Dalla notte dei sogni con il Borussia Dortmund a un 1-6 impensabile, incredibile, a Bergamo, per l’Atalanta con il Bayern Monaco. Che coglie anche un palo e non trova la settima rete per il salvataggio sulla linea di Djimsiti. Un punteggio tennistico negli ottavi di finale, a eliminazione diretta, buscato neanche in trasferta. Viene in mente un 6, ma a 2, dell’Anderlecht con la Fiorentina, ma in coppa Uefa e a Bruxelles. Naturalmente il 5-0 dell’ultima finale di Champions, Psg-Inter. Tantopiù che il gol neroblu arriva allo scadere.
Atalanta, ne valeva la pena?

Tanti tifosi pensano, in caso di sconfitta ai rigori o netta, “era meglio neanche arrivare a giocare questa partita”. Ecco, in questo caso vacilliamo anche noi. Zero a 3 al 25′, un altro tris nella prima metà della ripresa. L’ha persa Raffaele Palladino, ha presunto troppo, schierando 4 giocatori offensivi dall’inizio, Scamacca accanto a Krstovic, più Sulemana e Zalewski. Inoltre Kolasinac al centro della difesa, anzichè Djimsiti.
Gli errori di Paladino

Il tecnico che ha portato la Fiorentina in semifinale di Conference league è bravo, indubbiamente, stavolta si è fatto prendere dall’entusiasmo, da quei 3 gol di scarto rifilati agli altri tedeschi, ma i gialloneri hanno perso quota, rispetto alle migliori stagioni.
Un Bayern fin troppo forte per l’Atalanta

Il Bayern è impressionante, il computo dei tiri in porta di 3-13 è ancora più desolante. E i tedeschi neanche hanno dato l’impressione di forzare davvero. Classe e tecnica sono molto latine, triangolazioni belle, conclusioni a giro. Chissà cosa penserà Gasperini, che ha portato l’Atalanta a vincere l’Europa league e, prima, a un passo dalla semifinale in Champions, mica poteva arrivare uno di 26 anni più giovane ed eguagliarlo rapidamente…
L’Atalanta si aspettava un’altra serata

Certo era la sfida fra la 7^ della serie A contro la dominatrice della Bundesliga, che dal 2013 ha perso un solo titolo nazionale. Mi aspettavo due gol di scarto per i germanici, 5 rendono l’idea della distanza di intensità, di tecnica, di una spregiudicatezza tattica che significa dissennatezza. Erano 6 (2′ Stanisic, 22′ Olise, 25′ Gnabry; st 7′ Jackson – ma c’era un fallo di mano in avvio azione – 19′ Olise, 22′ Musiala), prima del tocco di Pasalic allo scadere. La gente orobica festeggia ugualmente, è già molto. Carnesecchi quasi piange davanti alla curva, prefigurava una notte differente. Sciarpata spettacolare dei bavaresi, la favorita di questa Champions.

Bergamo si inchina. Lo fa con onore. Ma l’Italia non ha più rappresentanti tra le migliori 8 d’Europa
Un 1-6 una squadra italiana non è in grado di piazzarlo, fuori casa, in nessun contesto. Nazionale, club, neanche in un primo turno di Conference league, questi sono fra i tanti limiti del pallone nostrano. E poteva essere 1-9, con i due legni. Almeno, Bergamo ha accettato la sconfitta nella maniera più sportiva possibile. E l’Italia non avrà rappresentanti fra le migliori 8 d’Europa.







































































