Misure di sostegno all’apertura di nuove imprese (soprattutto per i giovani) e nuovi percorsi di inserimento lavorativo a breve, medio e soprattutto lungo termine. (Confapi Venezia): “Aziende in calo sono un campanello d’allarme, ci vogliono incentivi all’apertura di partite iva”. Sono questi gli interventi che il Presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel, sottopone all’attenzione dell’opinione pubblica una volta analizzati i dati dell’ultimo Bollettino socio-economico (Inverno 2026) redatto dall’ Ufficio di Statistica della Regione del Veneto.
L’analisi del Bollettino

L’analisi consente di inquadrare diversi andamenti, tra cui quello anagrafico: in Veneto – secondo il Bollettino – una persona su quattro ha più di 65 anni. Scende anche il numero delle imprese rispetto a 12 mesi fa.
Le parole di Zecchinel

«I dati che emergono dal Bollettino socio-economico del Veneto – commenta Marco Zecchinel, Presidente di Confapi Venezia – ci inducono a fare molteplici riflessioni su temi specifici nei confronti dei quali, come Associazione di rappresentanza, siamo molto sensibili da anni. A cominciare da quello relativo alla demografia, con il calo delle nascite che in prospettiva vuol dire meno lavoratori nelle aziende.
Ci vogliono percorsi di inserimento a breve, medio e lungo termine per sopperire a un peggioramento che ormai, per il nostro Paese, è diventato cronico. Come Associazione stiamo lavorando a percorsi di inserimento per lavoratori stranieri, ai quali, oltre ai corsi di lingua italiana, creiamo appositamente tirocini a scopo inserimento con le nostre aziende associate.
Occupazione e imprese

In Veneto nel terzo trimestre del 2025 il tasso di disoccupazione è quasi la metà rispetto alla media italiana (3,1% contro il 5,8% nazionale), così come il tasso di occupazione è maggiore (69% contro il 62,5%). Numeri positivi ma che registrano rispetto all’anno precedente una diminuzione delle lavoratrici occupate e un aumento dell’1,4% degli inattivi. I dati segnalano anche una riduzione dell’1% del numero di imprese venete, che arrivano a quota 414 mila unità, ovvero l’8,2% di quelle italiane. Di queste, calano del -3,4% le attività del commercio, del -2,5% quelle operanti in agricoltura e del -2,3% quelle industriali, mentre crescono le attività finanziarie (+5,4%).
Zecchinel analizza il bollettino e spinge per le start up e per i giovani

«Non dobbiamo sottovalutare – continua Zecchinel – l’aspetto del calo del numero delle aziende: su questo urgono misure di incentivo all’apertura di partite IVA (soprattutto per le giovani generazioni), con minore impatto della tassazione e strumenti di agevolazione, soprattutto per giovani e start up.
Da non sottovalutare, infine, l’export. Le ripercussioni di quanto sta accadendo in giro per il mondo – conclude il Presidente di Confapi Venezia– si sente molto nelle nostre piccole e medie imprese che vendono i propri prodotti all’estero. Ci auguriamo che l’attesa de-escalation promessa porti i suoi frutti il prima possibile, al netto dei recenti nuovi conflitti che aggravano una situazione già alquanto precaria e destabilizzante».
Export: si sentono le tensioni geopolitiche

L’anno appena concluso è stato contrassegnato da continue tensioni geopolitiche e commerciali che hanno inciso sull’export veneto in misura maggiore rispetto ad altri territori italiani, portando nei primi nove mesi dell’anno ad una contrazione del -0,6%, causata soprattutto dalla flessione delle esportazioni verso Regno Unito (-20,8%) e Stati Uniti d’America (-5,9%), solo parzialmente compensata dallo sviluppo di nuovi mercati, come Spagna (+5,4%), Polonia (+4%) ed Emirati Arabi Uniti (+1,7%), e mercati già consolidati come Francia (+1,9% e Germania (+1,4%).







































































