Dopo due anni di lavoro e 250 esperti coinvolti, verrà presentato il 25 ottobre a Mestre “Cento idee per Venezia” alla Fondazione Pellicani. Sarà una analisi meticolosa di come è cambiata la realtà veneziana, mestrina e insulare al primo quarto del 21esimo secolo. Sarà anche un modo per ri-pensare Venezia anche con il ricordo di chi tempo fa fu additato come visionario
Ma non é cambiato solo il Veneto o l’Italia. È cambiato il pianeta

Un esempio? Nel secolo scorso l’Unione europea, come numero di abitanti, era un quarto dell’intera umanità, oggi è solo un ventesimo. Sulla Terra, siamo quasi 8 miliardi, o forse li abbiamo già superati. L’Africa, appena sotto di noi, ha oggi una popolazione di 1,5 miliardi di individui. Nel 1947, secondo le stime Onu, contava appena 175 milioni di persone. Era un terzo dell’Europa di allora. Oggi gli africani sono più del doppio di tutti gli europei. Così, tanto per precisare.
Nicola Pellicani e il “suo” ri-pensare Venezia

Nicola Pellicani, giornalista ed ex parlamentare, direttore della stessa Fondazione, cita alcune emergenze locali che fanno riflettere: “L’over-tourism nel centro storico, i negozi chiusi a Mestre, la decadenza industriale di Porto Marghera, il Mose che tra una cinquantina d’anni sarà obsoleto. Occorre quindi pensare al futuro”, annota con preoccupazione.
Basta leggere uno dei protagonisti del ‘900, ovvero l’ingegner Eugenio Miozzi

Fu il progettista del ponte automobilistico trans lagunare e del mega parcheggio a Piazzale Roma del 1936. All’epoca il più grande d’Europa, in concorrenza con Londra e Parigi. Miozzi scrisse: “Venezia tra innovazione e tradizione 1931-1969”. Un libro da rileggere oggi. Come visione del futuro.
Il nuovo secolo ha visto la drastica diminuzione di abitanti in centro storico, ridotti di due terzi in quasi mezzo secolo. Porto Marghera aveva 40 mila lavoratori negli anni Settanta, tanto che il Gazzettino pubblicava la rubrica quotidiana: “Il Gazzettino dei 40 mila”, dedicata interamente agli operai. Era una invenzione del grande cronista mestrino Mario Rapisardi. Ora gli operai sono circa 10 mila, con maggioranza provenienti dall’Oriente.
Burano, tanto per restare in ambiente lagunare, contava 9 mila abitanti, oggi ridotti a circa 2 mila. Aveva un’economia florida con 825 pescatori e 700 merlettaie, 11 squeri di barche. Ma oggi comanda l’economia turistica e di sera l’isola sembra un deserto…ma colorato.
Un progetto per ri-pensare Venezia e attrarre nuovi residenti
Il progetto di Nicola Pellicani di ripensare la città parte dall’utopia di attrarre nuovi residenti, visto che un comune di 250 mila abitanti e 30 milioni di visitatori, conta un movimento di 150 mila pendolari al giorno. Lo studio insiste molto sull’autonomia amministrativa e il federalismo fiscale. Al triste dato del 25% della popolazione over 65, ecco che il 27%, soprattutto in terraferma, sono stranieri. I lavoratori bengalesi ormai sono ormai 9 mila. Gli stranieri europei 14 mila.
Tra le 100 idee per Venezia, ecco un piano casa in social housing per controbattere ai 2500 alloggi popolari inutilizzati, oppure usati diversamente. Nella ricerca si ripropone la piantumazione a Porto Marghera di 85 mila nuovi alberi, sparsi nel 2 mila ettari del territorio e l’idea, un po’ pazza, ma simpatica, di riproporre l’agricoltura urbana. Ultima considerazione sullo sviluppo portuale che oggi vede un movimento di 30 milioni di tonnellate di merci, è il terzo in Italia. E infine un sogno: la green economy. In fondo sognare non costa nulla.
I nostri antenati che già guardavano avanti a come ri-pensare Venezia

I nostri antenati e bis-nonni (Giuseppe Volpi, Piero Foscari, Vittorio Cini, Ruggero Revedin, Achille Gaggia, e altri..) erano più visionari di noi. Delinearono il futuro del territorio lagunare con la prima centrale elettrica italiana, la Sade, il primo polo chimico di Marghera (oltre cento anni fa era come parlare oggi di intelligenza artificiale…), la creazione della Biennale d’Arte, idea culturale planetaria, e la fondazione, nel 1932, della prima mostra internazionale del cinema. Francesi (Cannes), tedeschi (Berlino) e americani (Toronto) arrivarono molti ma molti anni dopo.
Sognare, ripetiamo, non costa nulla, in fondo Venezia è la più antica città del futuro. Appuntamento a Mestre il 25 ottobre alle 10.00 alla Fondazione Pellicani in Corte Legrenzi.
Se avete progetti, beh, presentateli.







































































