fasi della catena del valore: dalla produzione allo stoccaggio, fino al trasporto e alla distribuzione.
Oltre un terzo delle aziende risultava coinvolto o interessato a entrare nel mercato, segno di un interesse diffuso che toccava manifattura, logistica e mobilità.
Dallo studio risultava una crescente attenzione verso la produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili, spesso destinato all’autoconsumo, accompagnata da un progressivo rafforzamento delle competenze locali su tecnologie e infrastrutture. Allo stesso tempo, venivano evidenziate alcune criticità strutturali, come i costi elevati, la complessità dei processi autorizzativi e la necessità di potenziare formazione e accesso ai finanziamenti.
Il settore idrogeno è in continua evoluzione, si sta lavorando ad nuova mappatura?
È in previsione una nuova mappatura della filiera, prevista per il 2026, che terrà conto dei risultati raggiunti della prima e dell’evoluzione del mercato, aggiornando le priorità e definendo nuovi obiettivi per individuare l’attuale filiera regionale dell’idrogeno.
Quali sono gli obiettivi indicati dal Piano Energetico Regionale rispetto alla mobilità green?

Il Nuovo Piano Energetico Regionale (NPER) 2030 della Regione del Veneto traccia una visione ampia della transizione energetica, ponendo tra le sue priorità la decarbonizzazione dei trasporti e il rafforzamento della mobilità sostenibile. Il Piano riconosce il ruolo strategico dell’idrogeno come vettore energetico per i trasporti pesanti e pubblici, prevedendo investimenti mirati per favorirne la produzione e l’utilizzo, anche grazie ai progetti sostenuti dal PNRR e ad altri strumenti di finanza strutturata previsti dalla Regione.
Quali sono gli altri obiettivi individuati dal Piano Energetico Regionale?
Accanto all’idrogeno, il NPER promuove la diffusione delle comunità energetiche, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’efficientamento del sistema energetico regionale. Un’attenzione particolare è rivolta alla ZLS “Blue Gate” di Porto Marghera, individuata come polo energetico e industriale in grado di attrarre nuovi investimenti e progetti legati alla transizione verde.
Quali sono i vantaggi derivati dalla produzione di idrogeno verde?
L’idrogeno verde è una tecnologia a emissioni zero che consente di decarbonizzare i trasporti e i processi industriali più difficili da elettrificare, come raffinerie e industrie pesanti
Rappresenta inoltre un mezzo per immagazzinare e rendere disponibile energia rinnovabile, offrendo flessibilità alle reti energetiche e favorendo la sicurezza degli approvvigionamenti.
Dal punto di vista economico e sociale, l’idrogeno verde, tra le altre cose, può generare nuove filiere locali e promuovere sviluppo territoriale, come dimostrano le Hydrogen Valley,
Quali sono le difficoltà da superare a livello di tecnologie per l’idrogeno?

La produzione di idrogeno verde presenta ancora delle sfide aperte. Il processo di elettrolisi è molto energivoro e comporta costi superiori rispetto all’idrogeno prodotto da fonti fossili. Inoltre, la gestione, il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno serve progettare nuove infrastrutture, investire su tecnologie sicure e risolvere i problemi della dispersione del gas e dei consumi di acqua necessari per il ciclo produttivo
Quale può essere il ruolo della Hydrogen Valley veneta?
La Hydrogen Valley veneta, che ha base a Porto Marghera, si inserisce in un contesto industriale storico, che offre infrastrutture e competenze consolidate ma richiede al tempo stesso un’attenzione particolare alla gestione sostenibile. Questo scenario rappresenta una base favorevole per l’avvio di progetti sull’idrogeno, a condizione di garantire una pianificazione attenta alla sostenibilità ambientale e alla compatibilità con il delicato ecosistema laguna
Come pensate di supportare le piccole medie imprese (PMI) nello sviluppo di competenze relative alla produzione di idrogeno verde?

VSF agisce come volano per iniziative di sistema, creando tavoli di lavoro, focus group e analisi per individuare azioni concrete, supportare lo sviluppo di politiche sul territorio e delle filiere.
In questo ambito, l’idrogeno rappresenta un fattore ad alto valore aggiunto, capace di generare innovazione, formazione e nuove competenze nelle dimensioni ESG.
Quali prospettive si aprono per i trasporti locali alimentati a idrogeno?
Molte realtà del territorio hanno già avviato investimenti nella mobilità a idrogeno. Tra queste, AVM – azienda che gestisce il trasporto pubblico veneziano – ha acquistato 94 autobus a idrogeno, con consegna prevista entro il 2026.
A Porto Marghera Eni ha già attivato un distributore di idrogeno verde, si tratta di uno dei pochi presenti in Italia. Sono inoltre in fase di progettazione nuove iniziative per l’ampliamento delle stazioni di rifornimento dedicate.
Come si declina il contributo che VSF può dare alla transizione energetica nello scenario più ampio della riconversione green di Porto Marghera?

L’area tematica Idrogeno di VSF contribuisce in modo concreto al recupero ambientale ed economico di Porto Marghera, promuovendo la nascita di un polo dedicato all’idrogeno pulito e alle energie alternative.
L’obiettivo è favorire la riconversione sostenibile del sito industriale, stimolare la crescita di una filiera regionale dell’idrogeno e creare nuove opportunità di innovazione e occupazione qualificata.
Attraverso attività di coordinamento, ricerca e dialogo tra pubblico e privato, VSF sostiene la transizione energetica del territorio, generando un impatto positivo sull’intera regione. In questo quadro, la fondazione agisce come volano di collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca, orientando investimenti, competenze e progetti verso un modello di sviluppo più sostenibile

















































































