La scuola è il luogo dove si costruisce il futuro, e per farlo deve essere in costante evoluzione. L’innovazione didattica non è solo un’opzione, ma una necessità per rispondere alle sfide di un mondo in continuo cambiamento. Il Festival dell’Innovazione Scolastica 2025 si terrà a Valdobbiadene (Treviso) dal 5 al 7 settembre, confermandosi come uno degli appuntamenti più significativi per il rinnovamento della scuola italiana. La quinta edizione si focalizzerà sul tema “Promuovere e valutare le ‘non cognitive skills’”, ovvero le competenze socio-emotive come empatia, resilienza e collaborazione, fondamentali per la crescita integrale degli studenti.
Tecnologie emergenti, nuove metodologie e un approccio sempre più personalizzato all’insegnamento stanno trasformando il modo in cui studenti e docenti vivono l’esperienza scolastica. Ma l’innovazione non è solo una questione di strumenti digitali: significa anche ripensare gli spazi, i tempi e le relazioni educative, dando centralità alle competenze trasversali e alle esperienze concrete di apprendimento.
Festival dell’Innovazione Scolastica: un’edizione da record: oltre 200 scuole candidate

L’edizione 2025 ha già registrato un boom di partecipazione: oltre 200 scuole da tutta Italia hanno presentato la propria candidatura, a testimonianza dell’interesse crescente verso pratiche didattiche innovative. Tra queste, 70 istituti saranno selezionati dal Comitato Scientifico per partecipare all’evento, mentre altre scuole con progetti significativi potranno essere invitate direttamente. Un numero importante di adesioni, numeri record che fanno bene alla scuola, che si confronta e che si impone di essere attenta a nuove tematiche, oltre al digitale,
Il programma: tre giorni di confronto e ispirazione

Il Festival si svolgerà tra le colline del Prosecco, Patrimonio UNESCO, ecco il programma:
- Venerdì 5 settembre: accoglienza, attività dimostrative da parte di alcune scuole, seminario di apertura e serata conviviale con buffet e musica.
- Sabato 6 settembre: presentazione dei progetti innovativi da parte delle scuole selezionate, momenti di dialogo e confronto, visita guidata alle cantine e alle bellezze artistiche e naturalistiche di Valdobbiadene, e Cena di Gala con assegnazione dei premi “Bollicine della Scuola 2025”.
- Domenica 7 settembre: assemblea di confronto sui contenuti emersi, seminario di presentazione del tema del Festival e saluti finali.
Il ruolo della Scuola DIEFFE e la valorizzazione del territorio

La Scuola della Formazione Professionale DIEFFE di Valdobbiadene svolge un ruolo centrale nell’organizzazione e nella promozione del Festival. Allievi e docenti sono coinvolti nell’accoglienza degli ospiti, nell’organizzazione del brindisi e della degustazione dei prodotti del territorio, nella guida alle visite delle colline del Prosecco e delle cantine locali, e nell’evento clou: la Cena di Gala presso la sede della scuola, con menù a base di piatti tipici e abbinamenti con i migliori vini DOCG.
Festival dell’Innovazione Scolastica: un laboratorio di buone pratiche educative

Il Festival dell’Innovazione Scolastica si conferma come un laboratorio di buone pratiche educative, dove docenti, dirigenti scolastici e istituzioni si incontrano per condividere esperienze e progetti innovativi. L’evento rappresenta un’opportunità unica per riflettere sul futuro dell’educazione e per costruire insieme una scuola più inclusiva, creativa e attenta alle esigenze degli studenti. Il Festival dell’Innovazione Scolastica nasce proprio dalla volontà di valorizzare e diffondere le migliori pratiche educative sperimentate sul campo. È un’occasione unica di incontro e dialogo tra dirigenti e insegnanti di ogni ordine e grado, che stanno già provando nuove strade e mettendo in atto innovazioni coraggiose, spesso pionieristiche.
L’idea è quella di superare schemi tradizionali e dare voce a chi, con passione e dedizione, sperimenta nuove metodologie. L’evento, di portata nazionale, si propone di essere un vero e proprio spazio di condivisione, dove le scuole possono raccontare le proprie esperienze per ispirare e motivare il cambiamento.
Il Podcast del Festival dell’innovazione: le storie

