Aprile è un mese significativo per chi ama il mondo dei libri. Il 23 si celebra la Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore voluta dall’UNESCO nel 1995 per promuovere la lettura e la proprietà intellettuale. Non è casuale la scelta della data perché il 23 aprile segna la scomparsa di tre grandi scrittori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare, Garcilaso de la Vega. Per la cronaca sarà il Marocco ad aprire ufficialmente le celebrazioni con la sua città più importante, Rabat, designata Capitale mondiale del libro 2026.
In attesa di questo appuntamento andiamo alla Lovat

A scoprire quali sono i titoli più amati della settimana con la classifica come sempre elaborata dalla nostra Libreria Lovat che puntualmente delinea l’orientamento del pubblico. Due sedi fantastiche: Villorba (Treviso) e Trieste, luoghid’incontro con gli autori e le anticipazioni letterarie.
Ecco il medagliere tra conferme e novità
- De Giovanni – Figli per i bastardi di Pizzofalcone – Einaudi
- Pera Toons – Il gioco delle risate – Tunuè
- Malaguti – Sentieri partigiani – Einaudi
- Kingsley – Mezzanotte a Parigi – Newton & Compton
- Luna – Qualcosa è andato storto – Solferino
- Pitzorno – La sonnambula – Bompiani
- Wink – La legge di Yellowstone – Neri Pozza
- Ammaniti – Il custode – Einaudi
- Montanaro – Il fuoco di Venezia – Feltrinelli
- Bussi – Le ombre del mondo – E/O
I bastardi guidano la classifica questa settimana

Sempre ai vertici dell’interesse lo scrittore Maurizio de Giovanni: Figli per i Bastardi di Pizzofalcone (Einaudi). Al centro del suo nuovo romanzo un incidente stradale. In una calda notte di luglio un uomo viene investito. Il pirata della strada fugge facendo perdere le sue tracce. Una donna insonne sente il tonfo causato dall’impatto. Il caso si trasforma subito in un grande mistero dato che la vittima è un medico patologo molto noto. Perché si trovava in quella zona a notte inoltrata? Qualcuno lo voleva uccidere? Decisamente complicata la nuova indagine per i Bastardi. Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958. La bellezza inquieta della città è sempre al centro dei suoi romanzi tradotti in tutto il mondo. Una costellazione di personaggi evidenziati con successo anche da adattamenti televisivi e cinematografici. Ecco come definisce la sua terra: Napoli è l’unica città che lascia il segno. È impossibile dimenticarla. Indubbiamente lo scrittore ha la capacità di trasmettere al lettore il fascino di un luogo universale. Vale la pena citare Jean Cocteau che per convincere l’amico Pablo Picasso a raggiungerlo nella città partenopea gli scrisse: A Roma c’è il papa, ma a Napoli c’è Dio.
In procinto di celebrare il 25 Aprile, nelle librerie ritroviamo un testo che da parecchie settimane sta coinvolgendo un pubblico molto vasto

Torna nel medagliere un protagonista delle classifiche, Paolo Malaguti: Sentieri partigiani (Einaudi). Lo scrittore di Monselice è docente di Lettere a Bassano del Grappa. È stato finalista al Premio Strega 2016 con La reliquia di Costantinopoli e più volte nella graduatoria dei libri più venduti. Citiamo due titoli: Il Moro della cima e Fumana. Il nuovo romanzo è un diario di viaggio nei luoghi della Resistenza. Memoria delle lotte partigiane attraverso una salita in bicicletta sul Monte Grappa, tra silenzi, immagini, sensazioni dal grande impatto emotivo. La storia è anche un luogo geografico nel quale l’autore descrive i monumenti partigiani del Grappa e le lapidi commemorative dimenticate. Un percorso che dallo struggente Viale dei Martiri a Bassano del Grappa dove furono impiccati tanti giovani partigiani, ci porta sino a Milano a Piazzale Loreto. Paolo Malaguti con la sua bicicletta e la fatica del pedalare, esamina il sentiero seguendo le orme di grandi scrittori come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Luigi Meneghello. CI invita a conoscere un momento basilare della nostra storia andando oltre le celebrazioni. Trasforma sapientemente i monumenti dedicati alla lotta partigiana in una esperienza viva, da raccontare e trasmettere alle nuove generazioni.
Un ladro galantuomo si aggira nella notte popolata di enigmi, danzatrici e inestimabili tesori

Uscito a marzo in libreria è già al centro dell’attenzione l’ultima avventura di Felicia Kingsley: Mezzanotte a Parigi (Newton & Compton). L’autrice modenese classe 1987, alterna la sua professione di architetto con la scrittura. Definita la regina italiana del “romance” è sempre in testa alle classifiche grazie alla narrazione suggestiva e ai personaggi creati, come Nick Montecristo. Scrive sotto pseudonimo. Ha rivelato che Felicia è un nome simile al suo, di buon auspicio e augurio di felicità. Kingsley è un cognome che ha utilizzato spesso per alcuni suoi personaggi.
“Come i social network e l’intelligenza artificiale ci hanno rubato il futuro”

