“Le cinéma est une invention sans avenir”, parola dei fratelli Lumière, che fortunatamente sbagliarono previsione. La macchina dei sogni è ancora qui a travolgere lo spettatore illuminando le oscurità del mondo. Le storie che nascono sul grande schermo non producono certezze, ma creano qualcosa di molto più essenziale per ogni navigatore visionario: il dubbio. Anche quest’anno la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia ci ha condotto al Lido per un appuntamento importante giunto alla XI edizione: Women in Cinema Award, evento organizzato all’Excelsior, Italian Pavilion Tropicana. Un premio al talento femminile nel cinema e nelle arti dedicato quest’anno ai bambini e alle bambine in stato di sofferenza, vittime di guerre, povertà e repressione.
Women in Cinema e Claudia Conte

Women in Cinema Award (WiCA) è ideato da Angela Prudenzi, Cristina Scognamillo e Claudia Conte che ne è anche testimonial e produttrice. Claudia Conte è l’immagine perfetta di questo evento, ha iniziato la carriera come attrice: fiction, film per il grande schermo, tournée teatrali. Il suo volto è legato a molteplici attività: conduttrice, opinionista, ideatrice di format Culturali e Sociali. Impegnata per i diritti umani e a sostegno delle donne. Attivista antimafia. Con Women in Cinema Award ha portato sul palco protagonisti assoluti, da Jane Campion a Liliana Cavani. Ogni anno WiCa premia testimoni capaci di rappresentare diverse culture e modi di narrare storie e personaggi. Particolare attenzione è rivolta anche a chi è impegnato in attività di rilevanza sociale.
“Sono orgogliosa che il Women in Cinema Award torni a Venezia – ha dichiarato – perché qui più che altrove si riconosce il valore del cinema come strumento di cambiamento. Dedicare questa edizione ai bambini che soffrono per guerre, povertà e repressione significa ribadire che la cultura e l’arte hanno il dovere di dare voce a chi non ce l’ha”.
Una voce per le donne e il tributo ad Armani

È un premio che parte dalle donne, supportate da un’Academy di prestigiose firme al femminile del giornalismo italiano. Nel corso degli anni ha dato voce alle donne turche e iraniane, a tutte le donne vittime di violenza. Autentica vetrina del panorama internazionale. Quanto mai importante quindi il tributo fatto durante l’82a edizione della Mostra verso i bambini e le bambine che vivono in questo momento gravi e drammatici conflitti, tra guerre e povertà.
L’apertura di Claudia è stata anche un doveroso tributo a Giorgio Armani. La notizia della sua scomparsa è arrivata proprio nel pomeriggio del 4 settembre suscitando grande emozione soprattutto nel mondo del cinema. La Biennale ha ricordato con affetto il genio italiano dell’arte della moda e dello stile. Proprio nel 1990 venne presentato alla mostra il documentario su Giorgio Armani: Made in Milan diretto da Martin Scorsese che in quell’anno presentava al Lido il suo capolavoro Goodfellas. Entrambi erano in Sala Grande alla cerimonia finale per la consegna del Leone d’oro alla carriera a Marcello Mastroianni. Tanti e indimenticabili i film con le creazioni di Armani, da American Gigolò, che segnò la fortuna di un giovane Richard Gere, a Gli intoccabili di Brian De Palma.
Il saluto di Alberto Barbera

Italian Pavilion Tropicana come sempre gremito per questa undicesima edizione di Women in Cinema Award aperta dai saluti di Alberto Barbera direttore artistico della Mostra. Parterre internazionale e grandi applausi per la regista e sceneggiatrice francese Julia Ducournau tra i premiati di quest’anno. Un’autrice visionaria il cui talento ha profondamente segnato il cinema dell’ultimo decennio, Palma d’oro al 74o Festival di Cannes con Titane, seconda regista donna dopo Jane Campion a conquistare il primo premio. Molto attesa al Lido perché è stata anche presidente della sezione Orizzonti 2025. Spirito libero e originale sperimentatrice, ha rivelato di aver scritto il suo Titane in una città che adora, Roma, a Villa Medici, gioiello rinascimentale sede dell’Accademia di Francia.
Women in Cinema premia Soldini

Siamo inclusive ha detto dal palco Claudia Conte nel presentare un protagonista maschile blasonato da Women in Cinema Award. La scelta dell’Academy non poteva che essere più condivisibile per la consegna del riconoscimento al regista Silvio Soldini, autore sensibile da sempre attento all’universo femminile, colto e raffinato, strepitoso autore di Pane e tulipani (a mio parere uno dei film più belli girati a Venezia). Nove David di Donatello, cinque Nastri d’argento, dieci Ciak d’oro, tre Premi Flaiano e numerose candidature. La vostra esistenza è stata importante per i miei film – ha confidato il regista.
Premiata anche Anna Foglietta

Women in Cinema Award ha premiato anche un’interprete eclettica e ricca di sfumature, Anna Foglietta. Attrice fortemente impegnata a favore delle donne e particolarmente dei bambini attraverso la fondazione Every Child Is My Child. Molto attiva contro la violenza sulle donne e in questo momento drammatico in prima fila con numerose iniziative a favore del popolo palestinese contro questo massacro. Si è presentata all’Excelsior indossando sulle spalle la kefiah, “Se il popolo di Gaza muore, muore l’umanità intera” ha dichiarato.
Women in Cinema riconosce il talento di Romana Maggiora Vergano

Tra i premiati 2025, unagiovane e già affermata interprete, molto amata dal cinema d’autore: Romana Maggiora Vergano, David di Donatello nel 2024 per il film Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini. Premio speciale alla Fondazione Francesca Rava impegnata a favore dei bambini che vivono in condizione di disagio, in occasione dei 25 anni di attività che sono stati molto importanti e ricchi di progetti.
Il premio e la sua storia

Women in Cinema Award è un evento realizzato con il sostegno del MiC Ministero della Cultura e dell’Audiovisivo – Direzione Generale per il Cinema. I premi sono costituiti da un’opera in argento, omaggio alle creatività delle donne, ideata e realizzata dal maestro orafo Michele Affidato.
Molti gli artisti premiati nel corso degli anni, come Ilaria Capua, Patty Pravo, Malika Ayane, Arisa, Elodie, Noemi, Sofia Raffaeli, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Milena Vukotic, Francesca Comencini.
Women in Cinema e il riconoscimento di Zaia

Il cinema è un’indiscussa forma d’arte che ha trovato forse la sua massima espressione tecnica proprio nei nostri tempi – ha sottolineato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia – ma è anche racconto e immagine della società e, quindi, un fondamentale mezzo di comunicazione, un veicolo ideale di messaggi che possono essere pungolo a profonde riflessioni soprattutto nella valorizzazione dei temi di diritti, parità, inclusività.
Per chi segue la Mostra di Venezia il nome di Giorgio Armani è imprescindibile e giustamente la Biennale gli ha dedicato grande spazio negli eventi di chiusura. Molti anni fa realizzai un’intervista con due cari amici in visita a Venezia, l’attore hollywoodiano James Mitchell e Albert Wolsky, costume designer leggendario. Due premi Oscar per All That Jazz di Bob Fosse e Bugsy di Barry Levinson con Warren Beatty e Annette Bening. Il film ottenne molte nomination e dato che i costumi di Albert erano meravigliosi, gli chiesi quale sua creazione indossava Annette Bening per l’occasione. La risposta fu eloquente: Armani.








































































Grazie Elisabetta mi hai aggiornato in un bel modo!