A partire dall’edizione 2024, Edulia Treccani Scuola è diventata media partner del Festival, contribuendo a raccontare le esperienze di docenti e dirigenti scolastici che prendono parte all’iniziativa. L’edizione 2024 è stata protagonista di una puntata del podcast Scuola, che ha esplorato i progetti e le storie emerse durante il Festival.
Attraverso le voci dei partecipanti, il podcast ha messo in luce esperienze di grande impatto, che spaziano dalle metodologie STEAM alle orchestre scolastiche, fino ai progetti di solidarietà e riqualificazione urbana. Questo racconto rappresenta un’importante fonte di ispirazione per chi vuole trasformare le sfide educative in opportunità di crescita.
La proposta di legge: insegnare le competenze non cognitive

La Camera dei Deputati ha approvato a tal proposito il testo di una proposta di legge che ha come obiettivo quello di avviare attività didattiche di sviluppo delle competenze non cognitive (life skills), ossia quelle capacità umane e sociali che rendono lo studente capace di far fronte alle sfide della vita di tutti i giorni.
La proposta di legge prevede l’avvio di una sperimentazione nazionale triennale per attività didattiche finalizzate allo sviluppo di tali competenze che sarà contemporanea ad un’attività di formazione dei docenti. Non mancano le polemiche e le perplessità sull’iniziativa parlamentare: e da una parte si contesta che la strada sia già tracciata senza confronto, dall’altra si confida che la legge possa garantire una maggiore copertura rispetto a quei progetti che fino ad ora sono stati attivati sporadicamente e in base alla sensibilità di singoli.
Con l’espressione competenze non cognitive si indicano tutte le abilità umane e sociali non legate alla cognizione, ma necessarie per lo sviluppo.
Al pari delle cosiddette competenze trasversali permettono agli studenti di possedere capacità di gestione dello stress, empatia, problem solving, motivazione e proattività.
Si tratta di una serie di abilità psicologiche che consentono agli studenti di sviluppare un approccio positivo e funzionale a ogni ambito della vita quotidiana.
Non cognitive skills o Character skills, sono, dunque, le predisposizioni della personalità quali l’apertura mentale, la capacità di comunicare e di collaborare, e sono fondamentali per rendere gli studenti dei cittadini attivi della società.
Cosa tenere presente al Festival dell’innovazione

Tali competenze non cognitive sono ripartibili in tre aspetti dello studente che occorre tenere presenti:
- Il carattere: carattere e personalità degli studenti sono aspetti modificabili durante i percorsi formativi. Apertura mentale, consapevolezza e coscienziosità possono essere migliorati attraverso interventi educativi.
- L’atteggiamento: ottimistico e funzionale allo sviluppo di comportamenti positivi. Per lo studente significa essere in grado di sapere cosa si potrà attivare in caso di sviluppo di determinate competenze umane. Questo fornirà la giusta motivazione a fare.
- La motivazione: che consiste nella capacità di sapersi motivare sulle sfide della quotidianità, ovvero essere in grado di trovare la motivazione dentro di sé e non solo attraverso premi o punizioni.
Competenze non cognitive: come svilupparle

Per sviluppare e rafforzare le competenze non cognitive è importante cominciare a insegnarle sin dai primi anni di sviluppo, ossia già a partire dalla scuola dell’infanzia, ricorrendo a strumenti come ad esempio laboratori e giochi.
Le attività ludiche e laboratoriali permettono agli studenti di entrare in contatto con i propri pari e di sviluppare empatia divertendosi.
Nella scuola primaria, invece, gli insegnanti possono integrare percorsi di sviluppo delle competenze non cognitive con l’insegnamento delle tradizionali discipline.
Ma le non cognitive skills possono essere sviluppate anche fuori dall’ambiente scolastico attraverso il supporto dei genitori, con lo scopo di stabilire una continuità degli studenti ad acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità, anche in un contesto familiare e non didattico.
Orientamento e competenze non cognitive nel Festival dell’innovazione scolastica

La sfida della scuola italiana è da tempo quella di innovare l’azione didattica anche e soprattutto con lo scopo di contrastare il problema dei giovani che non studiano, non lavorano e non si formano (NEET) – l’Italia è prima in Europa – e dell’abbandono scolastico, con numeri che purtroppo, secondo gli ultimi dati ISTAT, sono sempre più in crescita.
Orientare gli studenti significa sostenerli a compiere scelte consapevoli di istruzione e formazione che possano cambiare il loro futuro, anche attraverso l’insegnamento di capacità umane necessarie al vivere collettivo.
In questo caso, la formazione e l’aggiornamento dei docenti in materia di orientamento diventa un passaggio fondamentale, per cominciare già a scuola a parlare di futuro, e per imparare a vivere il mondo al di fuori del contesto scolastico. Già da tempo numerosi psicologi, educatori, orientatori e insegnanti operano nelle scuole utilizzando metodologie che consentono a bambini e ragazzi di apprendere e contemporaneamente crescere come individui.







































