Questo il sottotitolo del saggio di Riccardo Luna, una delle novità più interessanti della classifica: Qualcosa è andato storto (Solferino). L’autore analizza la storia della Silicon Valley, dai tempi d’oro della tecnologia che sembrava nata a servizio dell’umanità, sino all’accordo “Trump – Big Tech” uno scenario che comprende intelligenza artificiale, energia e deregolamentazione. Elemento significativo il focus sui terribili bombardamenti di Gaza portati alla luce in gran parte dai social che sono riusciti a sconfiggere la censura avviando una mobilitazione planetaria, una nota di speranza nel mondo della comunicazione. Nato a Roma nel 1965, Riccardo Luna è un autorevole giornalista, esperto di innovazione tecnologia e sostenibilità. È stato direttore di Wired, il Digital Champion del governo presso la UE. Ha collaborato per lungo tempo con la Repubblica e dal 2025 è una firma del Corriere della Sera.
“Per essere pieno inverno, era una notte tiepida, il cielo pulsava di galassie e treni di satelliti e la bici scivolava via veloce”

Questo splendido inizio ci porterà sul lato oscuro della storia. Il romanzo d’amore più pauroso di Niccolò Ammaniti, così l’ha definito la critica, sempre tra i primi dieci titoli amati dal pubblico: Il custode (Einaudi). Lo scrittore è da tempo una firma internazionale tradotta in numerosi paesi. Premio Strega nel 2007 con il romanzo Come Dio comanda diventato un film di Gabriele Salvatores che ha girato anche Io non ho paura, tratto sempre da un suo libro,due David di Donatello.Quali segreti si celano nel suo ultimo romanzo? La storia si snoda in un paesino della Sicilia, protagonista un adolescente partecipe di un antico e terribile segreto.
Fuoco nella città d’acqua, una storia che nasce nella Fornace dell’Est

Prosegue l’avventura letteraria di Giovanni Montanaro: Il fuoco di Venezia (Feltrinelli) uno dei titoli più avvincenti di queste ultime settimane. Scrittore e avvocato nato a Venezia nel 1983, ha dedicato il suo nuovo romanzo al prodigioso legame della città lagunare con il fuoco, elemento che oltre all’acqua ne ha sempre contraddistinto l’essenza. Montanaro ambienta la sua storia in un luogo che non è mai esistito: la Fornace dell’Est. Scenario evocativo perfetto per narrare le vicende di una donna che gestisce l’attività nell’Isola del vetro dominata da un mondo prettamente maschile. Giovanni Montanaro conosce molto bene la realtà di Murano che ha cominciato a frequentare sin da bambino con le visite alle fornaci. Per gli amanti di Hans Christian Andersen citiamo un altro suo romanzo, Come una sirena, storia inaspettata dello scrittore e poeta danese reso indimenticabile dalle sue fiabe e che per la cronaca nasceva proprio in aprile.
Come possiamo illuminare il lato oscuro della Terra?

Le guerre attuali stanno devastando le nostre sicurezze. Non siamo più paesi civili e tolleranti. Eppure l’equipaggio di Artemis (programma spaziale che prende il nome da Artemide, dea della caccia e della Luna) ci invia tutti i giorni spettacolari immagini del nostro pianeta. A dimostrazione che non esiste solo il lato sconosciuto della luna, uno scrittore si è inoltrato nell’oscurità più profonda e crudele della Terra, raccontando una vicenda che molti vogliono dimenticare. Anche per questo il suo libro è sempre ai vertici delle classifiche internazionali: Le ombre del mondo (E/O) di Michel Bussi. Al centro della dolorosa vicenda, il genocidio del Rwanda con il massacro dei Tutsi del 1994. Michel Bussi è nato in Normandia nel 1965, molto amato dagli appassionati di gialli e dalla critica internazionale.
Buona lettura!








































































Dott.ssa Elisabetta, è sempre interessante scorrere la classifica dei libri più richiesti nelle librerie Lovat corredati dalla sua chiara presentazione. Tra i libri che ho visto in classifica, mi ha interessato principalmente quello di Michel Bussi, perchè pur utilizzando la tecnica del racconto, svolge un’indagine storica portando alla luce le responsabilità della politica estera francese. Di solito, siamo alle prese con guerre più spettacolari, più seguite dai media, eppure dalla fine del colonialismo nel centro Africa sono accadute vicende terribili. Lo stesso De Gaulle che avrebbe dovuto portare in Africa i valori della Rivoluzione francese, in realtà ha sostituito al colonialismo una dittatura economica e a volte anche militare. La guerra civile del Rwanda è più recente, siamo negli anni novanta, eppure la volontà di imporre una politica in uno Stato sovrano, ricco di tesori, ha condotto la Francia a prendere una posizione e agire anche militarmente. Accanto alle bellezze naturali, la ricerca dei gorilla, ci sono le vittime del genocidio che il mondo occidentale ha dimenticato o non lo considera allo stesso livello dell’Ucraina o dello stretto di Hormuz.
Sempre brava Elisabetta!
Ci rendi curiosi con le tue recensioni!!
Grazie, sempre GRAZIE, per questo tuo lavoro così avvincente che ci stimola ed incuriosisce….Buon lunedì , sissi